I PARAFONE’ DI RITORNO DAL PORTOGALLO ESPORTANDO LA MUSICA CALABRESE

Successo per il doppio live al Festival Sete Sóis Sete Luas promosso grazie a Calabria Sona

La musica popolare made in Calabria dei Parafoné è stata protagonista in Portogallo per un doppio concerto nell’ambito del Festival Sete Sóis Sete Luas, evento dal respiro internazionale, giunto alla 29esima edizione e dedicato alla cultura mediterranea. Un ritorno dal vivo in grande stile per il gruppo che, grazie alla collaborazione del circuito Calabria Sona, in una stagione difficile per le restrizioni anticovid, ha potuto calcare i palcoscenici internazionali proponendo il proprio repertorio, tra tradizione e innovazione, ispirato alle sonorità identitarie calabresi. Il primo concerto si è tenuto il 27 agosto a Fábrica da Pólvora di Barcanera, un polo culturale, nei dintorni di Lisbona, dove è nata la storia più recente del Portogallo. Il secondo live si è invece tenuto a Pombal, tra Fatima e Porto, una vetrina ideale dove poter presentare l’originale progetto di recupero del repertorio popolare attraverso il personale linguaggio espressivo che caratterizza la band. “Partecipare al festival internazionale Sete Sòis Sete Luàs è stata per noi un’esperienza emozionante e unica”, ha commentato Bruno Tassone, voce dei Parafoné.

“Il coinvolgimento del pubblico e la loro accoglienza – ha continuato – ci hanno fatti sentire a casa, quella che abbiamo sempre idealizzato, la Calabria che guarda al mondo e che fa parte  del mondo. Torniamo nella nostra terra con una grande gioia in tasca e tanta fiducia nel futuro, credendo fermamente che la Calabria sia un’esportatrice di bellezza, non solo in termini musicali”. Giuseppe Marasco, che ha curato la produzione e il management dei live per Calabria Sona, ha aggiunto: “Siamo abituati a sentire la nostra musica quotidianamente in grandi piazze e con tanta gente ad ascoltarci, ma l’emozione che si prova quando senti la prima nota suonare e il primo caloroso applauso di un pubblico che non conosce la band, né tanto meno la Calabria, rappresenta la benzina utile ad andare avanti lungo la strada tortuosa della promozione della musica identitaria e world in giro per il mondo. Vedere i nomi delle band affiancati alla scritta “Calabria”, in un cartellone di oltre 30 città nel mediterraneo e con artisti internazionali – ha concluso Marasco – è per noi motivo di grande orgoglio e di questo dovrebbero prenderne maggiormente coscienza le nostre istituzioni: possiamo davvero essere portatori di cultura, identità e immagine positiva della nostra regione nel mondo”.

Oggi esce il primo lavoro discografico dal titolo“Calabria Orchestra Live”

 

7 brani intrisi di tradizione (quattro propri di quella calabrese, uno di quella siciliana e due omaggi a grandi del panorama italiano, Fabrizio De Andrè e Rino Gaetano) e improvvisazione tra sonorità africane e arabe, jazz, rock, tarantelle, canti ad aria, canti di lavoro, canti d’amore.
Un ensemble che esalta la cultura e la musica del sud.

“Calabria Orchestra Live” (Italysona – Calabria Sona) è il titolo del primo lavoro discografico della
Calabria Orchestra, in uscita oggi su tutti gli store digitali .Inoltre è disponibile in una edizione speciale e limitata di 300 copie in vinile su https://www.italysona.com

Un disco che riassume tre anni di intensa storia musicale, che contiene i brani che più ne hanno caratterizzato il
percorso artistico. Nata nel 2017 e concretizzata nel 2018, lo spirito e l’idea fondante dell’ensemble è mettersi a servizio del territorio del sud esaltandone la cultura, un collettivo che
lavora per la musica "made in Calabria" cercando di unire, coinvolgere e divulgare non solo la
cultura del meridione ma gli artisti e le loro idee. Delle sette tracce incise, infatti, quattro sono
proprie della tradizione calabrese, una di quella siciliana e due sono omaggi a grandi del panorama
italiano, Fabrizio De Andrè e Rino Gaetano. Molti dei brani sono introdotti da preludi originali di
Checco Pallone.

