LA STORYTELLER CALABRESE JENNIPHER SI PRESENTA TRA MUSICA E RACCONTO

Dalla parola scritta a quella cantata, tra musica e racconto, per dare libero sfogo ai propri sentimenti e guardare in faccia la realtà. Così la storyteller calabrese, originaria di Trebisacce (Cs), Jennifer Iacovino, in arte Jennipher, presenta il suo originale percorso artistico a cui è approdata dopo aver coltivato per anni la passione per la scrittura.

 

E’ passato tanto tempo dalle prime esperienze, fin dal 2002, con la partecipazione a Telethon su Raiuno, a cui seguirono altre apparizioni su “Casa Raiuno”, “Uno mattina estate” e “New star notte”. sempre sulle reti nazionali.  Di recente Jennipher si è ritagliata il suo spazio come speaker radiofonica in Calabria, senza mai mettere da parte lo studio tra la formazione in cantoterapia e un master in vocalità artistica e logopedia. Fino a debuttare oggi come scrittrice e cantautrice attraverso un proprio spazio sul web: la prima canzone “Il tempo di un click” (disponibile sui principali store online) – con gli arrangiamenti curati da Giuseppe Leonetti – nasce, per l’appunto, dal racconto “schiavi del tempo” ed è il primo di una serie di lavori in cui la musica abbraccia le storie scritte e viceversa.
“Ho voluto raccontare, in modo quasi ironico, il continuo voler controllare il tempo che passa, ricalcando un prototipo di vita che non ci appartiene. Ci preoccupiamo di quello che ci dicono gli altri e ci facciamo confondere. Dirci sempre che per ogni cosa c’è un’età, c’è un traguardo a cui arrivare, porta con sé anche l’ansia di non riuscirci”, spiega l’artista calabrese. “Questa canzone nasce dal mio essere stanca nel sentirmi continuamente dire: è tardi. Ma chi lo decide che è tardi? Ci concentriamo sulle considerazioni altrui e sul tempo che passa, ma “l’orologio ci inganna”, corriamo, corriamo e poi? Ci preoccupiamo di correre tutti alla stessa velocità, non considerando “i nostri tempi”, finendo, così, davvero di fare tardi. Più ci adattiamo, più qualcun altro deciderà per noi, togliendoci il gusto di vivere secondo il nostro “click”.
Sul portale www.jennipher.it saranno, quindi, pubblicati canzoni e racconti che viaggiano su un comune binario all’interno del quale “il canto è il filo conduttore di ogni cosa e il palco sicuramente il porto sicuro sul quale affrontare tutte le paure”.

IL 20 MAGGIO 2021 ESCE UN NUOVO PROGETTO TARGATO MASCARIMIRI: MUSIC FOR DANCING

Il 20 maggio 2021 esce un nuovo progetto targato Mascarimirì:
Elettro Mascarimirì – Music For Dancing,
dove la musica Salentina cambia il suo cammino.
Da musica per feste tradizionali si sposta in club ed eventi molto più innovativi, usando il Sound Systemcome linguaggio per ballare, all’insegna della circolarità che lega “lu Tamburreddhu Salentino” (tamburo a cornice Salentino), il Vinile e oggi il digitale.

Il progetto nato durante la pandemia 2020 dalla nostalgia di far ballare:
Claudio “Cavallo“ Giagnotti decise di creare la propria musica per suonare durante i suoi live &  dj set e feste da lui organizzate, per sprigionare lo spirito libero del ballo – creando cosi semplicemente MUSIC FOR DANCING – un album intero di brani capaci di far ballare su tutte le longitudini.

ELETTRO MASCARIMIRI è un frutto di una ricerca sonora di Claudio “Cavallo“ Giagnotti basata su dei ritmi mediterranei sapientemente uniti ai suoni moderni per creare un album dal respiro internazionale, con la capacità di far ballare il pubblico in ogni angolo del mondo.

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On May 20, 2021 a new Mascarimirì project comes out:
Elettro Mascarimirì – Music For Dancing,
where Salento music changes its path.
From music for traditional parties it moves to much more innovative clubs and events, using the Sound System as a language for dancing, in the spirit of the circularity that binds “lu Tamburreddhu Salentino” (Salentino frame drum), Vinyl and the CD of nowdays.

The project born during the 2020 pandemic from the nostalgy of making people dance:
Claudio “Cavallo” Giagnotti decided to create his own music to play during his
DJ & live sets and parties organized by him, to release the free spirit of dance – this simply creating MUSIC FOR DANCING – an entire album of songs capable of making people dance on all longitudes.

ELETTRO MASCARIMIRI is the result of a sound researchby Claudio “Cavallo” Giagnotti based on Mediterraneanrhythms wisely combined with modern sounds to create an album with an international flavor, with the ability to make the public dance in every corner of the world.

IN USCITA IL PRIMO BRANO DI ELETTRO MASCARIMIRI DANCE FREELY DALL’ALBUM MUSIC FOR DANCING

 

 

 

Dance Freely il  primo brano di Elettro Mascarimiri – Music for Dancing,
l’album in uscita prossimamente, prodotto da Claudio “Cavallo“ Giagnotti.ARRA Produzioni Mediterranee
per Italy Sona con il sostegno di Puglia Sounds Records programmazione 2020\2021
REGIONE PUGLIA – FCS 2014\2020 -Patto per la Puglia – Investiamo nel vostro futuro.

Il #videoclip prodotto da #ArraProduzioni e realizzato da by_kashu racconta un vorticoso mondo sonoro, un viaggio tra colori, luoghi e corpo in movimento. La frenesia del ballare liberamente, volare, liberarsi in un ritmo antico e tribale, tutto questo sul ritmo di un #elettro #PizzicaPizzica by #Mascarimiri. Chiudi gli occhi e pensa di essere ad un #party in un posto caldo, in un club #mediterraneo.Senti il fruscio della sala, percepisci le persone intorno a te, l’aria calda sulla pelle, il profumo della nottee la #musica, che abbraccia tutto questo.Inizia a muoverti, seguendo il #beat, fatti rapire. E #balla, sciogliti e ondeggia fino a svuotare la testa e liberare il corpo!

