Il 4 giugno esce il nuovo disco piano solo del musicista jazz napoletano, dal titolo “AJAYÕ – VULESS’ ‘O ‘CIELO”:

“composizioni originali e brani della tradizione napoletana come “Torna Maggio”, della tradizione messicanacome “Llorona” e della tradizione brasiliana e jazzistica (“O Bebado E A Equilibrista”). A giugno parte tournèe di sei date in Messico.

Il 4 giugno esce “AJAYÕ – VULESS’ ‘O ‘CIELO” (etichetta discografica Italysona, disponibile su tutti gli store digitali
e in fisico su Amazon e su discotecalaziale.com), il nuovo disco piano solo del musicista napoletano Vincenzo
Danise (produzione esecutiva di Giuseppe Marasco): una proposta musicale antologica, un progetto –
accompagnato dal video della live session di “Llorona” (GUARDA QUI) – che racchiude composizioni originali
insieme a composizioni della tradizione napoletana, messicana, brasiliana, un vero e proprio “viaggio” interattivo
tra musica e magia che coinvolge sia emotivamente che letteralmente il pubblico. Ajayô, in napoletano “Vuless ‘o
‘Cielo”, è un'espressione afrobrasiliana che significa “un soffio di saluto a Oxalá” ed è spesso pronunciato in un
senso simile all'espressione "se Dio vuole" o "speriamo" (GUARDA PRESENTAZIONE)
A giugno parte tournèe di sei date in Messico in cui, oltre a presentare il disco Ajayõ Vuless 'O Cielo,
sonorizzerà con le proprie composizioni e le sue improvvisazioni il film muto "L'Inferno" di Dante del 1911 per il
'700 della morte del sommo poeta. Ecco le date: quattro live al CENART di Città del Messico (17,18, 26 e 27
giugno), il 21 giugno al Teatro Angela Peralta di S-Miguel de Allende e 23 giugno al Parque Guanajuato
Bicentenario di Guanajuato.
Attraverso le sue note, Vincenzo Danise propone composizioni originali, che sono state elaborate durante il
lungo lockdown, e brani della tradizione napoletana come “Torna Maggio”, messicana come “Llorona” e
brasiliana e jazzistica come “O Bebado E A Equilibrista”: “il concetto che ho voluto rappresentare è quello della
speranza. Speranza che nei progetti del cielo (inteso in ampia rappresentazione: divinità, destino, universo, ecc.) ci
sia l'annullamento delle distanze, di qualunque tipo, non solo quelle dovute a profilassi mediche, come il
distanziamento causato dalla pandemia: distanze culturali, distanze sociali ed economiche, distanze religiose. E
quindi, Ajayò – Vuless' o cielo' potremmo tornare ad abbracciarci, uomo e uomo, donna e donna, religioni diverse,
culture diverse, divinità diverse, vestiti diversi, ovviamente in questo momento particolare in cui la distanza sociale
è imposta dalla necessità di evitare contagi, il significato diventa più forte”.
Dopo il brano di apertura, Ajayõ, arriva Tango Mediterraneo, brano dedicato alla città dell’artista, Napoli, e al
Mediterraneo: una melodia romantica che avvolge il cuore, l’intelletto, il corpo e il sesso: “Napoli è la capitale
della cultura, dell’arte, della musica da secoli. L’ho composta inspirandomi a grandi personalità che hanno
rappresentato la mia città nel mondo sia con la musica, sia con la poesia e la filosofia e sia con il calcio: Pino
Daniele, Luciano De Crescenzo, solo per citarni alcuni in quanto Napoli da secoli è fucina di tanti artisti napoletani,