Nel disco, la cui uscita è stata posticipata di un anno a causa della pandemia e doveva essere presentato a maggio 2020 in un grande concerto all’Auditorium Parco della musica di Roma
(evento rinviato a fine 2021), si è deciso di dare spazio a due aspetti fondamentali: tradizione ed improvvisazione. Sono queste le direttrici di questo primo lavoro. Le tradizioni sono espresse in
ogni brano presente sui solchi del vinile. Ogni esecuzione rimanda a sapori ancestrali e sonorità della tradizione. L’improvvisazione, presente in maniera imponente all’interno delle tracce, è da
sempre parte fondamentale delle tradizioni, non solo calabrese, ma anche di quei mondi ospitati
all’interno del lavoro discografico, sonorità africane e arabe, jazz, rock, tarantelle, canti ad aria,
canti di lavoro, canti d’amore. Queste due direttrici confluiscono nell’idea principale che ha mosso
tutto il lavoro della Calabria Orchestra, cioè l’integrazione di musicisti e linguaggi musicali diversi.
Diretta dal M° Checco Pallone, la Calabria Orchestra, nata dalla collaborazione tra il Conservatorio
di Cosenza, il festival Radicamenti e Calabria Sona, è formata da 19 elementi fissi tutti selezionati
tra le migliori realtà musicali della nostra regione tra professionisti, suonatori identitari e folk,
giovani musicisti e ballerini, e strumenti jazz amalgamati a quelli della tradizione popolare, ritmi
mediterranei fusi con la tarantella, voci calde e appassionate affiancate a chitarre di ogni genere.
Ritmi travolgenti, suoni mediterranei e passione della musica calabrese. Ecco i musicisti che compongono la Calabria Orchestra, diretta dal M° Checco Pallone: Federica Greco (voce, bombo e
tamburello), Moussa Ndao (voce, djambe, taman e ngoni), Fabio Nicoletti (voce), Bruno Tassone
(voce), Angelo Pisani (fiati etnici), Alberto La Neve (sax), Piero Gallina (violino e lira calabrese),
Emanuele Filella (violino e lira calabrese), Paolo Presta (fisarmonica), Antonio Grosso (organetto e
fisarmonica), Massimo Garritano (chitarra elettrica), Valentina Balistreri (voce), Iacopo Schiavo
(chitarra classica e oud), Andrea Principato (chitarra flamenka), Carlo Cimino (basso), Enrico Gallo
(tamburelli e darabuka), Emy Vaccari (tamburello e danza) e Francesco Montebello (batteria e
percussioni).

Varie le esperienze che l’hanno vista già portare ad esibirsi anche con la presenza di molti ospiti (Morgan, Verdiana, Fabio Curto, Ciccio Nucera, Peppa Marriti Band, Cumelca, Anna Stratigò) in
alcune delle più belle location e festival calabresi: Grotta del Romito di Papasidero, Arena dello Stretto di Reggio Calabria, Radicamenti Mendicino Festival, Kaulonia Tarantella Festival).

La Calabria Orchestra nasce da un’idea di Checco Pallone e Giuseppe Marasco, con il supporto delFestival di Radicamenti del Comune di Mendicino, Conservatorio Stanislao Giacomantonio diCosenza. La direzione artistica è di Checco Pallone e la produzione esecutiva e management è diGiuseppe Marasco, realizzata nel gennaio 2020 in collaborazione con il Teatro dell’Acquario diCosenza, con il supporto tecnico e recording di Fabrizio De Rose (specchi opposti), mix emastering a cura di Cosimo Guglielmello.

Tracklist:
LEVA LEVA
OCCHI (preludio a…)
Occhi turchini
Strania (preludio a…)
Mi votu e mi rivotu
Amuri (preludio a…)
Amuri amuri
Wlatz ppe ttia (preludio a…)
Spuntunera
Dolcenera
Gianna Gianna

Il 4 giugno esce il nuovo disco piano solo del musicista jazz napoletano, dal titolo “AJAYÕ – VULESS’ ‘O ‘CIELO”:

“composizioni originali e brani della tradizione napoletana come “Torna Maggio”, della tradizione messicanacome “Llorona” e della tradizione brasiliana e jazzistica (“O Bebado E A Equilibrista”). A giugno parte tournèe di sei date in Messico.

