FORA TEMPU, L’ALBUM DEI LAUTARI FINALISTA ALLE TARGHE TENCO

FORA TEMPU (Italysona), l’ultimo album dei LAUTARI, è tra i cinque migliori dischi d’autore in lingua dialettale dell’annata. Lo ha deciso una giuria composta da quasi 350 giornalisti musicali che, con il loro voto, hanno portato l’opera nella cinquina finalista delle prestigiose Targhe Tenco, il maggiore riconoscimento italiano riservato alla canzone d’autore.

Formazione longeva e apprezzata da pubblico e critica, molto attiva sia in Italia che all’estero, i Lautari da trentacinque anni si muovono nel solco della tradizione popolare e del suo rinnovamento con un progetto che prevede non solo la ricerca e la rielaborazione di canti siciliani, ma anche la composizione di brani inediti nel rispetto dei motivi e delle forme tradizionali.

Per anni al fianco di Carmen Consoli, il gruppo può vantare anche collaborazioni con artisti del calibro di Goran Bregovic e, in campo teatrale, Gabriele Lavia, Franco Zeffirelli, Giorgio Albertazzi e Peppe Barra.

L’ALBUM

La musica può fare a meno dell’orologio e del passaporto. Così succede che si parta dalla Sicilia, si attraversi il Brasile e i luoghi più malfamati del mondo, per arrivare infine a raccontare l’uomo: della sua ricerca della libertà, del disagio di vivere una vita scandita da tempi veloci, della decadenza dell’umanità e della necessità di tornare a quello che era, aggrappandosi alla tradizione quasi come fosse salvifica.

Tutto questo è FORA TEMPU, l’ottavo lavoro discografico di questa band catanese di culto. Un disco che arriva a nove anni di distanza dal precedente e che è stato anticipato dal singolo e dal video del brano che dà il titolo all’album.

FORA TEMPU è un invito a prendersi i propri tempi in un’era in cui tutto si misura con l’efficienza e il guadagno. “Ci piace pensare a quel che facciamo – dicono i membri del gruppo – come a un lavoro artigianale che sta scomparendo, come, per esempio, quello dei liutai di una volta (a Catania c’era una grande tradizione di liuteria) che per costruire una chitarra o un mandolino impiegavano anni, ma che alla fine potevano davvero garantire che il lavoro era fatto bene”.

E per sottolineare la natura genuina della loro opera, alla fine del booklet scrivono: “In questo disco non sono stati usati strumenti finti o di natura elettronica. Tutti gli strumenti sono stati maltrattati tanto da farli suonare a dovere”

FORA TEMPU contiene undici brani, con testi firmati per la maggior parte da Gionni Allegra e Puccio Castrogiovanni e musiche composte dall’intera band, con due eccezioni: PEDDI NOVA che vede la firma di Cesare Basile e VOLARE, brano di chiusura con il testo di Nino Bellia.

Il disco è prodotto da ItalySona (edizioni Marasco/MusicaLavica) in collaborazione con MusicaLavica. “L’album dei Lautari è un altro progetto che valorizza la musica del sud – spiega il CEO Giuseppe Marasco – ItalySona è l’etichetta discografica dedicata alla produzione, promozione e valorizzazione della musica popolare e world “made in Italy”. Un progetto che vuole dare spazio alle produzioni ‘etno’ ma con uno sguardo al futuro. Musica che nasce dalle radici ma aperta alle contaminazioni”.

I Lautari sono tutti polistrumentisti e cantanti di lunga esperienza il cui approccio alla musica è essenzialmente acustico, con un’attenzione particolare per il suono degli strumenti tradizionali: mandolino, mandola, mandoloncello, chitarra classica, chitarra acustica, contrabbasso, fisarmonica, organetto, clarinetto, piva, flauti e percussioni.