e Diego Armando Maradona… a loro tutta la mia gratitudine”. Llorona è il terzo brano, una canzona folk
messicana, La “Donna piangente”: è una leggenda messicana, anche se è diffusa, con sfumature diverse, in altri
paesi latinoamericani (Costa Rica, El Salvador, Cile, Venezuela), ma è anche molto di più: è un mito che ha radici
antichissime – nasce nel primo periodo coloniale intorno al 1520 – tanto da entrare profondamente nell’immaginario collettivo di tutto un popolo, fino a diventare parte integrante della sua cultura. Anima Lunae (a
Federico) è dedicata al caro amico di Danise, a cui l’artista riserva una profonda gratitudine. Stella Diana si ispira
ad una storia vera: Diana è una bambina africana, nata letteralmente in mezzo al mare mentre la mamma
attraversava il Mar Mediterraneo per arrivare in Italia, cercando una vita migliore: “ha avuto la fortuna, negli
anni, di incontrare mia nonna, donna di umili origini, che si è presa cura di lei ed è riuscita a coinvolgere un intero
quartiere ad aiutarla.” Note che parlano d'amore (preludio a ballad for emy) e poi Ballad For Emy, composizione
dedicata all’ultimo cane di Danise, ma in generale a tutti gli animali del mondo, molto spesso maltrattati e
abbandonati da ignobili esseri umani. È una ninna nanna dedicata a loro, che donano amore incondizionato.
Waltz For Queen è stata scritta per la Regina Elisabetta ma in realtà è dedicata a tutte le donne del mondo, ogni
donna che occupa il nostro pianeta, il nostro Universo è una Regina che merita il rispetto che per troppi anni è
stato sottratto insieme ai diritti. Torna maggio è un brano storico della tradizione napoletana, scritta da Vincenzo
Russo e Eduardo di Capua. O Bêbado E A Equilibrista è un brano di Joao Bosco: Brasile, gli ultimi anni di una
dittatura militare, quella iniziata nel 1964 con un golpe appoggiato dagli USA e la destituzione di João Goulart, il
presidente legittimo che aveva imbastito la riforma agraria e progettato la nazionalizzazione delle compagnie
petrolifere. Ninnanannaninnanoè, ninna nanna tutta in napoletana scritta da Pino Daniele: “la Nennella a cui è
cantata ("Duorme Nennella mia…") è sicuramente Cristina, prima figlia di Pino (avuta dal matrimonio con
Dorina Giangrande, sua corista nel disco d'esordio "Terra Mia”). Il mammone ("si vene 'o mammone… chiudimmo
'a porta") in dialetto è l'uomo cattivo che viene usato per spaventare i bambini vivaci.”
Danise ha dedicato tutta la sua vita alla musica, grazie al pianoforte scoperto già a 6 anni. Nato a Napoli a pochi
passi dalla stazione Centrale, nel difficile rione Case Nuove, ha subito capito che la musica avrebbe potuto
salvarlo dal “sistema”. È l’incontro con Roberto De Simone, il grande compositore e fondatore della Nuova
Compagnia di Canto Popolare, a cambiargli la vita: “capisce che ho talento e mi indirizza verso una Maestra che
segnerà per sempre la mia vita, M° Miriam Longo. Da quel momento non ho lasciato più la musica, mi diplomo al
Conservatorio di Napoli San Pietro a Majella e intanto suono in giro per l’Europa e il Sud America con alcuni dei
jazzisti più importanti: Marco Zurzolo, Renaud Garcia-Fons, Massimo Manzi, Massimo Moriconi, solo per citarne
alcuni.”