Ecco a cosa pensavano mentre nasceva il nostro nuovo #progetto
ELETTRO MASCARIMIRI – MUSIC FOR DANCING nei lunghi mesi di tutti #lockdown e distanziamenti, che abbiamo vissuto nell’ultimo anno. Senza poter suonare nè ballare, ma nonostante tutto
Claudio Cavallo ha voluto creare la musica per farvi #ballare, per quando lo si potrà fare di nuovo. #ElettroMascarimirì è un progetto nato dalla nostalgia della normalità e della libertà, che speriamo di poter assaggiare di nuovo al più presto!  

Close your eyes and immagine you are at a #party in a warm place, in a #mediterranean club. Hear the rustle of the room, feel the people around you, the warm air on your skin, the scent of the night and #music, which embraces all this! Start moving, following the #beat, go with the flow! And #dance, melt and sway until you empty your head and free your body!Here’s what they were thinking when our new ELETTRO MASCARIMIRI – MUSIC FOR DANCING
project was born, in the long months of all #lockdowns and distancing, which we have experienced in the last year. Without being able to play or dance, but despite everything Claudio Cavallo – the Mascarimiri leader – wanted to create the music to make you dance, for when it will be possible again. ElettroMascarimirì is a project born from the nostalgy of normality and freedom, which we hope to be able to taste again as soon as possible! For years we have been saying you BALLATI – DANCE, now we are telling you DANCE FREELY!

FORA TEMPU, ESCE L’ALBUM DEI LAUTARI D opo nove anni di silenzio ritorna il folk innovativo della band catanese “Fora Tempu”

La musica può fare a meno dell’orologio e del passaporto. Così succede che si parta dalla Sicilia,
si attraversi il Brasile e i luoghi più malfamati del mondo, per arrivare infine a raccontare l’uomo:
della sua ricerca della libertà, del disagio di vivere una vita scandita da tempi veloci, della
decadenza dell’umanità e della necessità di tornare a quello che era, aggrappandosi alla tradizione
quasi come fosse salvifica.

Tutto questo è FORA TEMPU (Italysona), il nuovo lavoro discografico dei Lautari, l’ottavo di questa
band catanese di culto. Un disco che arriva a nove anni di distanza dal precedente e che è stato
anticipato dal singolo e dal video del brano che dà il titolo all’album.
FORA TEMPU è un invito a prendersi i propri tempi in un’era in cui tutto si misura con l’efficienza e
il guadagno. “Ci piace pensare a quel che facciamo – dicono i membri del gruppo – come a un
lavoro artigianale che sta scomparendo, come, per esempio, quello dei liutai di una volta (a
Catania c’era una grande tradizione di liuteria) che per costruire una chitarra o un mandolino
impiegavano anni, ma che alla fine potevano davvero garantire che il lavoro era fatto bene”.
E per sottolineare la natura genuina della loro opera, alla fine del booklet scrivono: “In questo disco
non sono stati usati strumenti finti o di natura elettronica. Tutti gli strumenti sono stati maltrattati
tanto da farli suonare a dovere”
Formazione longeva e apprezzata da pubblico e critica, molto attiva sia in Italia che all’estero, i
Lautari da trentacinque anni si muovono nel solco della tradizione popolare e del suo
rinnovamento con un progetto che prevede non solo la ricerca e la rielaborazione di canti siciliani,
ma anche la composizione di brani inediti nel rispetto dei motivi e delle forme tradizionali.
Per anni al fianco di Carmen Consoli, il gruppo può vantare anche collaborazioni con artisti del
calibro di Goran Bregovic e, in campo teatrale, Gabriele Lavia, Franco Zeffirelli, Giorgio Albertazzi
e Peppe Barra.

FORA TEMPU contiene undici brani, con testi firmati per la maggior parte da Gionni Allegra e
Puccio Castrogiovanni e musiche composte dall’intera band, con due eccezioni: PEDDI NOVA che
vede la firma di Cesare Basile e VOLARE, brano di chiusura con il testo di Nino Bellia.
Il disco è prodotto da ItalySona (edizioni Marasco/MusicaLavica) in collaborazione con
MusicaLavica. “L’album dei Lautari è un altro progetto che valorizza la musica del sud – spiega il
CEO Giuseppe Marasco – ItalySona è l’etichetta discografica dedicata alla produzione, promozione
e valorizzazione della musica popolare e world “made in Italy”. Un progetto che vuole dare spazio
alle produzioni ‘etno’ ma con uno sguardo al futuro. Musica che nasce dalle radici ma aperta alle
contaminazioni”.
TRACCIA DOPO TRACCIA (Guida all’ascolto)
1) FORA TEMPU
La canzone che dà il titolo all’album. Il testo rivendica il diritto di prendersi il tempo necessario per
fare le cose in questi anni alquanto frenetici, di rinunciare al presenzialismo ad ogni costo, di
accettare i ritmi naturali della vita a discapito dell’efficienza che, ritengono i Lautari, è una virtù
molto sopravvalutata. Qualcuno dice che la canzone è vagamente autobiografica ed è in effetti è la
verità.
2) TRAZZERA DEI BRIGANTI
La strada o il quartiere che esiste o esisteva in ogni città o villaggio del mondo, quella in cui si va a
proprio rischio e pericolo, dove la gente che ci vive non ha una reputazione invidiabile. Il suk, la
fera, il bazar, il mercato di cose o persone, posti dove si possono scoprire storie che riguardano
ognuno di noi.
3) CORI CORUZZU
Il “Choro”, confidenzialmente chiamato chorinho, è una danza tradizionale brasiliana di cui uno dei
più famosi musicisti era Pixinguinha (pseudonimo di Alfredo da Rocha Viana Filho). I Lautari, che
pensano che la musica sia una di quelle cose che non hanno bisogno di passaporto per girare il
mondo, hanno preso quel ritmo e aggiunto un testo in siciliano. E si divertono molto a suonarlo.
4) PAISI DI TRI SODDI
Per capire il valore di un paese, una città, persino una nazione, bisogna sempre partire dai suoi
abitanti e dalle loro storie. Qui ce ne sono alcune piccole piccole che ci fanno pensare che il paese
di cui si parla valga soltanto tre soldi.
5) SU LI STIDDI
Canzone scritta in origine per voce femminile, rientra nella più classica tradizione del canto alle
bellezze dell’innamorato, che con la sua luce oscura addirittura stelle, sole e luna.
6) PEDDI NOVA
Brano composto appositamente da Cesare Basile, che lo ha cantato ed ha contribuito
all’arrangiamento. Il testo parla di disagio, rimpianti e bisogno di cambiamento.
7) MELQUIADES
Melquiades è un personaggio minore del capolavoro di Gabriel Garcia Marquez Cent’anni di
solitudine. Il brano racconta la sua storia di questo vagabondo, nomade, cittadino del mondo.
Simbolo di libertà, ma anche di discriminazione e diffidenza.
8) SALTI NEL TEMPO
Torna il tema del tempo, in questo caso dal punto di vista strettamente musicale. Il brano è infatti
caratterizzato da veri e propri salti di tempo. Il testo parla di “spartenza”, distacco, tristezza per
l’allontanamento.
9) ZA MONICA
«Zza Monica in cammisa isa isa» è il grido che i pescatori della mattanza del tonno di Favignana
usavano per darsi il ritmo nell’issare le reti. Qui è il pretesto per cantare la voglia di liberazione da
convenzioni e consuetudini soffocanti.
10) LI CRISTIANI
Brano scritto in tempi di sovranismo e razzismo, tempi che malgrado gli insegnamenti della storia
sembrano non tramontare mai. “Li cristiani” non si riferisce alla religione. Nel dialetto catanese

