FORA TEMPU, L’ALBUM DEI LAUTARI FINALISTA ALLE TARGHE TENCO

FORA TEMPU (Italysona), l’ultimo album dei LAUTARI, è tra i cinque migliori dischi d’autore in lingua dialettale dell’annata. Lo ha deciso una giuria composta da quasi 350 giornalisti musicali che, con il loro voto, hanno portato l’opera nella cinquina finalista delle prestigiose Targhe Tenco, il maggiore riconoscimento italiano riservato alla canzone d’autore.

Formazione longeva e apprezzata da pubblico e critica, molto attiva sia in Italia che all’estero, i Lautari da trentacinque anni si muovono nel solco della tradizione popolare e del suo rinnovamento con un progetto che prevede non solo la ricerca e la rielaborazione di canti siciliani, ma anche la composizione di brani inediti nel rispetto dei motivi e delle forme tradizionali.

Per anni al fianco di Carmen Consoli, il gruppo può vantare anche collaborazioni con artisti del calibro di Goran Bregovic e, in campo teatrale, Gabriele Lavia, Franco Zeffirelli, Giorgio Albertazzi e Peppe Barra.

L’ALBUM

La musica può fare a meno dell’orologio e del passaporto. Così succede che si parta dalla Sicilia, si attraversi il Brasile e i luoghi più malfamati del mondo, per arrivare infine a raccontare l’uomo: della sua ricerca della libertà, del disagio di vivere una vita scandita da tempi veloci, della decadenza dell’umanità e della necessità di tornare a quello che era, aggrappandosi alla tradizione quasi come fosse salvifica.

Tutto questo è FORA TEMPU, l’ottavo lavoro discografico di questa band catanese di culto. Un disco che arriva a nove anni di distanza dal precedente e che è stato anticipato dal singolo e dal video del brano che dà il titolo all’album.

FORA TEMPU è un invito a prendersi i propri tempi in un’era in cui tutto si misura con l’efficienza e il guadagno. “Ci piace pensare a quel che facciamo – dicono i membri del gruppo – come a un lavoro artigianale che sta scomparendo, come, per esempio, quello dei liutai di una volta (a Catania c’era una grande tradizione di liuteria) che per costruire una chitarra o un mandolino impiegavano anni, ma che alla fine potevano davvero garantire che il lavoro era fatto bene”.

E per sottolineare la natura genuina della loro opera, alla fine del booklet scrivono: “In questo disco non sono stati usati strumenti finti o di natura elettronica. Tutti gli strumenti sono stati maltrattati tanto da farli suonare a dovere”

FORA TEMPU contiene undici brani, con testi firmati per la maggior parte da Gionni Allegra e Puccio Castrogiovanni e musiche composte dall’intera band, con due eccezioni: PEDDI NOVA che vede la firma di Cesare Basile e VOLARE, brano di chiusura con il testo di Nino Bellia.

Il disco è prodotto da ItalySona (edizioni Marasco/MusicaLavica) in collaborazione con MusicaLavica. “L’album dei Lautari è un altro progetto che valorizza la musica del sud – spiega il CEO Giuseppe Marasco – ItalySona è l’etichetta discografica dedicata alla produzione, promozione e valorizzazione della musica popolare e world “made in Italy”. Un progetto che vuole dare spazio alle produzioni ‘etno’ ma con uno sguardo al futuro. Musica che nasce dalle radici ma aperta alle contaminazioni”.

I Lautari sono tutti polistrumentisti e cantanti di lunga esperienza il cui approccio alla musica è essenzialmente acustico, con un’attenzione particolare per il suono degli strumenti tradizionali: mandolino, mandola, mandoloncello, chitarra classica, chitarra acustica, contrabbasso, fisarmonica, organetto, clarinetto, piva, flauti e percussioni.

Il valore musicale e culturale del loro progetto musicale ha consentito loro di collaborare in teatro con artisti e registi di grande spessore come Pino Micol, Gabriele Lavia, Giorgio Albertazzi, Armando Pugliese, Peppe Barra, e partecipare a prestigiose rassegne come il Premio Tenco e Arezzo Wave, che hanno riconosciuto il valore del loro percorso artistico.

Nel 2004 iniziano a collaborare con la Due Parole – Narciso Records, etichetta catanese fondata da Carmen Consoli. È anche da questo incontro che scaturisce “Anima antica”, un album che riassume una parte importante del loro cammino musicale.

Nel 2005 prendono parte alla manifestazione Italia-Africa che accoglie uno straordinario spettacolo offerto da un ricchissimo cast di artisti nazionali e internazionali, nel corso di una giornata-evento che riempie Piazza del Popolo a Roma di uomini e donne di ogni etnia ed età.

Nello stesso anno il gruppo partecipa ad altre manifestazioni, come la 10a edizione della Rassegna Astimusica, insieme ad Alfio Antico, il Mantova Musica Festival e il Festival Musicultura presso l’Ambasciata Italiana in Francia (Chambery).

Musica, folclore e tradizione si ritrovano nello scenario del Kals Art di Palermo, in cui i Lautari si esibiscono, e in Turchia, ad Ankara, in una suggestiva contaminazione di culture ed etnie diverse.