Il valore musicale e culturale del loro progetto musicale ha consentito loro di collaborare in teatro con artisti e registi di grande spessore come Pino Micol, Gabriele Lavia, Giorgio Albertazzi, Armando Pugliese, Peppe Barra, e partecipare a prestigiose rassegne come il Premio Tenco e Arezzo Wave, che hanno riconosciuto il valore del loro percorso artistico.

Nel 2004 iniziano a collaborare con la Due Parole – Narciso Records, etichetta catanese fondata da Carmen Consoli. È anche da questo incontro che scaturisce “Anima antica”, un album che riassume una parte importante del loro cammino musicale.

Nel 2005 prendono parte alla manifestazione Italia-Africa che accoglie uno straordinario spettacolo offerto da un ricchissimo cast di artisti nazionali e internazionali, nel corso di una giornata-evento che riempie Piazza del Popolo a Roma di uomini e donne di ogni etnia ed età.

Nello stesso anno il gruppo partecipa ad altre manifestazioni, come la 10a edizione della Rassegna Astimusica, insieme ad Alfio Antico, il Mantova Musica Festival e il Festival Musicultura presso l’Ambasciata Italiana in Francia (Chambery).

Musica, folclore e tradizione si ritrovano nello scenario del Kals Art di Palermo, in cui i Lautari si esibiscono, e in Turchia, ad Ankara, in una suggestiva contaminazione di culture ed etnie diverse.

Nel 2006 partecipano alla realizzazione dell’album di Carmen Consoli “Eva contro Eva”, aggiungendo ai suoni dell’album le peculiarità sonore, stilistiche e strumentistiche del gruppo, aperto alle influenze del panorama mediterraneo.

In concomitanza con l’uscita dell’album, nel maggio 2006, partecipano al tour promozionale del disco della cantautrice, “Dal Simeto al Tamigi”, suonando insieme alla band della cantante e affascinando pubblico e critica per l’originalità e la qualità delle esibizioni.

Il 15 luglio 2006 partecipano con successo al Womad (World Of Music Art and Dance), il festival mondiale itinerante fondato da Peter Gabriel. Il concerto si svolge nell’incantevole Teatro Greco di Taormina e l’evento consacra il valore artistico e musicale del gruppo nell’ambito della world music oltre che della musica popolare siciliana. Il mese di luglio si chiude per loro con una prestigiosa collaborazione al nuovo album di Goran Bregovic, Karmen (With a happy end), che contiene il brano Focu di raggia, scritto dai Lautari.

Nel corso della stagione estiva i Lautari prendono parte ad alcune importanti rassegne musicali italiane ed estere, come il Giffoni Music Concept e il Festival Sete Sóis Sete Luas, e sono impegnati in una serie di date in Spagna, Israele e Portogallo.

Il 7 settembre, in concomitanza con l’uscita dell’album “Arrè”, parte da Catania il tour promozionale, che prevede un ricco calendario di eventi. Nel mese di ottobre la band prende parte all’Auditorium di Roma ad un evento che s’inserisce nel più ampio progetto “La musica antica del nuovo millennio”, la cui direzione artistica, affidata a Carmen Consoli, si propone di riunire in uno spettacolo a più voci le diverse esperienze della tradizione siciliana.

Il 2008 si presenta subito denso di appuntamenti musicali che vedono il gruppo coinvolto nelle attività della rassegna Etnafest, nella sezione “Etna-Music World”, sotto la direzione artistica di Carmen Consoli. I Lautari, per l’occasione, si esibiscono insieme all’Etna Orchestra che accompagna il 18 marzo lo spettacolo “Sotto lo stesso cielo”, durante il quale tradizioni musicali dialettali differenti si incontrano nella stessa cornice.

Il 2009 si apre con la partecipazione al 10° Festival della nuova canzone siciliana di Antenna Sicilia con il brano “C’era cu c’era”. In primavera il gruppo musicale porta sulle scene teatrali il nuovo spettacolo “U tempu di ‘na manciata”.