significa la gente, le persone in generale, che si dividono in quelle che abitano qui e negli altri,
quelli che non hanno diritti uguali a noi che siamo gli unici ad essere belli, saggi, buoni.
11) VOLARE
Brano scritto in occasione di una commemorazione di Angelo D’Arrigo, leggendario Icaro che
riusciva a volare insieme alle aquile. I fratelli Napoli, antica famiglia di pupari catanesi, hanno
costruito un pupo con le sue fattezze e realizzato uno spettacolo per lui. I Lautari hanno prodotto la
colonna sonora e composto questa canzone con il testo di Nino Bellia.

Esce oggi giovedi 18 febbraio “MADRE TERRA” il nuovo singolo e videoclip di FABIO CURTO

Esce oggi, giovedì 18 febbraio, “MADRE TERRA” il nuovo singolo e videoclip di FABIO CURTO, vincitore assoluto di Musicultura 2020 e già vincitore di The Voice of Italy nel 2015.

Link al videoclip ufficiale di “Madre Terra”: https://www.youtube.com/watch?v=FE-traiZMEA

 “Madre Terra” apre il nuovo anno musicale del cantautore e polistrumentista, che con questo brano rilascia un’ulteriore tessera del mosaico che comporrà il prossimo lavoro di inediti.

In perfetta armonia con il singolo “Domenica”, che gli è valso la vittoria a Musicultura e i più recenti singoli “L’altopiano” e “La Terra dei miei Figli” feat. Cisco & Fry, con “Madre Terra” Fabio Curto continua a raccontare il rapporto con la natura e la necessità di accogliere e vivere tale relazione nel modo più pieno possibile, realizzando una ballata dall’eco avvolgente.

FABIO CURTO PARLA DEL BRANO “MADRE TERRA” E DELLA REALIZZAZIONE DEL VIDEOCLIP

Ho sempre provato sensazioni indescrivibili davanti ai tramonti, davanti a quegli orizzonti infuocati del sud, oltre le colline, là dove si ha l’impressione che ci sia un posto che aspetta noi da sempre. Nei campi seminati dove correvo da bambino e nei vigneti d’inverno dove mi fermavo per riempire i polmoni di erba e di frasche bruciate. Lì mi sentivo vivo, mentre qualcosa nel petto scalciava e iniziava a gonfiarsi come una vela pronta a fare il suo lavoro. Questa canzone è un augurio affinché quel bambino, presente in tutti noi con storie diverse da narrare, non vada mai perduto.

Il video è nato chiacchierando con Ana, con cui ho realizzato la regia, dopo l’ascolto del brano pre-prodotto. Pensavo a questo personaggio che potesse incarnare il legame indissolubile tra l’uomo e la natura e rappresentare l’inesauribile stupore davanti alle sue manifestazioni. Quando abbiamo scelto Andrea Smith come attrice abbiamo capito che sarebbe stato fantastico perché grazie alla sua versatilità compare come una sorta di medium pagana che ascolta le voci del vento della terra e dell’acqua: saggia, piena di vita e materna, ma non estranea alla malinconia e ai dispiaceri che la vita spesso ci porta.

 

Performer dal grande talento, Fabio Curto ha all’attivo un EP, un album di inediti, numerosi premi e moltissimi concerti in tutto il mondo, a testimonianza di un’urgente e costante attività live che lo ha portato negli anni ad esibirsi in festival internazionali quali il “Pizza Fest Toronto 2018” (Canada), l’“Italian National Ball 2018” (Australia), il Festival Internazionale delle Arti in Bielorussia, fino a piazze come il Teatro del Cremlino di Mosca.

IL RITORNO DEI LAUTARI DOPO NOVE ANNI

IL RITORNO DEI LAUTARI DOPO NOVE ANNI

FORA TEMPU è il nuovo singoloAnticipa l’omonimo l’album in distribuzione dal 19 febbraioIL VIDEO: https://youtu.be/nRMzjvUR1UE

