GRAN PREMIO MANENTE: ECCO GLI ARTISTI EMERGENTI CALABRESI VINCITORI DELL’EDIZIONE OFF

  • Non si è fermato anche quest’anno l’evento che coniuga cultura e musica, mirando a scoprire i tanti e diversi giovani talenti artistici del territorio. La serata finale del Gran Premio Manente si è svolta a porte chiuse al teatro Filottete di Cirò, in accordo con l’amministrazione comunale, per garantire la massima tutela e attenzione alla salute pubblica in questo particolare momento. Una vetrina importante per le cinque realtà musicali che si sono contesi i premi mirati a valorizzare i giovani artisti e a sostenere la loro crescita. Talenti esordienti della nostra terra ed impegnati in generi musicali anche molto diversi tra loro. “La musica e la cultura stanno pagando un duro prezzo, si aprono e si vietano gli eventi con troppa semplicità e senza una visione, quasi premendo un tasto “On, Off”: è questa la voce degli organizzatori del premio, Associazione CULT, Calabria Sona e Marasco Comunicazione. “Il mondo della musica merita più rispetto e considerazione, siamo in una crisi profonda e necessitiamo di maggiore ascolto e sostegno. Con tanti sacrifici e scrupoli siamo stati “On” per questa edizione, ma non possiamo certamente essere felici, se non per i giovani artisti che hanno potuto godere di questa opportunità”. La finale è diventata un appuntamento televisivo presto in onda e disponibile su tutte le piattaforme social e promozionali del circuito Calabria Sona.

    TUTTI I PREMI

    Il Premio Manente “Off” è stato consegnato a L’ennesimo: Una borsa di studio del valore di 10mila euro messa a disposizione dal Nuovo Imaie per la realizzazione di un tour nazionale. A consegnare il premio il Vice Sindaco di Crucoli, Giuseppe Liotti.

    Premio Dei Premi ai Free Love che potranno partecipare all’omonimo evento di Faenza, alla presenza dei vincitori dei premi/concorsi nazionali dedicati a grandi cantautori e artisti italiani. Ogni anno l’evento si svolge a Faenza durante il Meeting delle etichette indipendenti davanti a numerosi giornalisti musicali. Inoltre, per loro, un contratto discografico e di booking con Marasco Comunicazione e Italysona. A consegnare il Premio l’Assessore Cataldo Scarola del Comune di Cirò.

    Il premio “giovani” agli Anni Veloci, per la produzione del loro primo lavoro discografico.

    Menzioni speciali, per i successi riscossi, a Davis Muccari e Francesco Morrone due giovani talentuosi che rappresentano la qualità e l’impegno, ma anche la diversità e la ricchezza di generi e stili che emergono dalla musica made in Calabria.

    Nel pomeriggio i ragazzi hanno potuto partecipare anche ad un momento di formazione e informazione sui diritti degli artisti e il lavoro delle collecting, in particolare sui diritti connessi degli artisti interpreti esecutori.

  • CHI SONO GLI ARTISTI INSIGNITI

      L’ennesimo

    L’ennesimo è quando realizzi di non aver capito niente. L’ennesimo sono canzoni e parole, nottate passate su fogli di carta imbrattati, giorni passati sulla tastiera del Mac. L’ennesimo è Paolo Pasqua da Cosenza che nel 2016 inizia, tra le strade e nelle villette della sua città, a scrivere le prime canzoni in italiano, affascinato della scena musicale italiana degli ultimi anni si ispira liberamente a cantautori e band del momento come Lo Stato Sociale, Calcutta, I Cani, ma anche a cantautori più classici come Battiato e Lucio Dalla. L’ennesimo suona con Gazzelle il 22 novembre a Rende come opening e in diversi altri festival della Calabria per poi andare, nel 2018, a vivere e lavorare per 8 mesi in Irlanda…Ma non riesce a stare troppo lontano dalla sua terra, torna con una nuova esperienza e tante nuove canzoni nello zaino.

  • Free Love

    Dalla passione innata per la musica di Michele Mirabelli, Anna Francesca Ripoli e Domenico Sposato, nascono ufficialmente nel gennaio 2011 i Free Love. Le loro voci si fondono in una, con miscele di rock, blues e pop-lirico. I Free Love vantano partecipazioni a svariati concorsi e festival nazionali, piazzandosi sempre nei primi posti. Un misto di Indie, latinpop e musica fresca che portano in giro ovunque ci sia festa.

  • Gli anni veloci

    Giovani del territorio del crotonese con la passione per i cantautori italiani. Nascono tra il 2016 e il 2017 grazie all’incontro con lo scrittore Carmine Abate. Il nome della band deriva infatti dal libro “Gli anni Veloci” di Carmine Abate, il quale scrive: “Le parole di Lucio Battisti e Rino Gaetano per cantare un amore che corre veloce”. Molto attivi nei locali della zona, stanno man mano componendo i loro brani originali per raccontare in musica la loro terra.

    Davis Muccari

    Ha perfezionato sin da bambino l’utilizzo di strumenti della tradizione popolare integrati con 9 anni di corso di pianoforte e solfeggio e 3 anni di scuola canto presso Soverato music Company. Si è specializzato nell’organetto diatonico e negli strumenti a fiato. Ha collaborato con Ciccio Nucera, Antonio grosso, Dionesis, Antigua, Lisarusa come polistrumentista e voce. Oggi le sue canzoni tra pop, tradizione e uso del dialetto come espressione cantautorale sono molto conosciute e cantate da tutti.

    Francesco Morrone

    Francesco Morrone, cantautore e polistrumentista di grande talento originario di Montalto Uffugo, arriva da tante esperienze, ma quella che l’ha più segnato è sicuramente la sua lunga pedalata su e giù per l’Italia con la sua inseparabile bicicletta e la sua chitarra, condividendo le sue emozioni. Nelle piazze, tra la gente, con l’intento di promuovere e far conoscere la sua musica. Il viaggio musicale parte molto presto, infatti Francesco prima studia all’Accademia Caccini di San Fili a Cosenza, poi si trasferisce per un breve periodo a Roma dove incomincia a suonare anche per le strade. Con un bagaglio di esperienze nuove, arriva a Torino dove vive per alcuni anni andando alla ricerca della propria strada.