Il musicista napoletano, consapevole della forza della musica, dà il via nel 2014 a “Danise on the road – Questa è
la Napoli che vogliAMO!!!”, progetto che ha riscontrato un enorme successo e che gli è valso il soprannome di
“scugnizzo del jazz”: “ho portato letteralmente il pianoforte nelle piazze, nei vicoli, nei borghi più disagiati di
Napoli e ho suonato il jazz tra la gente comune.”
Danise ad oggi è Docente AFAM-Conservatorio di Musica. All’età di nove anni intraprende gli studi musicali di
pianoforte classico, affidandosi all’insegnamento di Miriam Longo, figlia dell’insigne Alessandro, scoperto dal M°
Roberto De Simone, ed è ammesso al Conservatorio “San Pietro a Majella” di Napoli. Parallelamente ad una
solida formazione classica di base, derivante dagli studi in Conservatorio, incomincia a studiare jazz con il padre
chitarrista. Nel 2005 vince una borsa di studio partecipando al Concorso jazz per Piano solo indetto dalla
Yamaha. Al 2006 risale la sua affermazione al Concorso Chicco Bettinardi, nuovi talenti del jazz italiano, nel
quale, oltre ad aggiudicarsi il primo premio da parte della giuria, conquista anche il premio del pubblico. Nel 2007
vince una borsa di studio per partecipare i Seminari Senesi di Jazz. Nel 2009 vince il concorso Waltex Jazz
Competition per nuovi compositori italiani. Amplia i suoi interessi musicali prendendo parte ad importanti
seminari come: In.J.Am studiando con Danilo Perez, John Taylor, Eddie Gomez, Rufus Reid, Don Freedmann
Aaron Goldberg, Danilo Perez, Palle Danielsson, Stefano Zenni. Suona con: Massimo Manzi, Ares Tavolazzi,
Renaud Garcia-Fons, Massimo Moriconi, Ivo Parlati, Aldo Vigorito, Sergio di Natale, Carlo Lomanto, Salvatore
Tranchini, Pietro Condorelli, Antonio Onorato, Alberto D’Anna, Marco Zurzolo. Il primo lavoro discografico risale
al 2009: Danise Immaginando un Trio vol.1 Egea/Radar. Nel 2010 si esibisce al Teatro Quirino (Roma), Shaw
Theatre (Londra), Zion Arts, (Manchester), Centre Sesc Vila Mariana (San Paulo Brazil), Coliseo (Buenos Aires),
Solis (montevideo). Intraprende una toruneè mondiale con la commedia di Gaber: “Il caso di Alessandro e
Maria” con la regia di Luca Barbareschi, con Luca Barbareschi e Chiara Noschese, con le musiche di Marco
Zurzolo. Nel 2013 compone le musiche per il film di Sandro Dionisio: Un consiglio a Dio (guarda qui). I suoi
orizzonti musicali spaziano anche nella scena pop, interessanti a proposito le collaborazioni del 2003: Mike
Francis, Ana Flora e Cristal W. (corista di Zucchero). Nel 2016, in Brasile, suona in diverse città e nel 2017 torna in
tournée per presentare il nuovo disco “Saravà”, uscito il 10 febbraio per l’etichetta Full Heads, donando i
proventi dei concerti all’ “Orquestra de Acaô" per dare un sostegno alle famiglie brasiliane che non riuscivano a
sostenere lo studio della musica ai propri figli. Il suo linguaggio musicale diventa internazionale, per questo è
invitato oltre che in Brasile anche in Messico per un ciclo di tre Master Class per conto dell'Accademia Florencia in
cui ha parlato del jazz e della tradizione musicale napoletana e in Argentina.Danise: https://www.facebook.com/danisevincenzo/ – Sito ufficiale: www.danise.it
Italysona: www.italysona.com – Facebook.com/italysona info@italysona.com