A nove anni dal loro ultimo lavoro discografico, ritornano i LAUTARI, band catanese di culto, moltoattiva sia in Italia che all’estero. Da quasi trentacinque anni si muove nel solco della tradizionepopolare e del suo rinnovamento con un progetto che prevede non solo la ricerca e larielaborazione di canti siciliani, ma anche la composizione di brani inediti nel rispetto dei motivi edelle forme tradizionali.Per anni al fianco di Carmen Consoli, il gruppo può vantare anche collaborazioni con artisti delcalibro di Goran Bregovic e in campo teatrale, Gabriele Lavia, Franco Zeffirelli, Giorgio Albertazzi ePeppe Barra.Esce oggi, su tutti i digital store e le piattaforme di streaming, il loro nuovo singolo FORATEMPU che anticipa l’omonimo album che vedrà la luce il 19 febbraio per l’etichettaItalysona.Il brano è una sorta di presa di distanza dai ritmi di questi tempi in cui tutto si misura conl’efficienza e il guadagno. «Con questo brano – dicono i Lautari – e più in generale con questodisco, ma anche con tutta la nostra storia, rivendichiamo il diritto di prenderci il nostro tempo perfare le cose, di non essere ossessionati dal presenzialismo a tutti i costi, specialmente sui social,che sembrano ormai diventati un obbligo delle nostre esistenze. Ci piace pensare al nostro lavorocome a un lavoro artigianale che sta scomparendo, come, per esempio, i liutai di una volta (aCatania c’era una grande tradizione di liuteria) che per costruire una chitarra o un mandolinoimpiegavano anni ma che potevano garantire che alla fine il lavoro era fatto bene».Fora Tempu esce accompagnato da un divertente video che loro raccontano così:«L’idea di fare un balletto sull’ultimo riff ci frullava in testa da un po’ di tempo (ovviamentecitazione dal film Gli allegri vagabondi di Stanlio e Ollio). L’unica altra idea era di fare unacitazione dal video dei Queen Bohemian Rapsody in cui i volti degli artisti venivanoilluminati da una torcia. Poco per un video di quasi 5 minuti. Per fortuna, il giorno in cuisiamo andati a fare il sopralluogo tecnico al teatro Brancati di Catania, teatro che il direttore– il buon Orazio Torrisi – ci ha prestato per girare il video, abbiamo trovato sul palco lascenografia, non ancora smontata, dell’ultimo spettacolo che era stato in programmazioneprima del maledetto virus. In quella scena c’era un enorme armadio che immediatamente ciha suggerito la trama: siamo chiusi dentro l’armadio (metafora del lockdown), a un certopunto usciamo (liberazione) e ci mettiamo a ballare (felicità e sollievo). Mentre giravamo èvenuto a trovarci il nostro amico Marco Napoli con il suo pupo Peppenino (essendo dilegno non ha problemi di contagio e quindi è stato inserito nella storia), che fuoridall’armadio sente la musica e dopo qualche ricerca apre l’armadio liberandoci. La tramanon sarà degna di Guerra e pace, non avrà l’introspezione di Bergman (per quanto…dentro l’armadio!) ma pensiamo che il video sia venuto carino, e soprattutto a tempo (dilockdown)».CREDITIVideo:Da una (vaga) idea di: Gionni Allegra, Salvatore Assenza, Stefano Buda, Puccio Castrogiovanni,Marco Corbino, Salvo Farruggio, Salvo NotoCoreografie: Gionni Allegra, Salvo FarruggioRiprese e montaggio: Stefano BudaMix audio: Salvo NotoUn ringraziamento speciale a Orazio Torrisi per averci accolto presso il Teatro Brancati (CT) e ilprezioso aiuto in sala ad Antonio Licciardello.Con la partecipazione straordinaria di Peppenino e il suo mastro puparo Marco Napoli.Brano:Testo: Gionni AllegraMusica: LautariGionni Allegra (voce, contrabbasso )Puccio Castrogiovanni (fisarmonica )Marco Corbino (chitarre)Salvatore Assenza (clarinetto, sax soprano, sax tenore)Salvo Farruggio (batteria, vibraslap, tambourine)I LAUTARIPuccio Castrogiovanni (voce, mandolino, bouzouki, mandola, marranzani, fisarmonica)Gionni Allegra (voce, contrabbasso, chitarra)Marco Corbino (chitarre)Salvatore Assenza (clarinetto, sax, pive)Salvo Farruggio (batteria e percussioni)I Lautari sono tutti polistrumentisti e cantanti di lunga esperienza il cui approccio alla musica èessenzialmente acustico, con un’attenzione particolare per il suono degli strumenti tradizionali:mandolino, mandola, mandoloncello, chitarra classica, chitarra acustica, contrabbasso,fisarmonica, organetto, piva, flauti e percussioni.Il valore musicale e culturale del loro progetto musicale gli ha consentito di collaborare in teatrocon artisti e registi di grande spessore come Pino Micol, Gabriele Lavia, Giorgio Albertazzi,Armando Pugliese, Peppe Barra, e gli ha permesso di partecipare a prestigiose rassegne, come ilClub Tenco e Arezzo Wave, che hanno riconosciuto il valore del loro percorso artistico.Nel 2004 iniziano a collaborare con la Due Parole – Narciso Records, etichetta catanese fondatada Carmen Consoli ed è anche da questo incontro che scaturisce “Anima antica”, un album cheriassume una parte importante del loro cammino musicale.Nel 2005 prendono parte alla manifestazione Italia-Africa che accoglie uno straordinario spettacoloofferto da un ricchissimo cast di artisti nazionali e internazionali, nel corso di una giornata-eventoche riempie Piazza del Popolo a Roma di uomini e donne di ogni etnia ed età.Nello stesso anno il gruppo partecipa ad altre manifestazioni, come la X edizione della RassegnaAstimusica, insieme ad Alfio Antico, il Mantova Musica Festival e il Festival Musicultura pressol’Ambasciata Italiana in Francia (Chambery).Musica, folclore e tradizione si ritrovano nello scenario del Kals Art di Palermo, in cui i Lautari siesibiscono, e in Turchia, ad Ankara, in una suggestiva contaminazione di culture ed etnie diverse.Nel 2006 partecipano alla realizzazione dell’album di Carmen Consoli “Eva Contro Eva”,aggiungendo ai suoni dell’album le peculiarità sonore, stilistiche e strumentistiche del loro gruppo,aperto alle influenze del panorama mediterraneo.In concomitanza con l’uscita dell’album, nel maggio 2006, partecipano al tour promozionale deldisco della Consoli, “Dal Simeto al Tamigi”, suonando insieme alla band della cantante eaffascinando pubblico e critica per l’originalità e la qualità delle esibizioni.Il 15 Luglio 2006 partecipano con successo al Womad (World Of Music Art and Dance), il Festivalmondiale itinerante ideato e fondato da Peter Gabriel. Il concerto si svolge nell’incantevole TeatroGreco di Taormina e l’evento consacra il valore artistico e musicale del gruppo nell’ambito dellaworld music oltre che della musica popolare siciliana.Il mese si chiude con una prestigiosa collaborazione al nuovo album di Goran Bregovic, Karmen(With a happy end), che contiene il brano Focu di raggia, scritto dai Lautari.Nel corso della stagione estiva i Lautari prendono parte ad alcune importanti rassegne musicaliitaliane ed estere, come il Giffoni Music Concept e il Festival Sete Sóis Sete Luas, che li vedeimpegnati in una serie di date in Spagna, Israele e Portogallo.Il 7 Settembre, in concomitanza con l’uscita dell’album “Arré”, parte da Catania il tourpromozionale, che prevede un ricco calendario di eventi.Nel mese di ottobre la band prende parte all’Auditorium di Roma ad un evento che s’inserisce nelpiù ampio progetto «La musica antica del nuovo millennio», la cui direzione artistica, affidata aCarmen Consoli, si propone di riunire in uno spettacolo a più voci le diverse esperienze dellatradizione siciliana.Il 2008 si presenta subito denso di appuntamenti musicali che vedono il gruppo coinvolto nelleattività della rassegna Etnafest, nella sezione “Etna-Music World”, sotto la direzione artistica diCarmen Consoli.I Lautari, per l’occasione, si esibiscono insieme all’Etna Orchestra che accompagna il 18 marzo lospettacolo “Sotto lo stesso cielo”, durante il quale tradizioni musicali dialettali differenti siincontrano nella stessa cornice.Il 2009 si apre con la partecipazione al X Festival della nuova canzone siciliana di Antenna Siciliacon il brano “C’era cu c’era”. In primavera il gruppo musicale porta sulle scene teatrali il nuovospettacolo “U tempu di ‘na manciata”.Nel 2012 ritornano con un nuovo album di undici tracce, “C’era cu c’era”, candidato alle targheTenco.Il 2015 li vede impegnati in un tour che tocca varie città italiane.Nel 2016 collaborano con la Compagnia Zappalà Danza, alla realizzazione dello spettacolo “I ambeautiful”, componendo ed eseguendo la musica dal vivo.Nel 2017 realizzano, insieme ai “Fratelli Napoli” lo spettacolo di pupi “Tutta un’altra Storia”Metamorfosi di Angelo D’Arrigo, che ha debuttato al Teatro Sangiorgi di Catania.Nell’estate 2017 sono tra i protagonisti del progetto “TRI” con Alfio Antico e Rita Botto che arrivaall’Umbria folk festival di Orvieto; da menzionare la partecipazione al “Taranta Sicily Fest” di Scicli,al Folk Fest di Frazzanò e il concerto svoltosi al Monastero dei Benedettini per i trent’anni di attivitàin occasione del quale i Lautari hanno rimasterizzato e stampato su Cd la loro prima produzionemusicale uscita in cassetta nel 1990, “Acqua e sali”. Sempre nel 2017 sono invitati dall’IstitutoItaliano di cultura di Osaka, in Giappone, dove tengono un concerto presso il Knowledge Theater.Nel 2018 tornano a viaggiare portando lo spettacolo “I am beautiful” in Argentina, al Teatro Coliseodi Buenoa Aires, nell’ambito del “10 Festival di Danza contemporanea”.