Il 4 giugno esce “AJAYÕ – VULESS’ ‘O ‘CIELO” (etichetta discografica Italysona, disponibile su tutti gli store digitali
e in fisico su Amazon e su discotecalaziale.com), il nuovo disco piano solo del musicista napoletano Vincenzo
Danise (produzione esecutiva di Giuseppe Marasco): una proposta musicale antologica, un progetto –
accompagnato dal video della live session di “Llorona” (GUARDA QUI) – che racchiude composizioni originali
insieme a composizioni della tradizione napoletana, messicana, brasiliana, un vero e proprio “viaggio” interattivo
tra musica e magia che coinvolge sia emotivamente che letteralmente il pubblico. Ajayô, in napoletano “Vuless ‘o
‘Cielo”, è un'espressione afrobrasiliana che significa “un soffio di saluto a Oxalá” ed è spesso pronunciato in un
senso simile all'espressione "se Dio vuole" o "speriamo" (GUARDA PRESENTAZIONE)
A giugno parte tournèe di sei date in Messico in cui, oltre a presentare il disco Ajayõ Vuless 'O Cielo,
sonorizzerà con le proprie composizioni e le sue improvvisazioni il film muto "L'Inferno" di Dante del 1911 per il
'700 della morte del sommo poeta. Ecco le date: quattro live al CENART di Città del Messico (17,18, 26 e 27
giugno), il 21 giugno al Teatro Angela Peralta di S-Miguel de Allende e 23 giugno al Parque Guanajuato
Bicentenario di Guanajuato.
Attraverso le sue note, Vincenzo Danise propone composizioni originali, che sono state elaborate durante il
lungo lockdown, e brani della tradizione napoletana come “Torna Maggio”, messicana come “Llorona” e
brasiliana e jazzistica come “O Bebado E A Equilibrista”: “il concetto che ho voluto rappresentare è quello della
speranza. Speranza che nei progetti del cielo (inteso in ampia rappresentazione: divinità, destino, universo, ecc.) ci
sia l'annullamento delle distanze, di qualunque tipo, non solo quelle dovute a profilassi mediche, come il
distanziamento causato dalla pandemia: distanze culturali, distanze sociali ed economiche, distanze religiose. E
quindi, Ajayò – Vuless' o cielo' potremmo tornare ad abbracciarci, uomo e uomo, donna e donna, religioni diverse,
culture diverse, divinità diverse, vestiti diversi, ovviamente in questo momento particolare in cui la distanza sociale
è imposta dalla necessità di evitare contagi, il significato diventa più forte”.
Dopo il brano di apertura, Ajayõ, arriva Tango Mediterraneo, brano dedicato alla città dell’artista, Napoli, e al
Mediterraneo: una melodia romantica che avvolge il cuore, l’intelletto, il corpo e il sesso: “Napoli è la capitale
della cultura, dell’arte, della musica da secoli. L’ho composta inspirandomi a grandi personalità che hanno
rappresentato la mia città nel mondo sia con la musica, sia con la poesia e la filosofia e sia con il calcio: Pino
Daniele, Luciano De Crescenzo, solo per citarni alcuni in quanto Napoli da secoli è fucina di tanti artisti napoletani,
e Diego Armando Maradona… a loro tutta la mia gratitudine”. Llorona è il terzo brano, una canzona folk
messicana, La “Donna piangente”: è una leggenda messicana, anche se è diffusa, con sfumature diverse, in altri
paesi latinoamericani (Costa Rica, El Salvador, Cile, Venezuela), ma è anche molto di più: è un mito che ha radici
antichissime – nasce nel primo periodo coloniale intorno al 1520 – tanto da entrare profondamente nell’immaginario collettivo di tutto un popolo, fino a diventare parte integrante della sua cultura. Anima Lunae (a
Federico) è dedicata al caro amico di Danise, a cui l’artista riserva una profonda gratitudine. Stella Diana si ispira
ad una storia vera: Diana è una bambina africana, nata letteralmente in mezzo al mare mentre la mamma
attraversava il Mar Mediterraneo per arrivare in Italia, cercando una vita migliore: “ha avuto la fortuna, negli
anni, di incontrare mia nonna, donna di umili origini, che si è presa cura di lei ed è riuscita a coinvolgere un intero
quartiere ad aiutarla.” Note che parlano d'amore (preludio a ballad for emy) e poi Ballad For Emy, composizione
dedicata all’ultimo cane di Danise, ma in generale a tutti gli animali del mondo, molto spesso maltrattati e
abbandonati da ignobili esseri umani. È una ninna nanna dedicata a loro, che donano amore incondizionato.
Waltz For Queen è stata scritta per la Regina Elisabetta ma in realtà è dedicata a tutte le donne del mondo, ogni
donna che occupa il nostro pianeta, il nostro Universo è una Regina che merita il rispetto che per troppi anni è
stato sottratto insieme ai diritti. Torna maggio è un brano storico della tradizione napoletana, scritta da Vincenzo
Russo e Eduardo di Capua. O Bêbado E A Equilibrista è un brano di Joao Bosco: Brasile, gli ultimi anni di una