IL 20 MAGGIO 2021 ESCE UN NUOVO PROGETTO TARGATO MASCARIMIRI: MUSIC FOR DANCING

Il 20 maggio 2021 esce un nuovo progetto targato Mascarimirì:
Elettro Mascarimirì – Music For Dancing,
dove la musica Salentina cambia il suo cammino.
Da musica per feste tradizionali si sposta in club ed eventi molto più innovativi, usando il Sound Systemcome linguaggio per ballare, all’insegna della circolarità che lega “lu Tamburreddhu Salentino” (tamburo a cornice Salentino), il Vinile e oggi il digitale.

Il progetto nato durante la pandemia 2020 dalla nostalgia di far ballare:
Claudio “Cavallo“ Giagnotti decise di creare la propria musica per suonare durante i suoi live &  dj set e feste da lui organizzate, per sprigionare lo spirito libero del ballo – creando cosi semplicemente MUSIC FOR DANCING – un album intero di brani capaci di far ballare su tutte le longitudini.

ELETTRO MASCARIMIRI è un frutto di una ricerca sonora di Claudio “Cavallo“ Giagnotti basata su dei ritmi mediterranei sapientemente uniti ai suoni moderni per creare un album dal respiro internazionale, con la capacità di far ballare il pubblico in ogni angolo del mondo.

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On May 20, 2021 a new Mascarimirì project comes out:
Elettro Mascarimirì – Music For Dancing,
where Salento music changes its path.
From music for traditional parties it moves to much more innovative clubs and events, using the Sound System as a language for dancing, in the spirit of the circularity that binds “lu Tamburreddhu Salentino” (Salentino frame drum), Vinyl and the CD of nowdays.

The project born during the 2020 pandemic from the nostalgy of making people dance:
Claudio “Cavallo” Giagnotti decided to create his own music to play during his
DJ & live sets and parties organized by him, to release the free spirit of dance – this simply creating MUSIC FOR DANCING – an entire album of songs capable of making people dance on all longitudes.

ELETTRO MASCARIMIRI is the result of a sound researchby Claudio “Cavallo” Giagnotti based on Mediterraneanrhythms wisely combined with modern sounds to create an album with an international flavor, with the ability to make the public dance in every corner of the world.

RAGAINERBA IL NUOVO VIDEOCLIP “NDI SCIALAMU

Nel 1999 i componenti decidono di incidere i loro brani; nasce cosi il loro primo disco autoprodotto “Urlo del passato”, che riscuote un notevole successo.
Nel 2002 collaborano alla fiction televisiva “Stiamo bene insieme” del Regista Vittorio Sindoni prodotta dalla RAI e dalla LDM (Roma), dove vengono anche utilizzate le loro musiche.
Nel 2004 realizzano con il Regista Daniele Suraci il video clip “Vengo da te”, arrivato in finale al “Ciclo Film Festival” di Brescia, dove si discostano dai lavori passati portando il loro contributo musicale in ambito nazionale mettendo in risalto, in maniera ironica, personaggi e bellezze della loro terra.

Nel 2005 coinvolgono in un loro progetto musicale ispirato ad un’antica festa palmese la band “Bunarma” assieme ai quali arrangiano la canzone “Voliri Volari” che diventerà l’inno della Varia di Palmi.
Dopo il successo riscosso con il brano “Voliri Volari” nel 2006 esce il nuovo disco, in collaborazione con i Bunarma, dal titolo “Aundi Vai“, produzione esecutiva REM Edizioni, produzione artistica Massimo Idà. Il cd contiene inoltre traccia video del brano “Aundi Vai”; attore principale l’artista Antonio Gambacorta Morizzi, con la partecipazione straordinaria, del Maestro Antonino Luzza “tamburinaro”. Regia Daniele Suraci.
Nel 2019 per l’occasione del ventesimo anno di attività decidono di realizzare un brano dal titolo “MBUTTATURI” dedicato a tutti gli Mbuttaturi della Varia di Palmi, verrà realizzato anche un videoclip regia di Andrea Battista GIBAMUVIS dove verranno coinvolte nelle riprese tutte le corporazioni degli Mbuttaturi.

SOSSIO BANDA “CEPPECCÀT”

A FESTEGGIARE I 10 ANNI DI CARRIERA ARRIVA IL CONCEPT ALBUM CHE GIOCA CON IL VIZIO E I SETTE PECCATI CAPITALI

 

La band pugliese fa perno sul valore artistico e musicale della propria tradizione
regionale per dar luogo ad un progetto discografico che disegna un excursus antropologico e sociale della figura umana. Il titolo emblematico, che in dialetto barese significa “Che peccato”, ha un doppio significato: “che
peccato” per l’uomo, “c’è peccato” dell’uomo.