FRANCESCO LOCCISANO E MARCELLO DE CAROLIS oggi esce il videoclip di “La Tarantella Di Zio Nicola”

Un brano che unisce e racconta il Sud – Calabria, Basilicata e Campania –
attraverso i suoni delle chitarre battenti del calabrese Francesco Loccisano (cha ha
rivisitato il brano con Eugenio Bennato) e del lucano Marcello De Carolis.

A partire da oggi è online il videoclip di ‘La tarantella di Zio Nicola’ (GUARDA VIDEO), secondo estratto
da “Venti”, primo lavoro discografico del duo di chitarra battente formato da Francesco Loccisano e da
Marcello De Carolis: un brano tradizionale, rivisitato da F. Loccisano ed Eugenio Bennato in chiave solistica per chitarra battente, che rappresenta il simbolo di un’antica famiglia di liutai e di costruttori di
chitarre battenti, i De Bonis di Bisignano (Cs).
“La Tarantella di zio Nicola” racchiude e racconta il Sud, unisce Calabria, Basilicata e Campania attraverso i suoni e la musica delle chitarre battenti del calabrese Francesco Loccisano (che originariamente ha arrangiato il brano con Eugenio Bennato) e del lucano Marcello De Carolis, e anche attraverso le immagini. Il nuovo video (regia di Vito D’Andrea ), infatti, è stato girato in Basilicata nel comune di Guardia Perticara in provincia di Potenza, uno dei borghi più belli d’Italia e segue video di “Danza Ionia” ( guarda video ), primo brano estratto, girato in Calabria al Castello di San Fili a Stignano, luogo di forte interesse storico che si trova nei pressi delle sponde di Riace (RC), rinomato luogo di
ritrovamenti archeologici ma, ad oggi, agli onori della cronaca per essere una porta del Mediterraneo, crocevia di culture, accarezzato dai venti che portano respiro per una nuova umanità. 
“Venti”, già disponibile in formato fisico, vinile e cd (ascolta qui), è un disco di brani di  Francesco Loccisano rielaborati e riarrangiati accuratamente con Marcello De Carolis per duo di  chitarra battente :
“Un nuovo progetto discografico che rappresenta per noi l’avanguardia della chitarra battente con cui scoprire nuove frontiere di dialogo chitarristico  che partono dal nostro territorio per arrivare a tutto il
mondo grazie all’ampia escursione dinamica e ad una mescolanza di suono meridionale, poesia, composizione e contemporaneità.”
L’etichetta discografica del disco, composta da dieci brani, è ItalySona (edizioni Marasco/FINGERPICKINGNET) in collaborazione con Calabria Sona. L’album è stato registrato presso l’Arango Sonic Studio – Focà, Caulonia – Rc; la produzione artistica è di Stefano Simonetta – Mujura, artista eclettico, produttore di esperienza oltre che bassista e collaboratore di Eugenio Bennato ; la produzione esecutiva è di Giuseppe Marasco – Italysona. Il mix e mastering sono a cura degli stessi
Francesco Loccisano e Marcello De Carolis.

Brevi note biografiche. Francesco Loccisano e Marcello De Carolis raccontano come non esista un momento preciso in cui è iniziata la loro collaborazione, ma da subito si è creato uno scambio con un solo proposito, l’arte della chitarra battente: “all’inizio sembrava impossibile far dialogare due strumenti solisti, ma il suono ha
preso subito forma ed unicità nel momento in cui la creatività e l’espressione sono diventate complici.” Il duo ha in attivo la pubblicazione di “La chitarra battente – Metodo base” edito da fingerpicking.net. Di recente si sono esibiti in numerosi festival tra cui XXXVI Festival internazionale della chitarra di
Lagonegro (Pz), Alica Festival, Conservatorio di Musica F. Cilea di Reggio Calabria, VII Festival del
Mandolino di Avigliano (Pz).