QuartAumentata – Live 22th Anniversary (Italysona, 2021)

E’ letteralmente impossibile stare fermi mentre si si ascolta “Live 22th Anniversary” (sarebbe stato più corretto 22nd), il nuovo album dal vivo dei QuartAumentata, tratto dall’iconico live “Tamburi e parole” del 2010 e che festeggia i ventidue anni di attività della band locrese. Composto da diciassette brani, il disco è un delirante carrozzone, fatto di colori, parole, tamburi, contaminazioni, mondi e ricerche e ci restituisce un interessante spaccato della produzione del quartetto calabrese, formato da Paolo Sofia (voce), Salvatore Gullace (chitarra, mandolino, bouzouki), Giuseppe Platani (basso), Massimo Cusato (percussioni, batteria) e Massimo Diano (fisarmonica, organetto). A scorrere nella scaletta sono brani tratti da “Navigando” (si va da “Fimmana” a “Vai”, passando per “Vola vola” e “ ‘Mbiviti nattru”), da “Abballamu cu’ventu” (“Balla Petru”, “Non mi vogghiju maritari”, “Comu mi piaci”, “La morte apparente”, “Santu Nsertu”) e da “U mundu balla” (“Bella balla”, “Cococò”, “A storia è glià”, “U mundu balla”). A scorrere fra le pieghe della musica sono, invece, scariche di groove ad altissimo voltaggio, di cui sono splendido esempio l’infuocato pattern di batteria su “Non mi vogghiju maritari”, la trascinante linea di basso sullo sghembo reggae di “Santu Nsertu”, o l’organo quasi psichedelico di “La morte apparente”. Notevoli anche gli squarci d’Arabia, con un bouzouki in primissimo piano: è così che troviamo lo strumming fulminante di “Mbiviti Nattru” ed i fraseggi sabbiosi di “Fimmana”. Con episodi come “Vai”, abbracciata dallo splendido incontro fra mandolino e fisarmonica, poggiato su una tuonante figurazione di percussioni, o “Lu surtanu” si scende nelle viscere più profonde e pure del folk, mentre le tastiere languide di “Balla Petru” ci trasportano sulla sponda più strettamente latina del Mediterraneo, con colori caldi e sudamericani.

Il focoso crescendo dinamico di “U mundu balla”, con la sua variopinta coda strumentale, segna uno dei passaggi più intensi e muscolari dell’intero album. La riproposizione in salsa pizzicata di “Ostinatamente”, dal repertorio di Niccolò Fabi, volendo, ad onor del vero, l’avremmo anche evitata, ma il medley che ne nasce (e che si porta dietro un gran pezzo come “Nui simu”, con la sua collosa linea di basso ed i ricami del mandolino) rimedia in parte. In conclusione, questo album live è, oltre che il perfetto racconto di una storia ultraventennale di musica viaggiante, anche la contingenza perfetta per approfondire il repertorio di uno dei gruppi più incisivi del folk calabrese. https://www.blogfoolk.com/2021/12/quartaumentata-live-22th-anniversary.html?utm_source=Blogfoolk+Mailing+List&utm_campaign=a1eb311274-Blogfoolk_Newsletter_COPY_01&utm_medium=email&utm_term=0_3ae60e669d-a1eb311274-183887245

L’INDIE-POP CALABRESE DEI “FREE LOVE” TORNA con “ASPIRINA”:

Il singolo che anticipa il nuovo album prodotto da Calabria Sona e ItalySona

L’indie-pop made in Calabria dei Free Love, uno dei gruppi vocali protagonisti della scena musicale degli ultimi anni, torna con il ritmo contagioso che ricorda i favolosi anni ’80 del nuovo singolo dal titolo “Aspirina” già disponibile su tutti i digital store.
La canzone, scritta dagli stessi Free Love – il trio composto da Michele Mirabelli, Anna Francesca Ripoli e Domenico Sposato che ha compiuto i dieci anni di vita nel 2021 – è arrangiata da Arianna e Marco del Tape Lab Studio e parla di una storia tra due persone e lo fa in maniera profondamente malinconica. “La malinconia, da non confondere con la tristezza, ci proietta nel nostro passato ma con una proiezione meno tragica”, racconta Michele. A fargli eco è Domenico: “E’ uno stato d’animo che ci contraddistingue, poiché ciò che ha segnato le nostre vite, sarà la base del presente e del futuro di ciascuno di noi”.  “Aspirina è uno dei nostri brani – continua Anna Francesca – a cui siamo maggiormente legati, poiché anche nelle sonorità che andrete ad ascoltare, ci sono elementi che delineano la nostra musica”.


Le novità per i Free Love non finiscono qui: prima di Natale uscirà anche il videoclip, diretto da Annalisa Macchione, e con molto entusiasmo stanno lavorando ad un prossimo album che sarà prodotto da Giuseppe Marasco per Calabria Sona e Italy Sona. “Dopo il lungo isolamento forzato con cui abbiamo dovuto fare i conti quest’ultimo anno, ora ci sentiamo tutti pronti a scappare, viaggiare, amare e ridere di nuovo. E’ in corso un rinascimento, una vera e propria rivoluzione a cui vogliamo contribuire, rendendoci parte attiva in ogni modo possibile attraverso la forza della nostra musica”, hanno dichiarato i giovani artisti pronti a conquistare un loro spazio nel settore grazie al circuito di Calabria Sona.

Chi sono i FREE LOVE

Dalla passione innata per la musica di Michele Mirabelli, Anna Francesca Ripoli e Domenico Sposato, nascono ufficialmente nel gennaio 2011 i Free Love. Le loro voci si fondono in una, con miscele di rock, blues e pop-lirico, ed è tramite lo studio, l’amicizia che li unisce e la passione che li accomuna, che i tre prendono consapevolezza dell’alchimia che esiste tra le loro voci. I tre cantanti, individualmente, entrano a far parte del mondo della musica sin da piccoli, ma il loro incontro sodalizza e gratifica la loro carriera artistica. I Free Love vantano partecipazioni a svariati concorsi e festival nazionali, piazzandosi sempre nei primi posti.

Iniziano già dai primi anni a creare brani inediti sperimentando sonorità diverse dando vita a vari tour e ad ospitate televisive e partecipano come ospiti a vari concerti di artisti del panorama nazionale come ad esempio Anna Tatangelo, Il Cile, Ivana Spagna.

Continuano le collaborazioni e nel dicembre del 2016 esce una raccolta di canzoni natalizie Free Christmas Love, nella track special è presente il loro inedito Dolce Verità, un brano che tratta il tema della violenza sulle donne. Nel 2017 sono impegnati nelle registrazioni del talent nazionale The Coach andato in onda nel luglio 2018 sulla rete televisiva nazionale 7Gold. Nell’estate del 2018 esce Otra Vez, inedito nato dalla collaborazione con il rapper Pika Dmf. È un brano estivo ed eclettico che rispecchia la leggerezza tipica della stagione. Nasce proprio per la ricerca della spensieratezza e la voglia di ballare e divertirsi. Dal 25 luglio 2018 il brano è presente su tutte le piattaforme digitali.