dittatura militare, quella iniziata nel 1964 con un golpe appoggiato dagli USA e la destituzione di João Goulart, il
presidente legittimo che aveva imbastito la riforma agraria e progettato la nazionalizzazione delle compagnie
petrolifere. Ninnanannaninnanoè, ninna nanna tutta in napoletana scritta da Pino Daniele: “la Nennella a cui è
cantata ("Duorme Nennella mia…") è sicuramente Cristina, prima figlia di Pino (avuta dal matrimonio con
Dorina Giangrande, sua corista nel disco d'esordio "Terra Mia”). Il mammone ("si vene 'o mammone… chiudimmo
'a porta") in dialetto è l'uomo cattivo che viene usato per spaventare i bambini vivaci.”
Danise ha dedicato tutta la sua vita alla musica, grazie al pianoforte scoperto già a 6 anni. Nato a Napoli a pochi
passi dalla stazione Centrale, nel difficile rione Case Nuove, ha subito capito che la musica avrebbe potuto
salvarlo dal “sistema”. È l’incontro con Roberto De Simone, il grande compositore e fondatore della Nuova
Compagnia di Canto Popolare, a cambiargli la vita: “capisce che ho talento e mi indirizza verso una Maestra che
segnerà per sempre la mia vita, M° Miriam Longo. Da quel momento non ho lasciato più la musica, mi diplomo al
Conservatorio di Napoli San Pietro a Majella e intanto suono in giro per l’Europa e il Sud America con alcuni dei
jazzisti più importanti: Marco Zurzolo, Renaud Garcia-Fons, Massimo Manzi, Massimo Moriconi, solo per citarne
alcuni.”
Il musicista napoletano, consapevole della forza della musica, dà il via nel 2014 a “Danise on the road – Questa è
la Napoli che vogliAMO!!!”, progetto che ha riscontrato un enorme successo e che gli è valso il soprannome di
“scugnizzo del jazz”: “ho portato letteralmente il pianoforte nelle piazze, nei vicoli, nei borghi più disagiati di
Napoli e ho suonato il jazz tra la gente comune.”
Danise ad oggi è Docente AFAM-Conservatorio di Musica. All’età di nove anni intraprende gli studi musicali di
pianoforte classico, affidandosi all’insegnamento di Miriam Longo, figlia dell’insigne Alessandro, scoperto dal M°
Roberto De Simone, ed è ammesso al Conservatorio “San Pietro a Majella” di Napoli. Parallelamente ad una
solida formazione classica di base, derivante dagli studi in Conservatorio, incomincia a studiare jazz con il padre
chitarrista. Nel 2005 vince una borsa di studio partecipando al Concorso jazz per Piano solo indetto dalla
Yamaha. Al 2006 risale la sua affermazione al Concorso Chicco Bettinardi, nuovi talenti del jazz italiano, nel
quale, oltre ad aggiudicarsi il primo premio da parte della giuria, conquista anche il premio del pubblico. Nel 2007
vince una borsa di studio per partecipare i Seminari Senesi di Jazz. Nel 2009 vince il concorso Waltex Jazz
Competition per nuovi compositori italiani. Amplia i suoi interessi musicali prendendo parte ad importanti
seminari come: In.J.Am studiando con Danilo Perez, John Taylor, Eddie Gomez, Rufus Reid, Don Freedmann
Aaron Goldberg, Danilo Perez, Palle Danielsson, Stefano Zenni. Suona con: Massimo Manzi, Ares Tavolazzi,
Renaud Garcia-Fons, Massimo Moriconi, Ivo Parlati, Aldo Vigorito, Sergio di Natale, Carlo Lomanto, Salvatore
Tranchini, Pietro Condorelli, Antonio Onorato, Alberto D’Anna, Marco Zurzolo. Il primo lavoro discografico risale
al 2009: Danise Immaginando un Trio vol.1 Egea/Radar. Nel 2010 si esibisce al Teatro Quirino (Roma), Shaw
Theatre (Londra), Zion Arts, (Manchester), Centre Sesc Vila Mariana (San Paulo Brazil), Coliseo (Buenos Aires),
Solis (montevideo). Intraprende una toruneè mondiale con la commedia di Gaber: “Il caso di Alessandro e
Maria” con la regia di Luca Barbareschi, con Luca Barbareschi e Chiara Noschese, con le musiche di Marco
Zurzolo. Nel 2013 compone le musiche per il film di Sandro Dionisio: Un consiglio a Dio (guarda qui). I suoi
orizzonti musicali spaziano anche nella scena pop, interessanti a proposito le collaborazioni del 2003: Mike
Francis, Ana Flora e Cristal W. (corista di Zucchero). Nel 2016, in Brasile, suona in diverse città e nel 2017 torna in
tournée per presentare il nuovo disco “Saravà”, uscito il 10 febbraio per l’etichetta Full Heads, donando i
proventi dei concerti all’ “Orquestra de Acaô" per dare un sostegno alle famiglie brasiliane che non riuscivano a
sostenere lo studio della musica ai propri figli. Il suo linguaggio musicale diventa internazionale, per questo è
invitato oltre che in Brasile anche in Messico per un ciclo di tre Master Class per conto dell'Accademia Florencia in
cui ha parlato del jazz e della tradizione musicale napoletana e in Argentina.Danise: https://www.facebook.com/danisevincenzo/ – Sito ufficiale: www.danise.it
Italysona: www.italysona.com – Facebook.com/italysona info@italysona.com