FRANCESCO LOCCISANO: nel 2005 entra a far parte dei Taranta Power di Eugenio Bennato, collabora
con V. Capossela, Gianna Nannini e tanti altri. Nel 2010, pubblica il suo primo album da solista,
“Battente Italiana”, nel 2013 “Mastrìa” e nel 2017 “Solstizio”. Nel 2015 pubblica il primo metodo per
chitarra battente con l’etichetta fingerpicking.net. La collaborazione con il regista spagnolo Carlos Saura per il docu-film “La Jota”, consacra Loccisano come virtuoso della chitarra battente sul panorama
internazionale. Attualmente è il docente della cattedra di chitarra battente presso il conservatorio “PITchaikovsky” di Nocera Terinese (CZ).
Marcello De Carolis si diploma in chitarra classica al conservatorio G. da Venosa di Potenza nel 2012 con il massimo dei voti e lode. Frequenta numerosi corsi e masterclass tenute da diversi maestri tra cui:
Angelo Gilardino, Luca Fabrizio, Roland Dyens, Leo Brower, Aniello Desiderio. Intraprende lo studio della chitarra battente con il maestro Francesco Loccisano. Nel 2015 fonda, insieme al maestro Luca
Fabrizio, il duo “Cordaminazioni” in cui suona la Chitarra Classica e la Chitarra Battente e con il quale ha inciso il disco omonimo. Nel 2017 il maestro Angelo Gilardino dedica a lui e al maestro Luca Fabrizio la
composizione “Albero Solitario” per chitarra battente e chitarra classica e nel 2018 il “concerto di Matera” per chitarra battente e 10 strumenti. Entrambi i brani sono stati incisi da De Carolis e saranno
pubblicati a gennaio 2021 con l’etichetta Da Vinci Classics nel suo prossimo disco da solista “The Ecleting Beating – Contemporary music for chitarra battente”

Arriva Rainbow Free Day Madrina e’ Tosca

Rainbow Free Day: madrina della manifestazione Tosca Chiuse le adesioni, in via di compilazione il programma con quasi 500 adesioni e oltre 200 appuntamenti fra live online, webinair e incontri con gli operatori Fra i supporter Siae, Rai Radio Live e le piattaforme Optimagazine e Dice

Si sono chiuse le adesioni al Rainbow Free Day con oltre 500 di partecipanti e 200 eventi online oltre ad una vasta scontistica: una quindici giorni (dal 15 al 30 gennaio 2021) che intende mettere al centro dell’attenzione il vasto e poliedrico mondo della produzione artistica indipendente con centinaia di adesioni fra i principali operatori Italiani dello spettacolo e dell’arte. Prima di tutti la Siae, insieme a Rai Radio Live e alle piattaforme Optimagazine e Dice. Inaugura la manifestazione il 15 gennaio alle 10.00 Tosca – madrina dell’iniziativa – che presenterà direttamente da Officina Pasolini – Laboratorio creativo e Hub culturale della Regione Lazio – due giovani cantautori diplomati in questo centro di alta di formazione artistica.

 
Ogni giorno sulla piattaforma www.rainbowfreeday.com e sui social collegati dal 15 al 30 gennaio tantissime occasioni di produzioni musicali, culturali, artistiche e di spettacolo a prezzi scontatissimi per l’occasione.
 
Inoltre, sulla piattaforma Facebook del Rainbow si terrà un palinsesto di iniziative che prevede, tra i principali momenti, ogni giorno alle 11.00 The Best of Slow Club; alle 12.00 Entriamo in Negozio – Tra Dischi e Strumenti Musicali; alle 15.00 Indies – Tra etichette e festival; alle 16.00 Cinema! Tra colonne sonore e cinema indipendente; alle 18.00 Due chiacchiere con … per gli approfondimenti sulla musica e digitale; alle 21.00 I Live Rainbow un incontro musicale degli artisti; alle 23.00 arriva gli incontri su Arte e Letteratura e alla fine L’ultimo nastro di Krapp a cura di Jonathan Giustini. Con una giornata speciale, il 20 gennaio, dedicata al poliedrico quanto poco noto mondo delle Bande Musicali.
 
Fra i numerosi aderenti anche Red Ronnie che ogni lunedì, all’interno del suo programma Premiato Circo Volante del Barone Rosso, ospiterà il Rainbow FreeDay con iniziative speciali.
 
Ricordiamo che fra i promotori dell’iniziativa ci sono: Giordano Sangiorgi (Presidente Mei – Meeting Etichette Indipendenti), Claudio Trotta (Fondatore Barley Arts e Slow Music), Claudio Formisano (Presidente Cafim Italia e Amministratore Unico Master Music Srl), Massimo Della Pelle (Segretario AudioCoop), Michele Lionello (Voci per la Libertà, Rete dei Festival), Renato Marengo (AIA – Classic Rock on Air), Giuliano Biasin (Amministratore di Esibirsi Soc. Coop), Giuseppe Marasco (CEO di Calabriasona e Italysona e Coordinatore di Itfolk), Claudia Barcellona, (Avvocato dell’arte, spettacolo, beni culturali, Presidente Terapia Artistica Intensiva – Diritto e Arte), Simona De Melas (Consulente in marketing digitale, comunicazione e management), Lorenza Somogyi (Responsabile Ufficio Stampa & PR- Studio Alfa), Mattia Pace (Marketing & Management), Roberta Carrieri (Cantautrice, attrice e ventriloqua), Roberta Giallo (Cantautrice e Attrice), Piero Cademartori (Editore e social media manager), Matteo Marenduzzo (Label Manager Dischi Soviet Studio / Musicista), Jonathan Giustini (Giornalista e organizzatore culturale, Carta da Musica)

La Sossio Banda si aggiudica la prima edizione del Premio Internazionale MARE APERTO!