Il 2018 è un anno per loro molto importante in quanto si fanno conoscere con il loro nuovo singolo “il Resto Già Lo So” alle selezioni di Area Sanremo unico concorso, insieme alle sezione case discografiche, che porta i giovani direttamente a Sanremo ad esibirsi nel prestigioso Teatro Ariston. Il risultato finale li vede nei 70 finalisti del concorso. Un grande traguardo per i ragazzi che per la prima volta tentano la scalata a Sanremo. Il Resto già lo so permette loro di esibirsi in lungo e il largo per la Calabria per tutta la stagione invernale e primaverile. Il 30 maggio esce il loro nuovo brano estivo “Mordi Eva” un pezzo tutto da ballare.

18 giugno 2021, dopo la chiusura forzata del lockdown , esce “Moba” il loro ultimo brano. Moba prende ispirazione da un museo privato, il museum of bad art, sito nello Stato del Massachussetts. E’ un brano fresco, con ritmi dance e latini, racconta una delle tante sfumature dietro la storia dei social, ossia il momento in cui, per definirsi con le proprie differenze, ci si accosta a dei modelli effimeri, ma in realtà bisogna prendere consapevolezza della bellezza che è dentro di noi per poter iniziare una vera e propria rivoluzione di se stessi.

ASCOLTA ASPIRINA: https://ampl.ink/reMmR

Per contatti con gli artisti: Michele 3891341316 / Anna 3405817195.

I CALABRESI PARAFONE’ SBANCANO AL MUSICONNECT ITALY DI PISTOIA

Grande successo all’evento che ha portato la world music italiana all’estero: i complimenti degli operatori italiani e stranieri provenienti da tutto il mondo

    La band calabrese dei Parafonè è stata protagonista dello show di apertura del Musiconnect Italy, il primo meeting professionale italiano dedicato alla world music che si è tenuto a Pistoia nei giorni scorsi. Oltre 150 partecipanti tra artisti, ospiti, giornalisti, manager, organizzatori e direttori di festival provenienti da tutto il mondo. I Parafonè si sono ritagliati – grazie all’impegno di Calabria Sona e Italy Sona – uno spazio di primo ordine nel calendario degli oltre venti live che si sono alternati su due palchi, tra panel, presentazioni e speed meetings. Preceduti dal maestro Riccardo Tesi con BandaItaliana e Giovanni Seneca, hanno sbancato a Pistoia con il loro sound inconfondibile tra recupero e riproposta della musica tradizionale calabrese in chiave contemporanea, incassando i complimenti di operatori nazionali ed internazionali provenienti da Canada, Spagna, Irlanda, Ungheria, Norvegia, Emirati Arabi, Repubblica Ceca, Polonia e Slovacchia. Ad esibirsi la formazione al gran completo con Angelo Pisani – fiati etnici, lira, zampogna; Bruno Tassone – voce e chitarre etniche; Totò Codispoti – voce, organetti e tamburelli; Omar Remi – basso elettrico; Domenico Tino – chitarre, bouzouki e mandolino; Sergio Schiavone – chitarre ; Antonio La Rosa – percussioni e pad.

Un connubio originale tra le radici identitarie e l’innovazione, che ha convinto il pubblico composto da professionisti ed artisti, grazie ad un repertorio basato sui grandi successi della storia musicale della band, tra quattro album inediti ed uno live: Na primavera, No suli e no Luna, Pizzicariedhu / La luna ntra sta ruga, Dorma, Tantu campa n’arrè, Aquila Bella fino al gran finale che ha entusiasmato la platea con “La notti passa”. Tra strumenti “pop”, pipite, zampogne, lira calabrese, organetti, bouzouki, saz, mandolino e tamburelli, la “nuova” musica calabrese ha ricevuto grandi apprezzamenti anche da parte dei media partner di settore: Blogfoolk, LineaTrad-Folk Television e Just Folk di Radio Kaos Italy. Il gruppo ha avuto l’occasione, inoltre, di confrontarsi e interagire con i tanti altri artisti che si sono esibiti (Elettro Mascarimiri, Rachele Andrioli, Alessandro D’Alessandro, Duo Valla Scurati, Still Life, Ars Nova Napoli, Stefano Saletti & Banda Ikona, Kalascima, Davide Ambrogio, Arsene Duevi, Ilam, Suonno D’Ajere, Maria Mazzotta, Ziad Trabelsi e Carthage Mosaik, Luca Bassanese & La piccola orchestra popolare e Alessia Tondo) creando momenti di scambio e crescita anche professionale.

Musiconnect Italy ha raggiunto il suo obiettivo accendendo i riflettori del mondo su una proposta musicale folk ed etnica tipicamente italiana, ma quanto più varia possibile: classica, contemporanea, giovane (con una sezione appositamente dedicata agli under 35), con contaminazioni elettroniche, fino ad arrivare a particolarissimi dj set all’interno dei quali spuntano voci e strumenti tradizionali. L’evento è stato organizzato da Italian World Beat e dall’Associazione Culturale Brodo con il patrocinio di Comune di Pistoia, Nuovo Imaie,Mic e Audioimage e con il supporto logistico della Fortezza 59, dove si sono tenuti la gran parte degli appuntamenti. Fondamentale anche il sostegno di Scena Unita – per i lavoratori della Musica e dello Spettacolo.Per Calabria Sona un altro risultato importante nel lavoro di promozione delle realtà musicali calabresi, con un occhio di riguardo verso le espressioni identitarie in festival e contesti di grande rilievo nazionale ed internazionale

QUARTAUMENTATA-Oggi esce il vinile(edizione limitata)e in digitale

Un disco che celebra la carriera e il ritorno, a distanza di 6 anni dall’ultimo lavoro, del quartetto calabrese – considerata la band che ha catapultato le sonorità e gli strumenti della tradizione calabrese nella world music con un nuovo sound inconfondibile – in cui sono contenuti i brani rimasterizzati del famoso live “Tamburi e Parole” del tour 2010.

Lo stesso giorno, il disco verrà presentato in occasione del Musicconnect Italy di Pistoia.

Oggi esce “Live 22th Anniversary”, progetto discografico – prodotto da Giuseppe Marasco per Italysona – che celebra i 22 anni di carriera e il ritorno, a distanza di 6 anni, dei QuartAumentata, quartetto calabrese in continua evoluzione in un caleidoscopio di sonorità che lambisce il folk, reggae, jazz, blues, rock e funk, noto per avercatapultato le sonorità e gli strumenti della tradizione calabrese nella world music con un nuovo sound inconfondibile. Oggi stesso, il quartetto presenta il nuovo lavoro – disponibile in due versioni: in digitale con tutte le 17 tracce del live (ASCOLTA QUI), e in vinile in edizione limitata in cui sono contenuti 11 brani – in occasione del Musicconnect Italy di Pistoia, il primo e più grande meeting professionale italiano totalmente dedicato alla World music.