LA STORYTELLER CALABRESE JENNIPHER SI PRESENTA TRA MUSICA E RACCONTO

Dalla parola scritta a quella cantata, tra musica e racconto, per dare libero sfogo ai propri sentimenti e guardare in faccia la realtà. Così la storyteller calabrese, originaria di Trebisacce (Cs), Jennifer Iacovino, in arte Jennipher, presenta il suo originale percorso artistico a cui è approdata dopo aver coltivato per anni la passione per la scrittura.

 

E’ passato tanto tempo dalle prime esperienze, fin dal 2002, con la partecipazione a Telethon su Raiuno, a cui seguirono altre apparizioni su “Casa Raiuno”, “Uno mattina estate” e “New star notte”. sempre sulle reti nazionali.  Di recente Jennipher si è ritagliata il suo spazio come speaker radiofonica in Calabria, senza mai mettere da parte lo studio tra la formazione in cantoterapia e un master in vocalità artistica e logopedia. Fino a debuttare oggi come scrittrice e cantautrice attraverso un proprio spazio sul web: la prima canzone “Il tempo di un click” (disponibile sui principali store online) – con gli arrangiamenti curati da Giuseppe Leonetti – nasce, per l’appunto, dal racconto “schiavi del tempo” ed è il primo di una serie di lavori in cui la musica abbraccia le storie scritte e viceversa.
“Ho voluto raccontare, in modo quasi ironico, il continuo voler controllare il tempo che passa, ricalcando un prototipo di vita che non ci appartiene. Ci preoccupiamo di quello che ci dicono gli altri e ci facciamo confondere. Dirci sempre che per ogni cosa c’è un’età, c’è un traguardo a cui arrivare, porta con sé anche l’ansia di non riuscirci”, spiega l’artista calabrese. “Questa canzone nasce dal mio essere stanca nel sentirmi continuamente dire: è tardi. Ma chi lo decide che è tardi? Ci concentriamo sulle considerazioni altrui e sul tempo che passa, ma “l’orologio ci inganna”, corriamo, corriamo e poi? Ci preoccupiamo di correre tutti alla stessa velocità, non considerando “i nostri tempi”, finendo, così, davvero di fare tardi. Più ci adattiamo, più qualcun altro deciderà per noi, togliendoci il gusto di vivere secondo il nostro “click”.
Sul portale www.jennipher.it saranno, quindi, pubblicati canzoni e racconti che viaggiano su un comune binario all’interno del quale “il canto è il filo conduttore di ogni cosa e il palco sicuramente il porto sicuro sul quale affrontare tutte le paure”.

IL 20 MAGGIO 2021 ESCE UN NUOVO PROGETTO TARGATO MASCARIMIRI: MUSIC FOR DANCING

Il 20 maggio 2021 esce un nuovo progetto targato Mascarimirì:
Elettro Mascarimirì – Music For Dancing,
dove la musica Salentina cambia il suo cammino.
Da musica per feste tradizionali si sposta in club ed eventi molto più innovativi, usando il Sound Systemcome linguaggio per ballare, all’insegna della circolarità che lega “lu Tamburreddhu Salentino” (tamburo a cornice Salentino), il Vinile e oggi il digitale.

Il progetto nato durante la pandemia 2020 dalla nostalgia di far ballare:
Claudio “Cavallo“ Giagnotti decise di creare la propria musica per suonare durante i suoi live &  dj set e feste da lui organizzate, per sprigionare lo spirito libero del ballo – creando cosi semplicemente MUSIC FOR DANCING – un album intero di brani capaci di far ballare su tutte le longitudini.

ELETTRO MASCARIMIRI è un frutto di una ricerca sonora di Claudio “Cavallo“ Giagnotti basata su dei ritmi mediterranei sapientemente uniti ai suoni moderni per creare un album dal respiro internazionale, con la capacità di far ballare il pubblico in ogni angolo del mondo.

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On May 20, 2021 a new Mascarimirì project comes out:
Elettro Mascarimirì – Music For Dancing,
where Salento music changes its path.
From music for traditional parties it moves to much more innovative clubs and events, using the Sound System as a language for dancing, in the spirit of the circularity that binds “lu Tamburreddhu Salentino” (Salentino frame drum), Vinyl and the CD of nowdays.

The project born during the 2020 pandemic from the nostalgy of making people dance:
Claudio “Cavallo” Giagnotti decided to create his own music to play during his
DJ & live sets and parties organized by him, to release the free spirit of dance – this simply creating MUSIC FOR DANCING – an entire album of songs capable of making people dance on all longitudes.

ELETTRO MASCARIMIRI is the result of a sound researchby Claudio “Cavallo” Giagnotti based on Mediterraneanrhythms wisely combined with modern sounds to create an album with an international flavor, with the ability to make the public dance in every corner of the world.

FRANCESCA PRESTIA, LA CANTASTORIE CATANZARESE NOMINATA CAVALIERE DELLA REPUBBLICA

Insignita del titolo di Cavaliere della Repubblica per i meriti artistici, filantropici, letterari e sociali, l’artista ha dedicato il suo cavalierato agli onesti dei tempi attuali che conducono la giusta battaglia per la buona sanità, in modo particolare per coloro che stanno cercando di salvaguardare la struttura cardiologica Sant’Anna Hospital come polo d’eccellenza.

FRANCESCA PRESTIA, LA CANTASTORIE CATANZARESE NOMINATA CAVALIERE DELLA REPUBBLICA

Francesca Prestia è l’unica donna che può pregiarsi esclusivamente della caratteristica della rarità del genio e del talento. Unica donna cantastorie in terra di Calabria ha il dono prezioso di trasformare in ballate le storie dei vinti, che soccombono alla ondata impetuosa del monetarismo globale, canta poesie in lingua grecanica e arbereshe.

I suo canti sono spesso accompagnati dal suono ritmato della chitarra battente, inni di poesia, libertà, lotta, pervicacia e resilienza. Canta con la voce degli ultimi, degli emarginati, sconfitti e con quella delle donne la cui femminilità è ignorata o addirittura negata. È per questo motivo, e per l’impegno musicale e sociale che la Prestia, che merita in vero l’appellativo di artista dalla A maiuscola, è stata insignita dal presidente della Repubblica Sergio Matterella del titolo onorifico di Cavaliere della Repubblica, con decreto presidenziale del 27.12.2020 pubblicato in G.U del 20.04.2021 serie 94 pag.63, per “le benemerenze acquisite verso la nazione nel campo delle lettere, delle arti, dell’economia e nell’impegno di pubbliche cariche e di attività svolte a fini sociali, filantropici e umanitari, nonché per i lunghi e segnalati servizi nelle carriere civili e militari”.