𝑰𝒍 𝒈𝒓𝒖𝒑𝒑𝒐 𝒉𝒂 𝒄𝒐𝒏𝒗𝒊𝒏𝒕𝒐 𝒍𝒂 𝒈𝒊𝒖𝒓𝒊𝒂 𝒅𝒆𝒍 𝒏𝒖𝒐𝒗𝒐 𝒑𝒓𝒆𝒎𝒊𝒐 𝒅𝒆𝒅𝒊𝒄𝒂𝒕𝒐 𝒂𝒍𝒍𝒂 𝒘𝒐𝒓𝒍𝒅 𝒎𝒖𝒔𝒊𝒄 𝒅’𝒂𝒖𝒕𝒐𝒓𝒆, 𝒊𝒏 𝒖𝒏 𝒓𝒖𝒔𝒉 𝒇𝒊𝒏𝒂𝒍𝒆 𝒄𝒉𝒆 𝒉𝒂 𝒄𝒐𝒊𝒏𝒗𝒐𝒍𝒕𝒐 16 𝒈𝒓𝒖𝒑𝒑𝒊 𝒇𝒊𝒏𝒂𝒍𝒊𝒔𝒕𝒊, 𝒔𝒆𝒍𝒆𝒛𝒊𝒐𝒏𝒂𝒕𝒊 𝒕𝒓𝒂 𝒍𝒆 𝒏𝒖𝒎𝒆𝒓𝒐𝒔𝒆 𝒑𝒓𝒐𝒑𝒐𝒔𝒕𝒆 𝒑𝒆𝒓𝒗𝒆𝒏𝒖𝒕𝒆 𝒅𝒂 𝒕𝒖𝒕𝒕𝒂 𝑰𝒕𝒂𝒍𝒊𝒂.”

La prima edizione del Premio MareAperto ha chiamato a raccolta per un nuovo e prestigioso riconoscimento i musicisti ed in particolare gli autori che si occupano di nuova scrittura nell’ambito della world music.

Il premio è rivolto in particolare agli artisti che esprimono con la propria musica una sensibilità moderna, che non si limita alla riscoperta e riproposizione del patrimonio tradizionale, ma che conduce alla produzione di musiche e testi di carattere inedito.

L’obiettivo del Premio è offrire una nuova visione sul panorama della world music in Italia, che sostenga la proiezione della musica tradizionale nel futuro prossimo, sotto l’ipotesi che essa è, appunto, materia in continua trasformazione.

La Prima edizione del Premio, organizzato dall’Associazione Culturale Manigold in collaborazione con Blogfoolk e con la Direzione Artistica di Claudio Prima, annovera fra le partnership: Festival Di voce in voce, Premio Andrea Parodi, Festival Mare e miniere, Festival Suoni della Murgia, SEI – Sud Est Indipendente Festival, World Music Academy, TEX – Il teatro dell’Ex Fadda.

I finalisti e i vincitori disegnano un quadro complessivo che dà il segno di come la world music in Italia sia in ottima salute e come la musica di estrazione tradizionale, grazie alle nuove composizioni, si continui a muovere ed evolvere.

Per questa prima edizione è stata proprio la SOSSIO BANDA ad aggiudicarsi il premio più ambito e prestigioso. Il gruppo ha convinto la giuria composta da nomi illustri del panorama world e folk italiano spuntandola in un rush finale che ha coinvolto 16 gruppi finalisti selezionati tra le numerose proposte pervenute da tutta Italia.

La giuria ufficiale del festival è compost da Salvatore Esposito (Direttore Blogfoolk),Ciro De Rosa (Songlines, Transglobal World Music Chart, Blogfoolk, Globofonie su Radio Shamal),Elena Ledda (cantante, dir. art. Premio Andrea Parodi, Mare e miniere),Mauro Palmas (musicista, dir. art. Festival Mare e miniere), Giuseppe De Trizio (Radicanto, Direttore Artistico, Di voce in voce),Luigi Bolognese (Uaragniuan, Direttore artistico I Suoni della Murgia),Daniele Cestellini (etnomusicologo, responsabile scientifico Blogfoolk),Cesare Liaci (Coolclub, Direttore Artistico SEI Festival Sud Est Indipendente), Vincenzo Gagliani (musicista, direttore World Music Academy), Giacomo Farina (Horcynus Festival).

Il brano selezionato per il contest è stato “IRA” tratto da Ceppeccàt l’ultimo album della SOSSIO BANDA uscito nel 2019 per l’etichetta ITALYSONA.  Una “scorribanda” sonorai con i fiati ad impreziosire la linea melodica che avvolge una riflessione profonda su come l’ira abbia provocato molte vittime nella storia, ma nel contempo abbia animato tante lotte per la libertà e la democrazia.

Il contest continua ancora online: è possibile votare per il Premio del pubblico da tutti i canali social del Premio e da www.manigold.it/contest-online/ , ad oggi sono già migliaia i voti pervenuti e Il 19 Dicembre si proclamerà il vincitore di questo ulteriore riconoscimento.

Questo importante riconoscimento si aggiunge ai numerosi altri ricevuti in questi anni dalla Banda tra cui ricordiamo: Premio ANCI “Memorie e musiche comuni” (2008), Premio “Andrea Parodi” per la World Music italiana (2009); Premio “Innovazione e Ricerca” al Castel Raniero Folk Festival (2010), Premio Umbria Folk Festival (2012), Premio “Un certain regard” Musicultura (2014), Premio “Etnie Musicali” (2015).

La Banda ha rappresentato la Puglia e l’Italia nei principali Festival nazionali ed internazionali, tra i più importanti: Alexandrina World Music Festival Alessandria d’Egitto, Egitto; Intercentique Festival of Lorient Lorient, Francia; Festival Sete Sòis Sete Luas; Musicultura 2014 Macerata Italienisches StrassenfestMonaco di Baviera, Germania ;Talos Festival Ruvo di Puglia, Bari; FIMU Belfort, France; Folkest Spilimbergo, Pordenone ;Festa di Piedigrotta Napoli; Festival Adriatico Mediterraneo Ancona; Umbria Folk Festival Orvieto, Terni ; Sentieri Mediterranei Summonte, Avellino.