Il disco, tra temi intimisti e storie di vita quotidiana, narrati alternando l’uso dell’italiano a quello del dialetto calabrese, è tratto dallo storico live “Tamburi e Parole” del tour 2010 che ha consentito alla band – formata Paolo Sofia (voce),Peppe Platani (basso), Salvatore Gullace (chitarra, mandolino, Bouzouki), Massimo Cusato (percussioni, batteria) – di esibirsi in oltre 100 palchi di tutta Italia condividendo la scena con musicisti eccezionali.

Un lungo percorso che ha orientato la loro musica verso la riscoperta delle tradizioni musicali calabresi e la creazione di nuovi brani, contaminandoli di atmosfere e ritmi della World Music: “Il nostro primo incontro artistico risale al 1998 in occasione della stesura delle musiche del progetto teatrale “Gruppo Spontaneo” – raccontano i quattro musicisti calabresi -. Il manifesto della band è quello di trasformare il patrimonio musicale calabrese in un’entità viva in cui identificarsi, e rendere questo messaggio alla portata delle nuove generazioni. Un progetto che rispecchia le caratteristiche dei componenti del gruppo provenienti da diverse esperienze musicali che conferiscono al repertorio un sound originale. Nel corso degli anni c’è stata un’evoluzione graduale pur mantenendo il progetto iniziale. Si è passati dal primo disco dai contesti più teatrali, a “Sirene e Naviganti” (2012) un’analogia tra il viaggio di Ulisse e il viaggiare contemporaneo, che ha visto la partecipazione di musicisti di alto livello come Dado Moroni, Eric Daniel e Michele Ascolese; e artisti di calibro come Ivana Spagna, Saule e Margarida Guerreiro, nota cantante di Fado portoghese.  Oggi vogliamo condividere un altro traguardo, 22 anni di musica di piazze, di sorrisi, di corse e anche di stop, ma sempre presenti con la voglia di creare la nostra musica. Questo vinile vuole celebrare questo percorso: all’interno i brani di un live a cui siamo molto legati, “Tamburi e Parole”, registrato nel tour 2010.”
Il lato A del vinile si apre con Bella Balla, brano che racconta come il ballo liberi dalla pesantezza delle cose, leghi l’individuo alla comunità, favorisca salute e chiarezza di spirito, ed elevi l’anima. Poi Santu ‘Nsertu: l’indovino è un antichissimo mestiere e forse meritava di essere detto: santu ‘nzertu. Si prosegue con Fimmana che descrive come una storia d’amore possa sì finire, ma non sempre si finisce anche di amare. In Lisciu Comu A Ll’ogghju “se non tutto scorre liscio, tutto scorre comunque. Ne La morte apparente il risveglio da morto per attaccamento alle cose belle della vita! Vola Vola“Vola amore mio, vai dove vuoi e non perderti mai”.
Nel lato B, dopo il brano d’aperturaNon mi vogghjiu maritariin cui si parla della pressione sociale che spesso obbliga a fare delle scelte non sempre coerenti con i propri desideri. Ci adattiamo alle aspettative del mondo in cui siamo immersi, arriva Cococo’, brano in cui si descrive come, talvolta, anche l’andare controcorrente a tutti i costi può essere a sua volta una “moda”, quando lo si fa per puro spirito di contraddizione, senza un solido convincimento e senza precisi riferimenti culturali. Poi ‘A storia è glià: il popolo calabrese è stato da sempre uno dei popoli italiani più oppressi, ma lamentarsi, piangersi addosso e dare sempre la colpa agli altri non può rappresentare una soluzione al problema. Vai: Lontano dagli occhi, lontano dal cuore! Quando una storia non funziona, la cosa giusta da fare è, tenersi lontani l’uno dall’altro! Il disco chiude con ‘Mbiviti Nattru, brano che racconta come il peso della vita sia insopportabile e non sempre è facile trovare in sé la forza di affrontarlo, perché solo i Santi possono venire a contatto col male senza contagiarsi. Ogni tanto, allora, bisogna saper anche “staccare la spina”, per poter riprendere la giusta prospettiva.
Nella versione digitale sono presenti, inoltre, i brani: ‘Mbiviti Nattru (extended version); Lu Surtanu; Balla Petru; U mundu balla; Ostinatamente, Nui Simu; Comu mi piaci.
Hanno suonato: Piero Cusato (tastiere), Massimo Diano e Peppe Stilo (organetto e tamburelli), Tonino Labate (batteria), Federica Giordano e Marinella Rodà (cori). Produzione Artistica: QuartAumentata. Prodotto da Giuseppe Marasco per Italysona e Calabria Sona. 
Note biografiche: il gruppo dei QuartAumentata nasce nel 1998 dall’incontro artistico di Paolo Sofia, Peppe Platani, Salvatore Gullace e Massimo Cusato, quattro musicisti calabresi che decidono di condividere le proprie esperienze artistiche proveniente da diversi mondi musicali (jazz, pop, classica). L’occasione dell’incontro è la stesura delle musiche del progetto teatrale “Gruppo Spontaneo”. Il nome della band trae origine dall’intervallo musicale di quarta aumentata, molto presente nella cultura musicale mediterranea e che caratterizza inconfondibilmente il loro sound. Forti dell’esperienza teatrale, iniziano a comporre il loro primo album con l’obiettivo di riscoprire le tradizioni musicali calabresi, ma rielaborate e contaminate da melodie, atmosfere e ritmi della WorldMusic. Già nel primo lavoro discografico, A notti e fatta dinnu (1999), si individuano i punti salienti del loro progetto culturale: trasformare il patrimonio musicale calabrese in un’entità viva, in cui riconoscere le proprie radici, e rendere questo messaggio musicale fruibile anche dalle nuove generazioni. La ricerca di un equilibrio tra tradizione e sperimentazione è ancora più evidente nel secondo cd dei QuartAumentata: Navigando(2002). Si moltiplicano, intanto, le partecipazioni a rassegne e festival importanti (una fra tutte il WOMAD di Palermo) e le apparizioni televisive e radiofoniche: Rai 2, La vita in diretta; Radio Rai, Notturno Italiano. Nel 2005 esce il loro terzo cd, Abballamu cu ventu. A sorprendere il pubblico sono la vitalità dei ritmi e la magia dei testi, che si richiamano a luoghi e a scenari, dove s’innestano temi e problematiche attuali, raccontate con ironia. Ma il 2005 è, soprattutto, l’anno di una collaborazione e di un evento destinato a lasciare una traccia indelebile nella storia del gruppo: i QuartAumentata vengono selezionati, come esponenti della cultura musicale calabrese, per accompagnare Jovanotti, sui palchi di Cosenza e di Locri, nel mega-concerto di Capodanno “La vertigine non è paura di cadere ma voglia di volare”. Il risultato è sorprendente: il pubblico è incantato dalla “tarantella funk”, che scaturisce dall’incrocio tra i ritmi e le melodie dei QuartAumentata e l’interpretazione originale di Lorenzo Cherubini. Si allunga l’elenco dei successi del quartetto con la partecipazione al Mantova Music Festival, al MEI FEST di Faenza, all’ Handicap Day sul palco di Piazza del Popolo a Roma. Il Tour 2006 è una lunga serie di concerti e partecipazioni, tra i quali spicca l’importante collaborazione con Niccolò Fabi nell’ambito del Festival “Ai Confini del sud. Musica etnica e dintorni”. Nel 2007 esce U mundu balla. in cui il gruppo si avvale di illustri collaborazioni artistiche, come quella di Francesca Tourè dei Delta V, e di rivisitazioni originali di diversi artisti, troviamo il pop, il rap, il tango, il funk, una mescolanza di generi che si coniuga con la tradizione creando il sound made in Calabria dei QuartAumentataU Mundu balla è anche il titolo del Tour 2007, uno dei più densi di concerti degli ultimi anni per la band, che da giugno a settembre si muove incessantemente arrivando a includere un’importante tappa “oltreoceano”: sono tra i protagonisti, infatti, dell’Italian Fest di Milwaukee – Wisconsin –, una delle manifestazioni più rilevanti dedicate alla cultura italiana negli Stati Uniti. Nel 2008 si esibiscono in occasione della Rassegna della canzone d’autore di Sanremo organizzata dal Club Tenco. Nel novembre 2008, il gruppo è stato tra i protagonisti di una manifestazione svoltasi negli Stati Uniti per promuovere la cultura musicale made in Italy: live a Boston con l’“Ostinatamente Tour”, nell’ambito della rassegna di musica etnica, Respiro della terra, su iniziativa del Consolato Generale italiano negli Usa, per poi replicare il 21 a New York. Il 20 giugno 2009 il gruppo viene invitato al Premio De Andrè interpretando due canzoni del cantautore.
Il 31 luglio 2009 esce il disco dedicato a De Andrè, Dai Diamanti Non Nasce niente. Un lavoro che rappresenta per il gruppo l’ennesimo tentativo di confrontarsi con linguaggi, generi e tematiche diversi, accostando la sonorità del dialetto calabrese alla musica di De Andrè, Nel 2010 sono vincitori della finale regionale del concorso Primo Maggio Tutto L’anno. Nell’ambito dello stesso concorso vengono selezionati nella rosa dei tre finalisti nazionali e ricevono dalla trasmissione di Radio Due “Moby Dick” il riconoscimento quale formazione musicale e brano più interessante tra i 12 finalisti nazionali.  La band è stata coinvolta anche in progetti cinematografici con la cura della colonna sonora per i film “Tornare indietro” (2002) e “Aspromonte” (2012). Dal 2010, ad oggi escono altri tre album: 2010 Natali i na vota (Ass. Cult. Quartaumentata), nel 2012 Sirene e Naviganti (Sony Classical) e nel 2015 il The Best Of Quartaumentata(Icompany). Il ritorno a distanza di 6 anni con il Live 2010 – 22th Anniversary.