Nel 2012 ritornano con un nuovo album di undici tracce, “C’era cu c’era”, candidato alle Targhe Tenco.

Il 2015 li vede impegnati in un tour che tocca varie città italiane.

Nel 2016 collaborano con la Compagnia Zappalà Danza, alla realizzazione dello spettacolo “I am beautiful”, componendo ed eseguendo la musica dal vivo.

Nel 2017 realizzano, insieme ai Fratelli Napoli lo spettacolo di pupi “Tutta un’altra storia – Metamorfosi di Angelo D’Arrigo”, che ha debuttato al Teatro Sangiorgi di Catania.

Nell’estate 2017 sono tra i protagonisti del progetto “TRI” con Alfio Antico e Rita Botto, che arriva all’Umbria folk festival di Orvieto; da menzionare poi la partecipazione al “Taranta Sicily Fest” di Scicli, al Folk Fest di Frazzanò e il concerto svolto al Monastero dei Benedettini per i trent’anni di attività, in occasione del quale i Lautari hanno rimasterizzato e stampato su Cd la loro prima produzione musicale uscita in cassetta nel 1990, “Acqua e sali”. Sempre nel 2017 sono invitati dall’Istituto Italiano di cultura di Osaka, in Giappone, dove tengono un concerto presso il Knowledge Theater.

Nel 2018 tornano a viaggiare portando lo spettacolo “I am beautiful” in Argentina, al Teatro Coliseo di Buenos Aires, nell’ambito del “10 Festival di Danza contemporanea”.

Il 4 giugno esce il nuovo disco piano solo del musicista jazz napoletano, dal titolo “AJAYÕ – VULESS’ ‘O ‘CIELO”:

“composizioni originali e brani della tradizione napoletana come “Torna Maggio”, della tradizione messicanacome “Llorona” e della tradizione brasiliana e jazzistica (“O Bebado E A Equilibrista”). A giugno parte tournèe di sei date in Messico.