La Sossio Banda (notizie biografiche e nota sul disco Ceppeccàt) – (italysona2019): Realtà tra le più interessanti della scena musicale pugliese, la Sossio Banda nasce nel 2008 a Gravina in Puglia (Ba) da un’idea del sassofonista e compositore Francesco Sossio Sacchetti (Sassofoni, clarinetto, fiati tradizionali e voce) ed attualmente composta dalla talentuosa Loredana Savino (voce), Pasquale Barberio (fisarmonica), Daniele Castellano (chitarre), Walter Vivarelli (batteria, tamburi a cornice) e Giovanni Montesano (basso e contrabbasso). Partendo dalla tradizione musicale dell’Alta Murgia, il gruppo ha dato vita ad originale percorso di ricerca che li ha condotti ad esplorare le commistioni con le sonorità del Mediterraneo e il dialogo tra strumenti popolari e contemporanei, ma soprattutto a comporre un corposo repertorio che comprende brani originali e rivisitazioni di tradizionali. Dopo aver debuttato con “Muretti a secco”, uscito a nome di Francesco Sossio Sacchetti, la formazione pugliese ha intrapreso una intensa attività dal vivo, suonando nei principali festival italiani ed internazionali e nel 2013 ha dato alle stampe l’ottimo “Sugne” che rappresentava la più compiuta rappresentazione della loro cifra stilistica. A distanza di sei anni da quest’ultimo, la Sossio Banda festeggia i dieci anni di attività con “Ceppeccàt”, concept album, liberamente ispirato dal libro “I vizi capitali e i nuovi vizi” di Umberto Galimberti, nel quale hanno raccolto sette brani originali che indagano l’uomo moderno attraverso i suoi peccati, ponendo in luce le contraddizioni che lo caratterizzano. Emblematico, in questo senso, è il titolo che, in dialetto barese, si apre alla doppia lettura: “che peccato” per l’uomo e “c’è peccato” nell’uomo. Dal punto di vista prettamente musicale, l’album sposta ancora più avanti i confini della ricerca sonora del sestetto con un sound che, alle aperture bandistiche e balkan dei fiati, affiancano atmosfere riflessive e di taglio cantautorale in cui particolare cura è riposta nelle melodie. Il risultato è un articolato ritratto in musica dell’uomo contemporaneo, un’indagine antropologica e sociologica declinata attraverso le contraddizioni e le peculiarità che lo caratterizzano e che, negli anni, hanno determinato conseguenze spesso tragiche per l’umanità. L’ascolto si apre con l’esplosiva e trascinante “Ammìdie” in cui si canta dell’invidia che sempre più spesso finisce per distruggere i rapporti umani, e prosegue con il crescendo, guidato da fisarmonica e fiati, di “Sàziati” che ruota intorno all’ingordigia, la fame di potere e denaro di pochi che si arricchiscono sulle spalle della collettività. Le sonorità folk-rock di matrice cantautorale de “L’avaro” fanno da preludio alla scorribanda sonora di “Ira” con i fiati ad impreziosire la linea melodica che avvolge una riflessione profonda su come l’ira abbia provocato molte vittime nella storia, ma nel contempo abbia animato tante lotte per la libertà e la democrazia. Se la brillante architettura sonora di “Timbe” è l’occasione per meditare sull’accidia in rapporto allo scorrere del tempo, la successiva “Lui e Lei” è il vertice compositivo del disco con la voce di Loredana Savino che racconta di una coppia di amanti e della loro triste storia di amore e lussuria.

Fabio Curto con ‘Domenica’ vince l’edizione XXXI di MUSICULTURA 2020 in onda il 3 Settembre alle 23.40 su Rai2

La 31a edizione di Musicultura – Festival della canzone popolare e d’autore andrà in onda su Rai2 il 3 settembre alle 23.40, con la conduzione di Enrico Ruggeri.

Nella meravigliosa cornice dell’Arena Sferisterio di Macerata si sono esibiti grandi nomi della musica italiana ed internazionale come Asaf Avidan, Massimo RanieriRoberto Vecchioni, ToscaSalvador Sobral (vincitore dell’Eurovision 2017), Frances

co Bianconi, i Pinguini Tattici Nucleari, e il poeta filastrocchiere Bruno Tognolini.

In questa cornice unica e di altissimo livello Fabio Curto si è aggiudicato il primo premio della prestigiosa manifestazione, un grande appuntamento con la musica dal vivo, in particolare con la canzone d’autore e al suo connubio con la parola, la poesia, il teatro.

Una vittoria che è stata dedicata alla sua tenacia e alla forza con la quale in questi anni ha avuto il coraggio di “cambiare rotta” e di non seguire la popolarità e l’occasione data dalla vincita di un talent come “the voice”. Fabio ha deciso di fare la musica che ha sempre sentito dentro, un folk d’autore appassionato e denso di ispirazione e significato.

Il Cantautore calabrese ha trionfato con il brano ‘Domenica’, una ballata intensa e malinconica che incarna la migliore tradizione melodica italiana.

In conferenza stampa dice: “era il mio sogno nel cassetto, anche se dopo aver vinto The Voice nel 2015, catapultato in un mondo che non era il mio, ero indeciso se partecipare. Ma in fondo non mi è mai interessato vincere, ma far capire quanto amore metto in quello che faccio. Ho scritto il brano due anni fa in inglese, canticchiando una melodia che riassumeva le sensazioni della domenica con le famiglie riunite per strada. E’ una giornata che ho sempre amato fin da bambino, e in cui le persone sono anche più educate”.

Musicultura rappresenta per Fabio la consacrazione verso un pubblico attento e di critici musicali, affermandosi come uno dei più interessanti cantautori italiani.

Fabio Curto, che oltre a essere un cantante, è un autore anche per altri artisti, nonchè un polistrumentista, che suona quasi tutti gli strumenti presenti nei suoi album. Il progetto di Fabio Curto è una collaborazione tra l’Emilia Romagna con “Fonoprint” e la Calabria con “Calabria Sona” e “Marasco Comunicazione”, due realtà che hanno sempre creduto nel talento e che va ben oltre al personaggio televisivo di Fabio.

Fabio nelle settimane scorse, a testimonianza del suo grande legame con la Calabria, ha dedicato un brano alla sua terra dal titolo “l’altopiano” con un video clip suggestivo e struggente girato sui monti della Sila; sta realizzando inoltre un progetto televisivo in onda su Video Calabria alla scoperta di posti incantanti e sperduti della nostra Regione dal titolo “terra mia”.