I CALABRESI PARAFONE’ SELEZIONATI PER L’APERTURA DEL MUSICONNECT ITALY DI PISTOIA

 

Appuntamento il 2 dicembre con lo showcase inaugurale del primo meeting nazionale dedicato alla world music

 

La Calabria sarà al centro del Musiconnect Italy di Pistoia, il primo meeting professionale italiano totalmente dedicato alla world music. Il gruppo dei Parafonè è stato scelto per aprire ufficialmente l’evento il prossimo 2 dicembre nell’ambito di una quattro giorni di incontri, conferenze e showcase per cui sono stati selezionati alcuni degli artisti più significativi della scena etno-folk nazionale ed internazionale. La possibilità di esibirsi davanti agli operatori e addetti ai lavori di primo piano nell’ambito del meeting, organizzato da Italian World Beat – in collaborazione con Scena Unita, La Musica che Gira e il Ministero della Cultura – rappresenta un’occasione unica e preziosa per la band calabrese, che continua il suo percorso di promozione e valorizzazione internazionale dopo essersi esibita con successo, ad esempio, in Spagna, Portogallo, Canada e Stati Uniti.

 

Il collettivo musicale Parafoné (Angelo Pisani – Fiati Etnici, Lira, Zampogna; Bruno Tassone – Voce e Chitarre Etniche; Totò Codispoti – Voce, Organetti e Tamburelli; Omar Remi – Basso Elettrico; Domenico Tino – chitarre, bouzouki e mandolino; Sergio Schiavone – Chitarre ; Antonio La Rosa – Percussioni e pad), in attività oramai da più di 15 anni, ha fatto del recupero e della riproposta della musica tradizionale calabrese in chiave contemporanea la propria cifra stilistica, riuscendo a sperimentare un connubio originale tra le radici identitarie, legate a suonatori e cantori del territorio, e l’innovazione. Un progetto che ha convinto anche la critica ottenendo, negli ultimi anni, la candidatura alle Targhe Tenco 2016 ed una Menzione della Giuria critica internazionale al Premio Parodi.

Veri e propri ambasciatori musicali del Made in Calabria, i Parafonè si apprestano a vivere una nuova entusiasmante esperienza grazie a Calabria Sona e Italy Sona, con l’impegno del responsabile Giuseppe Marasco, che si sta ritagliando un ruolo sempre più attivo nella promozione della musica identitaria e world in giro per il mondo. “Questa è la conferma della vitalità e della qualità della nuova scena etno-folk calabrese – afferma Marasco – che si candida come marcatore identitario e momento di promozione della nostra terra, della nostra cultura, della nostra identità e dei nostri territori. Un movimento che mira all’internazionalizzazione e per questo degno e bisognoso di sostegno, di promozione e di agevolazioni alla pari delle altre eccellenze calabresi”.

I PARAFONE’ DI RITORNO DAL PORTOGALLO ESPORTANDO LA MUSICA CALABRESE

Successo per il doppio live al Festival Sete Sóis Sete Luas promosso grazie a Calabria Sona

La musica popolare made in Calabria dei Parafoné è stata protagonista in Portogallo per un doppio concerto nell’ambito del Festival Sete Sóis Sete Luas, evento dal respiro internazionale, giunto alla 29esima edizione e dedicato alla cultura mediterranea. Un ritorno dal vivo in grande stile per il gruppo che, grazie alla collaborazione del circuito Calabria Sona, in una stagione difficile per le restrizioni anticovid, ha potuto calcare i palcoscenici internazionali proponendo il proprio repertorio, tra tradizione e innovazione, ispirato alle sonorità identitarie calabresi. Il primo concerto si è tenuto il 27 agosto a Fábrica da Pólvora di Barcanera, un polo culturale, nei dintorni di Lisbona, dove è nata la storia più recente del Portogallo. Il secondo live si è invece tenuto a Pombal, tra Fatima e Porto, una vetrina ideale dove poter presentare l’originale progetto di recupero del repertorio popolare attraverso il personale linguaggio espressivo che caratterizza la band. “Partecipare al festival internazionale Sete Sòis Sete Luàs è stata per noi un’esperienza emozionante e unica”, ha commentato Bruno Tassone, voce dei Parafoné.