“CEPPECCÀT” è un album molto variegato, frizzante, in
cui sonorità bandistiche e balcaniche, si contrappongono ad ambientazioni malinconiche, dettate dal suono nudo e crudo di un contrabbasso e tammurriate e tarante dal ritmo sfrenato e incalzante, dialogano con delicate melodie dal gusto francese. I vizi e mai le virtù, già presenti in alcuni scritti di Aristotele, ripresi e trattati dai monaci durante il primo Cristianesimo e catalogati, come oggi li conosciamo, da Tommaso d’Aquino nel Medioevo, ci hanno sempre raccontato chi è di volta in volta l’essere umano, creando un’opposizione forte della volontà dell’uomo alla volontà di Dio. Ceppeccàt analizza l’uomo moderno attraverso i suoi peccati, mettendone in luce tutte le contraddizioni che lo caratterizzano e le conseguenze talvolta disastrose, che scaturiscono allorquando le scelte economiche, politiche e sociali della razza umana sono dettate e pilotate dai
vizi. La Superbia nei confronti dell’ambiente e del mondo animale, che sta portando lentamente
all’autodistruzione; l’Invidia che serpeggia e mortifica qualsiasi iniziativa distruggendo i rapporti
umani; l’Accidia che ha a che fare direttamente con lo scorrere inesorabile del tempo il quale, stanco
di vedersi trascorrere inutilmente, diventa egli stesso accidioso; l’Ira che tante vittime ha provocato nella storia dell’umanità ma che allo stesso tempo ha dato la forza a milioni di individui di emanciparsi
e conquistare valori universali come la libertà, la democrazia e la dignità personale; la Lussuria che
sistematicamente si presenta e primeggia in un mondo guidato e governato da essa; l’Avarizia che
regala una vita misera fondata sul terrore del futuro, in cambio di una morte da ricchi; e infine la Gola,
fame di potere e denaro, ingordigia di pochi individui che si arricchiscono e speculano a discapito
della maggioranza. Il disco “Ceppeccàt”, liberamente ispirato dal libro “I vizi capitali e i nuovi vizi”, scritto dal prof.
Umberto Galimberti, da una parte traduce in musica spunti e le riflessioni proposte nel libro e
dall’altra attualizzare ancor di più sia sociologicamente che antropologicamente la figura dell’uomo
moderno, con tutte le sue contraddizioni e peculiarità. La caratteristica che contraddistingue da sempre il sound della Sossio Banda è l’utilizzo di strumenti appartenenti alla tradizione come tamburi a cornice, ciaramelle, bena, fisarmonica, chitarra e mandola, in una veste più moderna dal punto di vista armonico, melodico e ritmico.
Ampio spazio nel disco sarà dato alla sezione dei fiati (sax alto, tenore e baritono, tromba e flicorno,
trombone e clarinetto) tipici delle Bande pugliesi, conosciute e apprezzate in tutto il mondo e fiore
all’occhiello della regione; a loro sarà affidato il compito di produrre nuove melodie e armonie dal
sapore mediterraneo e balcanico e quindi inevitabilmente legate nel sound alla Puglia, storicamente e
culturalmente terra di sintesi e sviluppo delle stesse. Il collante di questo variegato organico sarà la
splendida voce di Loredana Savino, da sempre Lead Voice del gruppo.
«Alcuni brani sono in italiano che è la lingua ufficiale, lo scheletro su cui si sorregge la nostra identità
come nazione, altri in vernacolo espressione dell’anima, della bellezza e della diversità delle tante
comunità presenti in Italia».