Il 4 giugno esce “AJAYÕ – VULESS’ ‘O ‘CIELO” (etichetta discografica Italysona, disponibile su tutti gli store digitali
e in fisico su Amazon e su discotecalaziale.com), il nuovo disco piano solo del musicista napoletano Vincenzo
Danise (produzione esecutiva di Giuseppe Marasco): una proposta musicale antologica, un progetto –
accompagnato dal video della live session di “Llorona” (GUARDA QUI) – che racchiude composizioni originali
insieme a composizioni della tradizione napoletana, messicana, brasiliana, un vero e proprio “viaggio” interattivo
tra musica e magia che coinvolge sia emotivamente che letteralmente il pubblico. Ajayô, in napoletano “Vuless ‘o
‘Cielo”, è un'espressione afrobrasiliana che significa “un soffio di saluto a Oxalá” ed è spesso pronunciato in un
senso simile all'espressione "se Dio vuole" o "speriamo" (GUARDA PRESENTAZIONE)
A giugno parte tournèe di sei date in Messico in cui, oltre a presentare il disco Ajayõ Vuless 'O Cielo,
sonorizzerà con le proprie composizioni e le sue improvvisazioni il film muto "L'Inferno" di Dante del 1911 per il
'700 della morte del sommo poeta. Ecco le date: quattro live al CENART di Città del Messico (17,18, 26 e 27
giugno), il 21 giugno al Teatro Angela Peralta di S-Miguel de Allende e 23 giugno al Parque Guanajuato
Bicentenario di Guanajuato.
Attraverso le sue note, Vincenzo Danise propone composizioni originali, che sono state elaborate durante il
lungo lockdown, e brani della tradizione napoletana come “Torna Maggio”, messicana come “Llorona” e
brasiliana e jazzistica come “O Bebado E A Equilibrista”: “il concetto che ho voluto rappresentare è quello della
speranza. Speranza che nei progetti del cielo (inteso in ampia rappresentazione: divinità, destino, universo, ecc.) ci
sia l'annullamento delle distanze, di qualunque tipo, non solo quelle dovute a profilassi mediche, come il
distanziamento causato dalla pandemia: distanze culturali, distanze sociali ed economiche, distanze religiose. E
quindi, Ajayò – Vuless' o cielo' potremmo tornare ad abbracciarci, uomo e uomo, donna e donna, religioni diverse,
culture diverse, divinità diverse, vestiti diversi, ovviamente in questo momento particolare in cui la distanza sociale
è imposta dalla necessità di evitare contagi, il significato diventa più forte”.
Dopo il brano di apertura, Ajayõ, arriva Tango Mediterraneo, brano dedicato alla città dell’artista, Napoli, e al
Mediterraneo: una melodia romantica che avvolge il cuore, l’intelletto, il corpo e il sesso: “Napoli è la capitale
della cultura, dell’arte, della musica da secoli. L’ho composta inspirandomi a grandi personalità che hanno
rappresentato la mia città nel mondo sia con la musica, sia con la poesia e la filosofia e sia con il calcio: Pino
Daniele, Luciano De Crescenzo, solo per citarni alcuni in quanto Napoli da secoli è fucina di tanti artisti napoletani,
e Diego Armando Maradona… a loro tutta la mia gratitudine”. Llorona è il terzo brano, una canzona folk
messicana, La “Donna piangente”: è una leggenda messicana, anche se è diffusa, con sfumature diverse, in altri
paesi latinoamericani (Costa Rica, El Salvador, Cile, Venezuela), ma è anche molto di più: è un mito che ha radici
antichissime – nasce nel primo periodo coloniale intorno al 1520 – tanto da entrare profondamente nell’immaginario collettivo di tutto un popolo, fino a diventare parte integrante della sua cultura. Anima Lunae (a
Federico) è dedicata al caro amico di Danise, a cui l’artista riserva una profonda gratitudine. Stella Diana si ispira
ad una storia vera: Diana è una bambina africana, nata letteralmente in mezzo al mare mentre la mamma
attraversava il Mar Mediterraneo per arrivare in Italia, cercando una vita migliore: “ha avuto la fortuna, negli
anni, di incontrare mia nonna, donna di umili origini, che si è presa cura di lei ed è riuscita a coinvolgere un intero
quartiere ad aiutarla.” Note che parlano d'amore (preludio a ballad for emy) e poi Ballad For Emy, composizione
dedicata all’ultimo cane di Danise, ma in generale a tutti gli animali del mondo, molto spesso maltrattati e
abbandonati da ignobili esseri umani. È una ninna nanna dedicata a loro, che donano amore incondizionato.
Waltz For Queen è stata scritta per la Regina Elisabetta ma in realtà è dedicata a tutte le donne del mondo, ogni
donna che occupa il nostro pianeta, il nostro Universo è una Regina che merita il rispetto che per troppi anni è
stato sottratto insieme ai diritti. Torna maggio è un brano storico della tradizione napoletana, scritta da Vincenzo
Russo e Eduardo di Capua. O Bêbado E A Equilibrista è un brano di Joao Bosco: Brasile, gli ultimi anni di una