“Il coinvolgimento del pubblico e la loro accoglienza – ha continuato – ci hanno fatti sentire a casa, quella che abbiamo sempre idealizzato, la Calabria che guarda al mondo e che fa parte  del mondo. Torniamo nella nostra terra con una grande gioia in tasca e tanta fiducia nel futuro, credendo fermamente che la Calabria sia un’esportatrice di bellezza, non solo in termini musicali”. Giuseppe Marasco, che ha curato la produzione e il management dei live per Calabria Sona, ha aggiunto: “Siamo abituati a sentire la nostra musica quotidianamente in grandi piazze e con tanta gente ad ascoltarci, ma l’emozione che si prova quando senti la prima nota suonare e il primo caloroso applauso di un pubblico che non conosce la band, né tanto meno la Calabria, rappresenta la benzina utile ad andare avanti lungo la strada tortuosa della promozione della musica identitaria e world in giro per il mondo. Vedere i nomi delle band affiancati alla scritta “Calabria”, in un cartellone di oltre 30 città nel mediterraneo e con artisti internazionali – ha concluso Marasco – è per noi motivo di grande orgoglio e di questo dovrebbero prenderne maggiormente coscienza le nostre istituzioni: possiamo davvero essere portatori di cultura, identità e immagine positiva della nostra regione nel mondo”.

Oggi esce il primo lavoro discografico dal titolo“Calabria Orchestra Live”

 

7 brani intrisi di tradizione (quattro propri di quella calabrese, uno di quella siciliana e due omaggi a grandi del panorama italiano, Fabrizio De Andrè e Rino Gaetano) e improvvisazione tra sonorità africane e arabe, jazz, rock, tarantelle, canti ad aria, canti di lavoro, canti d’amore.
Un ensemble che esalta la cultura e la musica del sud.

“Calabria Orchestra Live” (Italysona – Calabria Sona) è il titolo del primo lavoro discografico della
Calabria Orchestra, in uscita oggi su tutti gli store digitali .Inoltre è disponibile in una edizione speciale e limitata di 300 copie in vinile su https://www.italysona.com

Un disco che riassume tre anni di intensa storia musicale, che contiene i brani che più ne hanno caratterizzato il
percorso artistico. Nata nel 2017 e concretizzata nel 2018, lo spirito e l’idea fondante dell’ensemble è mettersi a servizio del territorio del sud esaltandone la cultura, un collettivo che
lavora per la musica "made in Calabria" cercando di unire, coinvolgere e divulgare non solo la
cultura del meridione ma gli artisti e le loro idee. Delle sette tracce incise, infatti, quattro sono
proprie della tradizione calabrese, una di quella siciliana e due sono omaggi a grandi del panorama
italiano, Fabrizio De Andrè e Rino Gaetano. Molti dei brani sono introdotti da preludi originali di
Checco Pallone.

Nel disco, la cui uscita è stata posticipata di un anno a causa della pandemia e doveva essere presentato a maggio 2020 in un grande concerto all’Auditorium Parco della musica di Roma
(evento rinviato a fine 2021), si è deciso di dare spazio a due aspetti fondamentali: tradizione ed improvvisazione. Sono queste le direttrici di questo primo lavoro. Le tradizioni sono espresse in
ogni brano presente sui solchi del vinile. Ogni esecuzione rimanda a sapori ancestrali e sonorità della tradizione. L’improvvisazione, presente in maniera imponente all’interno delle tracce, è da
sempre parte fondamentale delle tradizioni, non solo calabrese, ma anche di quei mondi ospitati
all’interno del lavoro discografico, sonorità africane e arabe, jazz, rock, tarantelle, canti ad aria,
canti di lavoro, canti d’amore. Queste due direttrici confluiscono nell’idea principale che ha mosso
tutto il lavoro della Calabria Orchestra, cioè l’integrazione di musicisti e linguaggi musicali diversi.
Diretta dal M° Checco Pallone, la Calabria Orchestra, nata dalla collaborazione tra il Conservatorio
di Cosenza, il festival Radicamenti e Calabria Sona, è formata da 19 elementi fissi tutti selezionati
tra le migliori realtà musicali della nostra regione tra professionisti, suonatori identitari e folk,
giovani musicisti e ballerini, e strumenti jazz amalgamati a quelli della tradizione popolare, ritmi
mediterranei fusi con la tarantella, voci calde e appassionate affiancate a chitarre di ogni genere.
Ritmi travolgenti, suoni mediterranei e passione della musica calabrese. Ecco i musicisti che compongono la Calabria Orchestra, diretta dal M° Checco Pallone: Federica Greco (voce, bombo e
tamburello), Moussa Ndao (voce, djambe, taman e ngoni), Fabio Nicoletti (voce), Bruno Tassone
(voce), Angelo Pisani (fiati etnici), Alberto La Neve (sax), Piero Gallina (violino e lira calabrese),
Emanuele Filella (violino e lira calabrese), Paolo Presta (fisarmonica), Antonio Grosso (organetto e
fisarmonica), Massimo Garritano (chitarra elettrica), Valentina Balistreri (voce), Iacopo Schiavo
(chitarra classica e oud), Andrea Principato (chitarra flamenka), Carlo Cimino (basso), Enrico Gallo
(tamburelli e darabuka), Emy Vaccari (tamburello e danza) e Francesco Montebello (batteria e
percussioni).

Varie le esperienze che l’hanno vista già portare ad esibirsi anche con la presenza di molti ospiti (Morgan, Verdiana, Fabio Curto, Ciccio Nucera, Peppa Marriti Band, Cumelca, Anna Stratigò) in
alcune delle più belle location e festival calabresi: Grotta del Romito di Papasidero, Arena dello Stretto di Reggio Calabria, Radicamenti Mendicino Festival, Kaulonia Tarantella Festival).

La Calabria Orchestra nasce da un’idea di Checco Pallone e Giuseppe Marasco, con il supporto delFestival di Radicamenti del Comune di Mendicino, Conservatorio Stanislao Giacomantonio diCosenza. La direzione artistica è di Checco Pallone e la produzione esecutiva e management è diGiuseppe Marasco, realizzata nel gennaio 2020 in collaborazione con il Teatro dell’Acquario diCosenza, con il supporto tecnico e recording di Fabrizio De Rose (specchi opposti), mix emastering a cura di Cosimo Guglielmello.