Nata a Catanzaro il 27 settembre del 1965  inizia la sua carriera musicale diplomandosi in flauto traverso, per poi specializzarsi in musicoterapia e infine chiudere brillantemente con una laurea al Dams indirizzo di studio intrapreso all’interno della facoltà di lettere e filosofia.
Nel 2014 ha impreziosito la Fiera internazionale del libro di Torino, presentando nell’area Regione Calabria assieme all’autore, il libro “Tragùdi ton tragudìo”, una traduzione in lingua grecanica del Cantico dei Cantici scritta da Salvino Nucera, ed esegue dal vivo in lingua calabro-greca i brani “oh ìgghio cheràmeno” e “I agàpi pirìa tu thiù”.
Sempre nello stesso anno è stata promotrice sul territorio calabrese dello spettacolo “Voci di Muse. Viaggio nella Magna Grecia”, una iniziativa musiculturale incentrata sulla storia e sulle tradizioni della Magna Grecia, della Calabria antica e moderna.
La fiera internazionale del libro le consegna un pass più che meritato per essere presente   nel giugno del 2015, a una delle più importanti kermesse musicali italiane, il Musicultura, in quella occasione è ospite nella serata finale di Macerata duettando con il famosissimo Roberto Vecchioni, interpretando proprio il “Cantico dei Cantici” sulla traduzione in grecanico stesa dal poeta Salvino Nucera musicato appositamente per la rassegna.

In occasione del centenario commemorativo della Grande Guerra idea lo spettacolo “È un cannone. Non è un temporale” dove ripercorre, intrecciando magistralmente narrativa e musica, la tragedia dell’ “inutile strage” vista con gli occhi delle donne recitando pagine scelte di diari di mogli, madri, figlie, crocerossine, operaie, tramviere, facendo rivivere il dolore delle donne vissuto durante la tragedia della guerra.
L’anno 2017 si fa interprete musicale dei valori della resistenza, aprendo con l’intonazione dei canti partigiani popolari la Festa di Liberazione, promossa dall’ANPI di Reggio Calabria, si ripresenterà con maggior vigore  nel medesimo 25 aprile del 2018 invitata da Anpi e dalla Città metropolitana di Reggio Calabria.
Nel 2 Giugno del 2017, in occasione della festa della Repubblica è presente a Platì, dove con lo spettacolo “ I canti e i cunti” si fa promotrice dei valori della legalità e dell’impegno sociale in termini popolari. Nello stesso 2017 si esibisce con “Canti di lavoro e protesta” al Congresso Regionale CGIL-SPI e Funzione pubblica tenutosi a Vibo Valentia.

 Il 2018 la premia ulteriormente, riceve presso Motteggiana (Mn) il “premio speciale per la musica Giovanna Daffini”, per aver composto “Bella Giuditta” una ballata in memoria della contadina Giuditta Levato.
Nel 2019 rafforza il proprio impegno intellettuale e sociale partecipando al progetto “Violenza Trap” voluto e promosso dal Centro Calabrese di solidarietà, Mondo Rosa, UDI e Assoformac presso gli istituti scolastici superiori di Catanzaro.
Uno dei suoi ultimi lavori musicali è del 2019, con l’album “Donne del sud”, dove riprende i successi musicali di Otello Profazio, cd inciso da Edizioni Calabria SONA per Marasco Comunicazioni, presso il Centro polivalente di Catanzaro.

Insignita del titolo di Cavaliere della Repubblica per i meriti artistici, filantropici, letterari e sociali, l’artista ha dedicato il suo cavalierato agli onesti dei tempi attuali che conducono la giusta battaglia per la buona sanità, in modo particolare per coloro che stanno cercando di salvaguardare la struttura cardiologica Sant’Anna Hospital come polo d’eccellenza.

 

IN USCITA IL PRIMO BRANO DI ELETTRO MASCARIMIRI DANCE FREELY DALL’ALBUM MUSIC FOR DANCING

 

 

 

Dance Freely il  primo brano di Elettro Mascarimiri – Music for Dancing,
l’album in uscita prossimamente, prodotto da Claudio “Cavallo“ Giagnotti.ARRA Produzioni Mediterranee
per Italy Sona con il sostegno di Puglia Sounds Records programmazione 2020\2021
REGIONE PUGLIA – FCS 2014\2020 -Patto per la Puglia – Investiamo nel vostro futuro.

Il #videoclip prodotto da #ArraProduzioni e realizzato da by_kashu racconta un vorticoso mondo sonoro, un viaggio tra colori, luoghi e corpo in movimento. La frenesia del ballare liberamente, volare, liberarsi in un ritmo antico e tribale, tutto questo sul ritmo di un #elettro #PizzicaPizzica by #Mascarimiri. Chiudi gli occhi e pensa di essere ad un #party in un posto caldo, in un club #mediterraneo.Senti il fruscio della sala, percepisci le persone intorno a te, l’aria calda sulla pelle, il profumo della nottee la #musica, che abbraccia tutto questo.Inizia a muoverti, seguendo il #beat, fatti rapire. E #balla, sciogliti e ondeggia fino a svuotare la testa e liberare il corpo!