dittatura militare, quella iniziata nel 1964 con un golpe appoggiato dagli USA e la destituzione di João Goulart, il
presidente legittimo che aveva imbastito la riforma agraria e progettato la nazionalizzazione delle compagnie
petrolifere. Ninnanannaninnanoè, ninna nanna tutta in napoletana scritta da Pino Daniele: “la Nennella a cui è
cantata ("Duorme Nennella mia…") è sicuramente Cristina, prima figlia di Pino (avuta dal matrimonio con
Dorina Giangrande, sua corista nel disco d'esordio "Terra Mia”). Il mammone ("si vene 'o mammone… chiudimmo
'a porta") in dialetto è l'uomo cattivo che viene usato per spaventare i bambini vivaci.”
Danise ha dedicato tutta la sua vita alla musica, grazie al pianoforte scoperto già a 6 anni. Nato a Napoli a pochi
passi dalla stazione Centrale, nel difficile rione Case Nuove, ha subito capito che la musica avrebbe potuto
salvarlo dal “sistema”. È l’incontro con Roberto De Simone, il grande compositore e fondatore della Nuova
Compagnia di Canto Popolare, a cambiargli la vita: “capisce che ho talento e mi indirizza verso una Maestra che
segnerà per sempre la mia vita, M° Miriam Longo. Da quel momento non ho lasciato più la musica, mi diplomo al
Conservatorio di Napoli San Pietro a Majella e intanto suono in giro per l’Europa e il Sud America con alcuni dei
jazzisti più importanti: Marco Zurzolo, Renaud Garcia-Fons, Massimo Manzi, Massimo Moriconi, solo per citarne
alcuni.”
Il musicista napoletano, consapevole della forza della musica, dà il via nel 2014 a “Danise on the road – Questa è
la Napoli che vogliAMO!!!”, progetto che ha riscontrato un enorme successo e che gli è valso il soprannome di
“scugnizzo del jazz”: “ho portato letteralmente il pianoforte nelle piazze, nei vicoli, nei borghi più disagiati di
Napoli e ho suonato il jazz tra la gente comune.”
Danise ad oggi è Docente AFAM-Conservatorio di Musica. All’età di nove anni intraprende gli studi musicali di
pianoforte classico, affidandosi all’insegnamento di Miriam Longo, figlia dell’insigne Alessandro, scoperto dal M°
Roberto De Simone, ed è ammesso al Conservatorio “San Pietro a Majella” di Napoli. Parallelamente ad una
solida formazione classica di base, derivante dagli studi in Conservatorio, incomincia a studiare jazz con il padre
chitarrista. Nel 2005 vince una borsa di studio partecipando al Concorso jazz per Piano solo indetto dalla
Yamaha. Al 2006 risale la sua affermazione al Concorso Chicco Bettinardi, nuovi talenti del jazz italiano, nel
quale, oltre ad aggiudicarsi il primo premio da parte della giuria, conquista anche il premio del pubblico. Nel 2007
vince una borsa di studio per partecipare i Seminari Senesi di Jazz. Nel 2009 vince il concorso Waltex Jazz
Competition per nuovi compositori italiani. Amplia i suoi interessi musicali prendendo parte ad importanti
seminari come: In.J.Am studiando con Danilo Perez, John Taylor, Eddie Gomez, Rufus Reid, Don Freedmann
Aaron Goldberg, Danilo Perez, Palle Danielsson, Stefano Zenni. Suona con: Massimo Manzi, Ares Tavolazzi,
Renaud Garcia-Fons, Massimo Moriconi, Ivo Parlati, Aldo Vigorito, Sergio di Natale, Carlo Lomanto, Salvatore
Tranchini, Pietro Condorelli, Antonio Onorato, Alberto D’Anna, Marco Zurzolo. Il primo lavoro discografico risale
al 2009: Danise Immaginando un Trio vol.1 Egea/Radar. Nel 2010 si esibisce al Teatro Quirino (Roma), Shaw
Theatre (Londra), Zion Arts, (Manchester), Centre Sesc Vila Mariana (San Paulo Brazil), Coliseo (Buenos Aires),
Solis (montevideo). Intraprende una toruneè mondiale con la commedia di Gaber: “Il caso di Alessandro e
Maria” con la regia di Luca Barbareschi, con Luca Barbareschi e Chiara Noschese, con le musiche di Marco
Zurzolo. Nel 2013 compone le musiche per il film di Sandro Dionisio: Un consiglio a Dio (guarda qui). I suoi
orizzonti musicali spaziano anche nella scena pop, interessanti a proposito le collaborazioni del 2003: Mike
Francis, Ana Flora e Cristal W. (corista di Zucchero). Nel 2016, in Brasile, suona in diverse città e nel 2017 torna in
tournée per presentare il nuovo disco “Saravà”, uscito il 10 febbraio per l’etichetta Full Heads, donando i
proventi dei concerti all’ “Orquestra de Acaô" per dare un sostegno alle famiglie brasiliane che non riuscivano a
sostenere lo studio della musica ai propri figli. Il suo linguaggio musicale diventa internazionale, per questo è
invitato oltre che in Brasile anche in Messico per un ciclo di tre Master Class per conto dell'Accademia Florencia in
cui ha parlato del jazz e della tradizione musicale napoletana e in Argentina.Danise: https://www.facebook.com/danisevincenzo/ – Sito ufficiale: www.danise.it
Italysona: www.italysona.com – Facebook.com/italysona info@italysona.com