Tracklist:
LEVA LEVA
OCCHI (preludio a…)
Occhi turchini
Strania (preludio a…)
Mi votu e mi rivotu
Amuri (preludio a…)
Amuri amuri
Wlatz ppe ttia (preludio a…)
Spuntunera
Dolcenera
Gianna Gianna

Il 4 giugno esce il nuovo disco piano solo del musicista jazz napoletano, dal titolo “AJAYÕ – VULESS’ ‘O ‘CIELO”:

“composizioni originali e brani della tradizione napoletana come “Torna Maggio”, della tradizione messicanacome “Llorona” e della tradizione brasiliana e jazzistica (“O Bebado E A Equilibrista”). A giugno parte tournèe di sei date in Messico.

Il 4 giugno esce “AJAYÕ – VULESS’ ‘O ‘CIELO” (etichetta discografica Italysona, disponibile su tutti gli store digitali
e in fisico su Amazon e su discotecalaziale.com), il nuovo disco piano solo del musicista napoletano Vincenzo
Danise (produzione esecutiva di Giuseppe Marasco): una proposta musicale antologica, un progetto –
accompagnato dal video della live session di “Llorona” (GUARDA QUI) – che racchiude composizioni originali
insieme a composizioni della tradizione napoletana, messicana, brasiliana, un vero e proprio “viaggio” interattivo
tra musica e magia che coinvolge sia emotivamente che letteralmente il pubblico. Ajayô, in napoletano “Vuless ‘o
‘Cielo”, è un'espressione afrobrasiliana che significa “un soffio di saluto a Oxalá” ed è spesso pronunciato in un
senso simile all'espressione "se Dio vuole" o "speriamo" (GUARDA PRESENTAZIONE)
A giugno parte tournèe di sei date in Messico in cui, oltre a presentare il disco Ajayõ Vuless 'O Cielo,
sonorizzerà con le proprie composizioni e le sue improvvisazioni il film muto "L'Inferno" di Dante del 1911 per il
'700 della morte del sommo poeta. Ecco le date: quattro live al CENART di Città del Messico (17,18, 26 e 27
giugno), il 21 giugno al Teatro Angela Peralta di S-Miguel de Allende e 23 giugno al Parque Guanajuato
Bicentenario di Guanajuato.
Attraverso le sue note, Vincenzo Danise propone composizioni originali, che sono state elaborate durante il
lungo lockdown, e brani della tradizione napoletana come “Torna Maggio”, messicana come “Llorona” e
brasiliana e jazzistica come “O Bebado E A Equilibrista”: “il concetto che ho voluto rappresentare è quello della
speranza. Speranza che nei progetti del cielo (inteso in ampia rappresentazione: divinità, destino, universo, ecc.) ci
sia l'annullamento delle distanze, di qualunque tipo, non solo quelle dovute a profilassi mediche, come il
distanziamento causato dalla pandemia: distanze culturali, distanze sociali ed economiche, distanze religiose. E
quindi, Ajayò – Vuless' o cielo' potremmo tornare ad abbracciarci, uomo e uomo, donna e donna, religioni diverse,
culture diverse, divinità diverse, vestiti diversi, ovviamente in questo momento particolare in cui la distanza sociale
è imposta dalla necessità di evitare contagi, il significato diventa più forte”.
Dopo il brano di apertura, Ajayõ, arriva Tango Mediterraneo, brano dedicato alla città dell’artista, Napoli, e al
Mediterraneo: una melodia romantica che avvolge il cuore, l’intelletto, il corpo e il sesso: “Napoli è la capitale
della cultura, dell’arte, della musica da secoli. L’ho composta inspirandomi a grandi personalità che hanno
rappresentato la mia città nel mondo sia con la musica, sia con la poesia e la filosofia e sia con il calcio: Pino
Daniele, Luciano De Crescenzo, solo per citarni alcuni in quanto Napoli da secoli è fucina di tanti artisti napoletani,
e Diego Armando Maradona… a loro tutta la mia gratitudine”. Llorona è il terzo brano, una canzona folk
messicana, La “Donna piangente”: è una leggenda messicana, anche se è diffusa, con sfumature diverse, in altri
paesi latinoamericani (Costa Rica, El Salvador, Cile, Venezuela), ma è anche molto di più: è un mito che ha radici
antichissime – nasce nel primo periodo coloniale intorno al 1520 – tanto da entrare profondamente nell’immaginario collettivo di tutto un popolo, fino a diventare parte integrante della sua cultura. Anima Lunae (a
Federico) è dedicata al caro amico di Danise, a cui l’artista riserva una profonda gratitudine. Stella Diana si ispira
ad una storia vera: Diana è una bambina africana, nata letteralmente in mezzo al mare mentre la mamma
attraversava il Mar Mediterraneo per arrivare in Italia, cercando una vita migliore: “ha avuto la fortuna, negli
anni, di incontrare mia nonna, donna di umili origini, che si è presa cura di lei ed è riuscita a coinvolgere un intero
quartiere ad aiutarla.” Note che parlano d'amore (preludio a ballad for emy) e poi Ballad For Emy, composizione
dedicata all’ultimo cane di Danise, ma in generale a tutti gli animali del mondo, molto spesso maltrattati e
abbandonati da ignobili esseri umani. È una ninna nanna dedicata a loro, che donano amore incondizionato.
Waltz For Queen è stata scritta per la Regina Elisabetta ma in realtà è dedicata a tutte le donne del mondo, ogni
donna che occupa il nostro pianeta, il nostro Universo è una Regina che merita il rispetto che per troppi anni è
stato sottratto insieme ai diritti. Torna maggio è un brano storico della tradizione napoletana, scritta da Vincenzo
Russo e Eduardo di Capua. O Bêbado E A Equilibrista è un brano di Joao Bosco: Brasile, gli ultimi anni di una
dittatura militare, quella iniziata nel 1964 con un golpe appoggiato dagli USA e la destituzione di João Goulart, il
presidente legittimo che aveva imbastito la riforma agraria e progettato la nazionalizzazione delle compagnie
petrolifere. Ninnanannaninnanoè, ninna nanna tutta in napoletana scritta da Pino Daniele: “la Nennella a cui è
cantata ("Duorme Nennella mia…") è sicuramente Cristina, prima figlia di Pino (avuta dal matrimonio con
Dorina Giangrande, sua corista nel disco d'esordio "Terra Mia”). Il mammone ("si vene 'o mammone… chiudimmo
'a porta") in dialetto è l'uomo cattivo che viene usato per spaventare i bambini vivaci.”
Danise ha dedicato tutta la sua vita alla musica, grazie al pianoforte scoperto già a 6 anni. Nato a Napoli a pochi
passi dalla stazione Centrale, nel difficile rione Case Nuove, ha subito capito che la musica avrebbe potuto
salvarlo dal “sistema”. È l’incontro con Roberto De Simone, il grande compositore e fondatore della Nuova
Compagnia di Canto Popolare, a cambiargli la vita: “capisce che ho talento e mi indirizza verso una Maestra che
segnerà per sempre la mia vita, M° Miriam Longo. Da quel momento non ho lasciato più la musica, mi diplomo al
Conservatorio di Napoli San Pietro a Majella e intanto suono in giro per l’Europa e il Sud America con alcuni dei
jazzisti più importanti: Marco Zurzolo, Renaud Garcia-Fons, Massimo Manzi, Massimo Moriconi, solo per citarne
alcuni.”
Il musicista napoletano, consapevole della forza della musica, dà il via nel 2014 a “Danise on the road – Questa è
la Napoli che vogliAMO!!!”, progetto che ha riscontrato un enorme successo e che gli è valso il soprannome di
“scugnizzo del jazz”: “ho portato letteralmente il pianoforte nelle piazze, nei vicoli, nei borghi più disagiati di
Napoli e ho suonato il jazz tra la gente comune.”
Danise ad oggi è Docente AFAM-Conservatorio di Musica. All’età di nove anni intraprende gli studi musicali di
pianoforte classico, affidandosi all’insegnamento di Miriam Longo, figlia dell’insigne Alessandro, scoperto dal M°
Roberto De Simone, ed è ammesso al Conservatorio “San Pietro a Majella” di Napoli. Parallelamente ad una
solida formazione classica di base, derivante dagli studi in Conservatorio, incomincia a studiare jazz con il padre
chitarrista. Nel 2005 vince una borsa di studio partecipando al Concorso jazz per Piano solo indetto dalla
Yamaha. Al 2006 risale la sua affermazione al Concorso Chicco Bettinardi, nuovi talenti del jazz italiano, nel
quale, oltre ad aggiudicarsi il primo premio da parte della giuria, conquista anche il premio del pubblico. Nel 2007
vince una borsa di studio per partecipare i Seminari Senesi di Jazz. Nel 2009 vince il concorso Waltex Jazz
Competition per nuovi compositori italiani. Amplia i suoi interessi musicali prendendo parte ad importanti
seminari come: In.J.Am studiando con Danilo Perez, John Taylor, Eddie Gomez, Rufus Reid, Don Freedmann
Aaron Goldberg, Danilo Perez, Palle Danielsson, Stefano Zenni. Suona con: Massimo Manzi, Ares Tavolazzi,
Renaud Garcia-Fons, Massimo Moriconi, Ivo Parlati, Aldo Vigorito, Sergio di Natale, Carlo Lomanto, Salvatore
Tranchini, Pietro Condorelli, Antonio Onorato, Alberto D’Anna, Marco Zurzolo. Il primo lavoro discografico risale
al 2009: Danise Immaginando un Trio vol.1 Egea/Radar. Nel 2010 si esibisce al Teatro Quirino (Roma), Shaw
Theatre (Londra), Zion Arts, (Manchester), Centre Sesc Vila Mariana (San Paulo Brazil), Coliseo (Buenos Aires),
Solis (montevideo). Intraprende una toruneè mondiale con la commedia di Gaber: “Il caso di Alessandro e
Maria” con la regia di Luca Barbareschi, con Luca Barbareschi e Chiara Noschese, con le musiche di Marco
Zurzolo. Nel 2013 compone le musiche per il film di Sandro Dionisio: Un consiglio a Dio (guarda qui). I suoi
orizzonti musicali spaziano anche nella scena pop, interessanti a proposito le collaborazioni del 2003: Mike
Francis, Ana Flora e Cristal W. (corista di Zucchero). Nel 2016, in Brasile, suona in diverse città e nel 2017 torna in
tournée per presentare il nuovo disco “Saravà”, uscito il 10 febbraio per l’etichetta Full Heads, donando i
proventi dei concerti all’ “Orquestra de Acaô" per dare un sostegno alle famiglie brasiliane che non riuscivano a
sostenere lo studio della musica ai propri figli. Il suo linguaggio musicale diventa internazionale, per questo è
invitato oltre che in Brasile anche in Messico per un ciclo di tre Master Class per conto dell'Accademia Florencia in
cui ha parlato del jazz e della tradizione musicale napoletana e in Argentina.Danise: https://www.facebook.com/danisevincenzo/ – Sito ufficiale: www.danise.it
Italysona: www.italysona.com – Facebook.com/italysona info@italysona.com