Ecco a cosa pensavano mentre nasceva il nostro nuovo #progetto
ELETTRO MASCARIMIRI – MUSIC FOR DANCING nei lunghi mesi di tutti #lockdown e distanziamenti, che abbiamo vissuto nell’ultimo anno. Senza poter suonare nè ballare, ma nonostante tutto
Claudio Cavallo ha voluto creare la musica per farvi #ballare, per quando lo si potrà fare di nuovo. #ElettroMascarimirì è un progetto nato dalla nostalgia della normalità e della libertà, che speriamo di poter assaggiare di nuovo al più presto!  

Close your eyes and immagine you are at a #party in a warm place, in a #mediterranean club. Hear the rustle of the room, feel the people around you, the warm air on your skin, the scent of the night and #music, which embraces all this! Start moving, following the #beat, go with the flow! And #dance, melt and sway until you empty your head and free your body!Here’s what they were thinking when our new ELETTRO MASCARIMIRI – MUSIC FOR DANCING
project was born, in the long months of all #lockdowns and distancing, which we have experienced in the last year. Without being able to play or dance, but despite everything Claudio Cavallo – the Mascarimiri leader – wanted to create the music to make you dance, for when it will be possible again. ElettroMascarimirì is a project born from the nostalgy of normality and freedom, which we hope to be able to taste again as soon as possible! For years we have been saying you BALLATI – DANCE, now we are telling you DANCE FREELY!

IL GIOVANE POLISTRUMENTISTA GABRIELE MACRI’ RENDE OMAGGIO A BRANDUARDI IN CHIAVE POPOLARE

Le note di un vecchio classico di Angelo Branduardi, con la lira al posto del violino, rivisitate all’insegna della tradizione musicale popolare calabrese. E’ l’originale scommessa a cui Gabriele Macrì, giovane polistrumentista originario di San Vito sullo Jonio (Cz), ha dato vita con il brano “Il violinista di Dooney – quando suona la mia lira” prodotto dall’etichetta CalabriaSona e che ha incassato anche il placet del celebre cantautore che aveva reso omaggio nel 1986 al poeta irlandese Yeats e alla musica celtica.

Il brano è in uscita oggi su tutte le piattaforme digitali a cui seguirà il videoclip che sarà diffuso in anteprima l’8 aprile su Calabria Sona Tv e il 9 aprile sul canale YouTube dello stesso circuito.Macrì, sin da bambino, ha calcato i palchi più importanti e, grazie alla sua passione, riesce a suonare qualsiasi strumento tradizionale. Oggi, a 22 anni, arriva l’esordio da solista dopo aver completato gli studi classici in accademia approfondito la tecnica della lira. E’ cresciuto suonando con grandi del calibro di Mimmo Cavallaro e Ciccio Nucera, è stato al fianco anche di Nour Eddine Fatty, noto musicista del Marocco e, dopo qualche anno trascorso a Milano, ha fatto ritorno in Calabria fronteggiando la chiusura forzata del covid con la creatività musicale. “Insieme a Pietro Procopio, al basso e chitarra, e a Maddalena Grosso, voce e chitarra battente – racconta – abbiamo registrato il brano in un giorno.

 

L’idea è stata quella di riarrangiare il brano di Branduardi con gli strumenti tradizionali calabresi e traducendo il testo in dialetto rispettandone il significato originale. E’ una ballata che ben si coniuga con la musica etnica popolare e del Mediterraneo, lo stesso Branduardi ci ha ringraziato, ci ha fatto i complimenti e ci ha detto che condividerà volentieri la canzone sui suoi canali social”. Questo è il primo tassello di un progetto più ampio ideato insieme a CalabriaSona e al suo CEO, Giuseppe Marasco: “C’è la volontà di lavorare su un più ampio repertorio omaggiando il cantautorato italiano – conclude Macrì – da rileggere in chiave etnica e popolare con le nostre peculiarità e sonorità inconfondibili. Anche se non possiamo ancora suonare dal vivo, non vogliamo stare fermi e le difficoltà del momento non devono essere un pretesto per fermare la passione”.

Esce oggi giovedi 18 febbraio “MADRE TERRA” il nuovo singolo e videoclip di FABIO CURTO

Esce oggi, giovedì 18 febbraio, “MADRE TERRA” il nuovo singolo e videoclip di FABIO CURTO, vincitore assoluto di Musicultura 2020 e già vincitore di The Voice of Italy nel 2015.

Link al videoclip ufficiale di “Madre Terra”: https://www.youtube.com/watch?v=FE-traiZMEA

 “Madre Terra” apre il nuovo anno musicale del cantautore e polistrumentista, che con questo brano rilascia un’ulteriore tessera del mosaico che comporrà il prossimo lavoro di inediti.

In perfetta armonia con il singolo “Domenica”, che gli è valso la vittoria a Musicultura e i più recenti singoli “L’altopiano” e “La Terra dei miei Figli” feat. Cisco & Fry, con “Madre Terra” Fabio Curto continua a raccontare il rapporto con la natura e la necessità di accogliere e vivere tale relazione nel modo più pieno possibile, realizzando una ballata dall’eco avvolgente.