LA STORYTELLER CALABRESE JENNIPHER SI PRESENTA TRA MUSICA E RACCONTO

Dalla parola scritta a quella cantata, tra musica e racconto, per dare libero sfogo ai propri sentimenti e guardare in faccia la realtà. Così la storyteller calabrese, originaria di Trebisacce (Cs), Jennifer Iacovino, in arte Jennipher, presenta il suo originale percorso artistico a cui è approdata dopo aver coltivato per anni la passione per la scrittura.

 

E’ passato tanto tempo dalle prime esperienze, fin dal 2002, con la partecipazione a Telethon su Raiuno, a cui seguirono altre apparizioni su “Casa Raiuno”, “Uno mattina estate” e “New star notte”. sempre sulle reti nazionali.  Di recente Jennipher si è ritagliata il suo spazio come speaker radiofonica in Calabria, senza mai mettere da parte lo studio tra la formazione in cantoterapia e un master in vocalità artistica e logopedia. Fino a debuttare oggi come scrittrice e cantautrice attraverso un proprio spazio sul web: la prima canzone “Il tempo di un click” (disponibile sui principali store online) – con gli arrangiamenti curati da Giuseppe Leonetti – nasce, per l’appunto, dal racconto “schiavi del tempo” ed è il primo di una serie di lavori in cui la musica abbraccia le storie scritte e viceversa.
“Ho voluto raccontare, in modo quasi ironico, il continuo voler controllare il tempo che passa, ricalcando un prototipo di vita che non ci appartiene. Ci preoccupiamo di quello che ci dicono gli altri e ci facciamo confondere. Dirci sempre che per ogni cosa c’è un’età, c’è un traguardo a cui arrivare, porta con sé anche l’ansia di non riuscirci”, spiega l’artista calabrese. “Questa canzone nasce dal mio essere stanca nel sentirmi continuamente dire: è tardi. Ma chi lo decide che è tardi? Ci concentriamo sulle considerazioni altrui e sul tempo che passa, ma “l’orologio ci inganna”, corriamo, corriamo e poi? Ci preoccupiamo di correre tutti alla stessa velocità, non considerando “i nostri tempi”, finendo, così, davvero di fare tardi. Più ci adattiamo, più qualcun altro deciderà per noi, togliendoci il gusto di vivere secondo il nostro “click”.
Sul portale www.jennipher.it saranno, quindi, pubblicati canzoni e racconti che viaggiano su un comune binario all’interno del quale “il canto è il filo conduttore di ogni cosa e il palco sicuramente il porto sicuro sul quale affrontare tutte le paure”.

IL 20 MAGGIO 2021 ESCE UN NUOVO PROGETTO TARGATO MASCARIMIRI: MUSIC FOR DANCING

Il 20 maggio 2021 esce un nuovo progetto targato Mascarimirì:
Elettro Mascarimirì – Music For Dancing,
dove la musica Salentina cambia il suo cammino.
Da musica per feste tradizionali si sposta in club ed eventi molto più innovativi, usando il Sound Systemcome linguaggio per ballare, all’insegna della circolarità che lega “lu Tamburreddhu Salentino” (tamburo a cornice Salentino), il Vinile e oggi il digitale.