SOSSIO BANDA
Pubblicazione album: novembre 2019
Etichetta: ITALYSONA
Progetto prodotto grazie al sostegno di Puglia Sound
BIO Formazione di sei musicisti professionisti guidata e fondata nel 2008 a Gravina in Puglia (Ba), dal
sassofonista e compositore Francesco Sossio Sacchetti. La loro musica nasce da sonorità dell’Alta Murgia
pugliese contaminate da molteplici ritmi e suggestioni, attraverso l’utilizzo di strumenti tradizionali e
contemporanei. Il repertorio comprende brani inediti e pezzi della tradizione pugliese rivisitati e riproposti con
sensibilità moderna, caratterizzati da un sound originale e innovativo.
In questi anni la Banda ha rappresentato la Puglia e l’Italia nei principali Festival di World Music nazionali e non
tra cui: Folkest, Sentieri Mediterranei, La notte della Taranta, Umbria Folk Festival, Festival Adriatico
Mediterraneo, Festival Sete Sòis Sete Luas (Spagna, Portogallo, Marocco e Francia), Alexandrina World Music
Festival (Egitto), Intercentique Festival of Lorien(Francia) e moltissimi atri ed ha ricevuto premi e riconoscimenti
molto prestigiosi, tra cui il Premio dell’ANCI (Associazione Nazionale Comuni Italiani) e il Premio per la World
Music Italiana “Andrea Parodi”.
Formazione musicale unanimemente apprezzata da critica e pubblico, la Sossio Banda è un gruppo di musica
mediterranea, antica e meticcia allo stesso tempo. Il Mediterraneo, il mare in mezzo alle terre, da sempre
separa i continenti e insieme unisce nel suo grembo le civiltà che sono nate sulle sue sponde. Nel Mediterraneo
i punti cardinali si sono incrociati e la frontiera è sempre stata la casa dei popoli rivieraschi. Ma le frontiere per
cosa sono fatte se non per essere varcate?
La Sossio Banda ritrova lo spirito di esplorazione della cultura musicale mediterranea, ereditato da questo
continuo guardare, scambiarsi, confrontarsi fra le diverse coste del mare. E celebrare la curiosità della scoperta,
sperimentando la condizione di Ulisse, che solo attraverso un lungo ritorno a casa arriverà a conoscere la
vastità del mondo: ma che non si accontenta di ritrovare la propria radice, e la porta lontano, guidato da
un’insopprimibile nostalgia per ciò che ancora non conosce.

SOSSIO BANDA “L’AVARO”

È IL PRIMO SINGOLO ESTRATTO DALL’ALBUM CHE CELEBRA 10 ANNI DI CARRIERA DELLA BAND PUGLIESE

 

L’egoismo dei sentimenti nei confronti dei più deboli e del diverso, dettato dalla
paura e dalla propaganda di alcune fazioni politiche, prende forma nel vizio
capitale de l’Avarizia, protagonista assoluto di un brano dal sapore

mediterraneo.

L’Avaro è il singolo apripista di “Ceppeccàt”, il concept album de la SOSSIO BANDA il cui tema principale è il vizio legato ai sette peccati capitali.
Il titolo emblematico, che in dialetto barese significa “Che peccato”, ha un doppio significato: “che peccato” per l’uomo, “c’è peccato” dell’uomo. Si tratta di un album molto variegato, frizzante, in cui sonorità bandistiche e balcaniche, si contrappongono ad ambientazioni malinconiche, dettate dal suono nudo e crudo di un contrabbasso e tammurriate e tarante dal ritmo sfrenato e incalzante, dialogano con delicate melodie dal gusto francese.
Ceppeccàt analizza l’uomo moderno attraverso i suoi peccati, mettendone in luce tutte le
contraddizioni che lo caratterizzano e le conseguenze talvolta disastrose, che scaturiscono
allorquando le scelte economiche, politiche e sociali della razza umana sono dettate e pilotate dai
vizi. La caratteristica che contraddistingue da sempre il sound della Sossio Banda è l’utilizzo di strumenti
appartenenti alla tradizione come tamburi a cornice, ciaramelle, bena, fisarmonica, chitarra e
mandola, in una veste più moderna dal punto di vista armonico, melodico e ritmico. Ampio spazio nel
disco sarà dato alla sezione dei fiati (sax alto, tenore e baritono, tromba e flicorno, trombone e
clarinetto) tipici delle Bande pugliesi, conosciute e apprezzate in tutto il mondo e fiore all’occhiello
della regione; a loro sarà affidato il compito di produrre nuove melodie e armonie dal sapore
mediterraneo e balcanico e quindi inevitabilmente legate nel sound alla Puglia, storicamente e culturalmente terra di sintesi e sviluppo delle stesse. Il collante di questo variegato organico sarà la
splendida voce di Loredana Savino, da sempre Lead Voice del gruppo.