FABIO CURTO PARLA DEL BRANO “MADRE TERRA” E DELLA REALIZZAZIONE DEL VIDEOCLIP

Ho sempre provato sensazioni indescrivibili davanti ai tramonti, davanti a quegli orizzonti infuocati del sud, oltre le colline, là dove si ha l’impressione che ci sia un posto che aspetta noi da sempre. Nei campi seminati dove correvo da bambino e nei vigneti d’inverno dove mi fermavo per riempire i polmoni di erba e di frasche bruciate. Lì mi sentivo vivo, mentre qualcosa nel petto scalciava e iniziava a gonfiarsi come una vela pronta a fare il suo lavoro. Questa canzone è un augurio affinché quel bambino, presente in tutti noi con storie diverse da narrare, non vada mai perduto.

Il video è nato chiacchierando con Ana, con cui ho realizzato la regia, dopo l’ascolto del brano pre-prodotto. Pensavo a questo personaggio che potesse incarnare il legame indissolubile tra l’uomo e la natura e rappresentare l’inesauribile stupore davanti alle sue manifestazioni. Quando abbiamo scelto Andrea Smith come attrice abbiamo capito che sarebbe stato fantastico perché grazie alla sua versatilità compare come una sorta di medium pagana che ascolta le voci del vento della terra e dell’acqua: saggia, piena di vita e materna, ma non estranea alla malinconia e ai dispiaceri che la vita spesso ci porta.

 

Performer dal grande talento, Fabio Curto ha all’attivo un EP, un album di inediti, numerosi premi e moltissimi concerti in tutto il mondo, a testimonianza di un’urgente e costante attività live che lo ha portato negli anni ad esibirsi in festival internazionali quali il “Pizza Fest Toronto 2018” (Canada), l’“Italian National Ball 2018” (Australia), il Festival Internazionale delle Arti in Bielorussia, fino a piazze come il Teatro del Cremlino di Mosca.

Nuovo importante riconoscimento per le etichette Calabriasona e Italysona nel campo della musica tradizionale italiana

Continuano i riconoscimenti e le ottime recensioni per il lavoro svolto dalle etichette Calabria Sona e Italy Sona in tutta Italia. Realtà dal motore calabrese, ma con uno sguardo proiettato alla musica dell’intero Sud: dopo la vittoria del premio “Mare aperto” per la world music d’autore, ottenuto dal gruppo pugliese “Sossio Banda”, prodotto da Italy Sona, arriva una nuova nomination per il disco di Francesco Loccisano e Marcello De Carolis, dal titolo “Venti”, uscito il 20 dicembre scorso.

Il lavoro discografico è stato segnalato tra i 20 album del 2020 che meglio rispecchiano le linee guida del Premio Nazionale città di Loano per la Musica Tradizionale Italiana secondo la direzione artistica e che, quindi, parteciperà all’assegnazione del prestigioso riconoscimento come migliore produzione discografica decretato da una giuria di oltre 60 giornalisti musicali italiani.

Un nuovo traguardo per le etichette calabresi che, già lo scorso anno, avevano presenziato con ben tre produzioni tra i 20 album segnalati dal premio: due tutte calabresi – Paolo Sofia con l’album “L’albero di more” e Francesca Prestia e Otello Profazio con l’album “Anch’io Francesca Prestia canto Otello Profazio” – e una produzione italiana con la Sossio Banda e “Ceppeccat”. Una continuità che conferma il buon lavoro che tutto il team di Calabria Sona sta portando avanti, puntando sulla qualità e su progetti di grande respiro nella nuova folk-music d’autore calabrese e non solo.

La notizia arriva all’indomani dell’uscita del nuovo singolo e video clip estratto da “Venti”, dal titolo “La tarantella di Zio Nicola”. Un brano che unisce e racconta il Sud – Calabria, Basilicata e Campania – attraverso i suoni delle chitarre battenti del calabrese Francesco Loccisano (che ha rivisitato il brano con Eugenio Bennato) e del lucano Marcello De Carolis. Una nuova perla dopo il grande successo di “Danza Ionia”, che ha suscitato interesse e ammirazione anche da parte del mitico Red Ronnie che presto ospiterà il duo dal vivo nel suo appuntamento televisivo settimanale.

Il Premio Nazionale Città di Loano per la Musica Tradizionale Italiana è uno dei più importanti riconoscimenti in Italia per la musica folk. Nasce nel 2005 con l’intento di promuovere e valorizzare la produzione contemporanea di musica tradizionale di radice nazionale. Il premio pone l’attenzione sulle proposte musicali che intrecciano la ricerca, il recupero e la valorizzazione della cultura musicale più antica e “tradizionale” con la nuova interpretazione della “musica popolare” – quella cioè che si è evoluta nell’incontro con altre culture, con nuove sensibilità, con nuovi strumenti e tecnologie. Il premio viene realizzato dalla Compagnia dei Curiosi con la collaborazione e il sostegno dell’Assessorato al Turismo, Cultura e Sport del Comune di Loano e con la direzione artistica di John Vignola. Il Premio Loano è diretto dal 2018 dal musicologo e giornalista Jacopo Tomatis.