LA STORYTELLER CALABRESE JENNIPHER SI PRESENTA TRA MUSICA E RACCONTO

Dalla parola scritta a quella cantata, tra musica e racconto, per dare libero sfogo ai propri sentimenti e guardare in faccia la realtà. Così la storyteller calabrese, originaria di Trebisacce (Cs), Jennifer Iacovino, in arte Jennipher, presenta il suo originale percorso artistico a cui è approdata dopo aver coltivato per anni la passione per la scrittura.

 

E’ passato tanto tempo dalle prime esperienze, fin dal 2002, con la partecipazione a Telethon su Raiuno, a cui seguirono altre apparizioni su “Casa Raiuno”, “Uno mattina estate” e “New star notte”. sempre sulle reti nazionali.  Di recente Jennipher si è ritagliata il suo spazio come speaker radiofonica in Calabria, senza mai mettere da parte lo studio tra la formazione in cantoterapia e un master in vocalità artistica e logopedia. Fino a debuttare oggi come scrittrice e cantautrice attraverso un proprio spazio sul web: la prima canzone “Il tempo di un click” (disponibile sui principali store online) – con gli arrangiamenti curati da Giuseppe Leonetti – nasce, per l’appunto, dal racconto “schiavi del tempo” ed è il primo di una serie di lavori in cui la musica abbraccia le storie scritte e viceversa.
“Ho voluto raccontare, in modo quasi ironico, il continuo voler controllare il tempo che passa, ricalcando un prototipo di vita che non ci appartiene. Ci preoccupiamo di quello che ci dicono gli altri e ci facciamo confondere. Dirci sempre che per ogni cosa c’è un’età, c’è un traguardo a cui arrivare, porta con sé anche l’ansia di non riuscirci”, spiega l’artista calabrese. “Questa canzone nasce dal mio essere stanca nel sentirmi continuamente dire: è tardi. Ma chi lo decide che è tardi? Ci concentriamo sulle considerazioni altrui e sul tempo che passa, ma “l’orologio ci inganna”, corriamo, corriamo e poi? Ci preoccupiamo di correre tutti alla stessa velocità, non considerando “i nostri tempi”, finendo, così, davvero di fare tardi. Più ci adattiamo, più qualcun altro deciderà per noi, togliendoci il gusto di vivere secondo il nostro “click”.
Sul portale www.jennipher.it saranno, quindi, pubblicati canzoni e racconti che viaggiano su un comune binario all’interno del quale “il canto è il filo conduttore di ogni cosa e il palco sicuramente il porto sicuro sul quale affrontare tutte le paure”.

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