Radio date: 5 novembre 2019
Pubblicazione album: novembre 2019
Etichetta: ITALYSONA
Progetto prodotto grazie al sostegno di Puglia Sound
BIO .Formazione di sei musicisti professionisti guidata e fondata nel 2008 a Gravina in Puglia (Ba), dal
sassofonista e compositore Francesco Sossio Sacchetti. La loro musica nasce da sonorità dell’Alta Murgia
pugliese contaminate da molteplici ritmi e suggestioni, attraverso l’utilizzo di strumenti tradizionali e
contemporanei. Il repertorio comprende brani inediti e pezzi della tradizione pugliese rivisitati e riproposti con
sensibilità moderna, caratterizzati da un sound originale e innovativo.
In questi anni la Banda ha rappresentato la Puglia e l’Italia nei principali Festival di World Music nazionali e non
tra cui: Folkest, Sentieri Mediterranei, La notte della Taranta, Umbria Folk Festival, Festival Adriatico
Mediterraneo, Festival Sete Sòis Sete Luas (Spagna, Portogallo, Marocco e Francia), Alexandrina World Music
Festival (Egitto), Intercentique Festival of Lorien(Francia) e moltissimi atri ed ha ricevuto premi e riconoscimenti
molto prestigiosi, tra cui il Premio dell’ANCI (Associazione Nazionale Comuni Italiani) e il Premio per la World
Music Italiana “Andrea Parodi”.
Formazione musicale unanimemente apprezzata da critica e pubblico, la Sossio Banda è un gruppo di musica
mediterranea, antica e meticcia allo stesso tempo. Il Mediterraneo, il mare in mezzo alle terre, da sempre
separa i continenti e insieme unisce nel suo grembo le civiltà che sono nate sulle sue sponde. Nel Mediterraneo
i punti cardinali si sono incrociati e la frontiera è sempre stata la casa dei popoli rivieraschi. Ma le frontiere per
cosa sono fatte se non per essere varcate?
La Sossio Banda ritrova lo spirito di esplorazione della cultura musicale mediterranea, ereditato da questo
continuo guardare, scambiarsi, confrontarsi fra le diverse coste del mare. E celebrare la curiosità della scoperta,
sperimentando la condizione di Ulisse, che solo attraverso un lungo ritorno a casa arriverà a conoscere la
vastità del mondo: ma che non si accontenta di ritrovare la propria radice, e la porta lontano, guidato da
un’insopprimibile nostalgia per ciò che ancora non conosce.
La musica murgiana, il suono di terra e aria che ha fatto crescere la Sossio Banda, diventa il passaporto per un
viaggio diverso da tutti gli altri… attorno al Mediterraneo, puntando la prua oltre alle Colonne d’Ercole.
PREMI E RICONOSCIMENTI
2015
– Vincitori Primo Premio Etnie Musicali – Festival del Saltarello
– il brano “Schieve senza padrune” selezionato da TV Sorrisi e Canzoni per la compilation Pizzica la Taranta
2014
– Targhe Tenco 2014: Candidatura dell’album Sugne nella sezione Miglior album in dialetto
– Musicultura 2014: Premio Un certain regard
– Il brano Sugne selezionato da PugliaSounds per la compilation 2014 dedicata alla world music
– Il brano “Figghie mi” selezionato da TV Sorrisi e Canzoni per la compilation Pizzica la Taranta
2012
– Vincitori Premio Umbria Folk Festival
2010
– Premio Innovazione e Ricerca al Castel Raniero Folk Festival;
– Primi classificati al Premio Andriese di Musica giovane
2009
– Primi classificati al Premio Andrea Parodiper la World Music italiana e
– Vincitori Folkontest
2008
Vincitori Premio ANCI “Memorie e Musiche comuni”
DISCOGRAFIA