Il progetto nato durante la pandemia 2020 dalla nostalgia di far ballare:
Claudio “Cavallo“ Giagnotti decise di creare la propria musica per suonare durante i suoi live &  dj set e feste da lui organizzate, per sprigionare lo spirito libero del ballo – creando cosi semplicemente MUSIC FOR DANCING – un album intero di brani capaci di far ballare su tutte le longitudini.

ELETTRO MASCARIMIRI è un frutto di una ricerca sonora di Claudio “Cavallo“ Giagnotti basata su dei ritmi mediterranei sapientemente uniti ai suoni moderni per creare un album dal respiro internazionale, con la capacità di far ballare il pubblico in ogni angolo del mondo.

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On May 20, 2021 a new Mascarimirì project comes out:
Elettro Mascarimirì – Music For Dancing,
where Salento music changes its path.
From music for traditional parties it moves to much more innovative clubs and events, using the Sound System as a language for dancing, in the spirit of the circularity that binds “lu Tamburreddhu Salentino” (Salentino frame drum), Vinyl and the CD of nowdays.

The project born during the 2020 pandemic from the nostalgy of making people dance:
Claudio “Cavallo” Giagnotti decided to create his own music to play during his
DJ & live sets and parties organized by him, to release the free spirit of dance – this simply creating MUSIC FOR DANCING – an entire album of songs capable of making people dance on all longitudes.

ELETTRO MASCARIMIRI is the result of a sound researchby Claudio “Cavallo” Giagnotti based on Mediterraneanrhythms wisely combined with modern sounds to create an album with an international flavor, with the ability to make the public dance in every corner of the world.

IL GIOVANE POLISTRUMENTISTA GABRIELE MACRI’ RENDE OMAGGIO A BRANDUARDI IN CHIAVE POPOLARE

Le note di un vecchio classico di Angelo Branduardi, con la lira al posto del violino, rivisitate all’insegna della tradizione musicale popolare calabrese. E’ l’originale scommessa a cui Gabriele Macrì, giovane polistrumentista originario di San Vito sullo Jonio (Cz), ha dato vita con il brano “Il violinista di Dooney – quando suona la mia lira” prodotto dall’etichetta CalabriaSona e che ha incassato anche il placet del celebre cantautore che aveva reso omaggio nel 1986 al poeta irlandese Yeats e alla musica celtica.

Il brano è in uscita oggi su tutte le piattaforme digitali a cui seguirà il videoclip che sarà diffuso in anteprima l’8 aprile su Calabria Sona Tv e il 9 aprile sul canale YouTube dello stesso circuito.Macrì, sin da bambino, ha calcato i palchi più importanti e, grazie alla sua passione, riesce a suonare qualsiasi strumento tradizionale. Oggi, a 22 anni, arriva l’esordio da solista dopo aver completato gli studi classici in accademia approfondito la tecnica della lira. E’ cresciuto suonando con grandi del calibro di Mimmo Cavallaro e Ciccio Nucera, è stato al fianco anche di Nour Eddine Fatty, noto musicista del Marocco e, dopo qualche anno trascorso a Milano, ha fatto ritorno in Calabria fronteggiando la chiusura forzata del covid con la creatività musicale. “Insieme a Pietro Procopio, al basso e chitarra, e a Maddalena Grosso, voce e chitarra battente – racconta – abbiamo registrato il brano in un giorno.

 

L’idea è stata quella di riarrangiare il brano di Branduardi con gli strumenti tradizionali calabresi e traducendo il testo in dialetto rispettandone il significato originale. E’ una ballata che ben si coniuga con la musica etnica popolare e del Mediterraneo, lo stesso Branduardi ci ha ringraziato, ci ha fatto i complimenti e ci ha detto che condividerà volentieri la canzone sui suoi canali social”. Questo è il primo tassello di un progetto più ampio ideato insieme a CalabriaSona e al suo CEO, Giuseppe Marasco: “C’è la volontà di lavorare su un più ampio repertorio omaggiando il cantautorato italiano – conclude Macrì – da rileggere in chiave etnica e popolare con le nostre peculiarità e sonorità inconfondibili. Anche se non possiamo ancora suonare dal vivo, non vogliamo stare fermi e le difficoltà del momento non devono essere un pretesto per fermare la passione”.

Nuovo importante riconoscimento per le etichette Calabriasona e Italysona nel campo della musica tradizionale italiana

Continuano i riconoscimenti e le ottime recensioni per il lavoro svolto dalle etichette Calabria Sona e Italy Sona in tutta Italia. Realtà dal motore calabrese, ma con uno sguardo proiettato alla musica dell’intero Sud: dopo la vittoria del premio “Mare aperto” per la world music d’autore, ottenuto dal gruppo pugliese “Sossio Banda”, prodotto da Italy Sona, arriva una nuova nomination per il disco di Francesco Loccisano e Marcello De Carolis, dal titolo “Venti”, uscito il 20 dicembre scorso.

Il lavoro discografico è stato segnalato tra i 20 album del 2020 che meglio rispecchiano le linee guida del Premio Nazionale città di Loano per la Musica Tradizionale Italiana secondo la direzione artistica e che, quindi, parteciperà all’assegnazione del prestigioso riconoscimento come migliore produzione discografica decretato da una giuria di oltre 60 giornalisti musicali italiani.

Un nuovo traguardo per le etichette calabresi che, già lo scorso anno, avevano presenziato con ben tre produzioni tra i 20 album segnalati dal premio: due tutte calabresi – Paolo Sofia con l’album “L’albero di more” e Francesca Prestia e Otello Profazio con l’album “Anch’io Francesca Prestia canto Otello Profazio” – e una produzione italiana con la Sossio Banda e “Ceppeccat”. Una continuità che conferma il buon lavoro che tutto il team di Calabria Sona sta portando avanti, puntando sulla qualità e su progetti di grande respiro nella nuova folk-music d’autore calabrese e non solo.

La notizia arriva all’indomani dell’uscita del nuovo singolo e video clip estratto da “Venti”, dal titolo “La tarantella di Zio Nicola”. Un brano che unisce e racconta il Sud – Calabria, Basilicata e Campania – attraverso i suoni delle chitarre battenti del calabrese Francesco Loccisano (che ha rivisitato il brano con Eugenio Bennato) e del lucano Marcello De Carolis. Una nuova perla dopo il grande successo di “Danza Ionia”, che ha suscitato interesse e ammirazione anche da parte del mitico Red Ronnie che presto ospiterà il duo dal vivo nel suo appuntamento televisivo settimanale.

Il Premio Nazionale Città di Loano per la Musica Tradizionale Italiana è uno dei più importanti riconoscimenti in Italia per la musica folk. Nasce nel 2005 con l’intento di promuovere e valorizzare la produzione contemporanea di musica tradizionale di radice nazionale. Il premio pone l’attenzione sulle proposte musicali che intrecciano la ricerca, il recupero e la valorizzazione della cultura musicale più antica e “tradizionale” con la nuova interpretazione della “musica popolare” – quella cioè che si è evoluta nell’incontro con altre culture, con nuove sensibilità, con nuovi strumenti e tecnologie. Il premio viene realizzato dalla Compagnia dei Curiosi con la collaborazione e il sostegno dell’Assessorato al Turismo, Cultura e Sport del Comune di Loano e con la direzione artistica di John Vignola. Il Premio Loano è diretto dal 2018 dal musicologo e giornalista Jacopo Tomatis.