Nel 2006 partecipano alla realizzazione dell’album di Carmen Consoli “Eva contro Eva”, aggiungendo ai suoni dell’album le peculiarità sonore, stilistiche e strumentistiche del gruppo, aperto alle influenze del panorama mediterraneo.

In concomitanza con l’uscita dell’album, nel maggio 2006, partecipano al tour promozionale del disco della cantautrice, “Dal Simeto al Tamigi”, suonando insieme alla band della cantante e affascinando pubblico e critica per l’originalità e la qualità delle esibizioni.

Il 15 luglio 2006 partecipano con successo al Womad (World Of Music Art and Dance), il festival mondiale itinerante fondato da Peter Gabriel. Il concerto si svolge nell’incantevole Teatro Greco di Taormina e l’evento consacra il valore artistico e musicale del gruppo nell’ambito della world music oltre che della musica popolare siciliana. Il mese di luglio si chiude per loro con una prestigiosa collaborazione al nuovo album di Goran Bregovic, Karmen (With a happy end), che contiene il brano Focu di raggia, scritto dai Lautari.

Nel corso della stagione estiva i Lautari prendono parte ad alcune importanti rassegne musicali italiane ed estere, come il Giffoni Music Concept e il Festival Sete Sóis Sete Luas, e sono impegnati in una serie di date in Spagna, Israele e Portogallo.

Il 7 settembre, in concomitanza con l’uscita dell’album “Arrè”, parte da Catania il tour promozionale, che prevede un ricco calendario di eventi. Nel mese di ottobre la band prende parte all’Auditorium di Roma ad un evento che s’inserisce nel più ampio progetto “La musica antica del nuovo millennio”, la cui direzione artistica, affidata a Carmen Consoli, si propone di riunire in uno spettacolo a più voci le diverse esperienze della tradizione siciliana.

Il 2008 si presenta subito denso di appuntamenti musicali che vedono il gruppo coinvolto nelle attività della rassegna Etnafest, nella sezione “Etna-Music World”, sotto la direzione artistica di Carmen Consoli. I Lautari, per l’occasione, si esibiscono insieme all’Etna Orchestra che accompagna il 18 marzo lo spettacolo “Sotto lo stesso cielo”, durante il quale tradizioni musicali dialettali differenti si incontrano nella stessa cornice.

Il 2009 si apre con la partecipazione al 10° Festival della nuova canzone siciliana di Antenna Sicilia con il brano “C’era cu c’era”. In primavera il gruppo musicale porta sulle scene teatrali il nuovo spettacolo “U tempu di ‘na manciata”.

Nel 2012 ritornano con un nuovo album di undici tracce, “C’era cu c’era”, candidato alle Targhe Tenco.

Il 2015 li vede impegnati in un tour che tocca varie città italiane.

Nel 2016 collaborano con la Compagnia Zappalà Danza, alla realizzazione dello spettacolo “I am beautiful”, componendo ed eseguendo la musica dal vivo.

Nel 2017 realizzano, insieme ai Fratelli Napoli lo spettacolo di pupi “Tutta un’altra storia – Metamorfosi di Angelo D’Arrigo”, che ha debuttato al Teatro Sangiorgi di Catania.

Nell’estate 2017 sono tra i protagonisti del progetto “TRI” con Alfio Antico e Rita Botto, che arriva all’Umbria folk festival di Orvieto; da menzionare poi la partecipazione al “Taranta Sicily Fest” di Scicli, al Folk Fest di Frazzanò e il concerto svolto al Monastero dei Benedettini per i trent’anni di attività, in occasione del quale i Lautari hanno rimasterizzato e stampato su Cd la loro prima produzione musicale uscita in cassetta nel 1990, “Acqua e sali”. Sempre nel 2017 sono invitati dall’Istituto Italiano di cultura di Osaka, in Giappone, dove tengono un concerto presso il Knowledge Theater.

Nel 2018 tornano a viaggiare portando lo spettacolo “I am beautiful” in Argentina, al Teatro Coliseo di Buenos Aires, nell’ambito del “10 Festival di Danza contemporanea”.

Oggi esce il primo lavoro discografico dal titolo“Calabria Orchestra Live”

 

7 brani intrisi di tradizione (quattro propri di quella calabrese, uno di quella siciliana e due omaggi a grandi del panorama italiano, Fabrizio De Andrè e Rino Gaetano) e improvvisazione tra sonorità africane e arabe, jazz, rock, tarantelle, canti ad aria, canti di lavoro, canti d’amore.
Un ensemble che esalta la cultura e la musica del sud.

“Calabria Orchestra Live” (Italysona – Calabria Sona) è il titolo del primo lavoro discografico della
Calabria Orchestra, in uscita oggi su tutti gli store digitali .Inoltre è disponibile in una edizione speciale e limitata di 300 copie in vinile su https://www.italysona.com

Un disco che riassume tre anni di intensa storia musicale, che contiene i brani che più ne hanno caratterizzato il
percorso artistico. Nata nel 2017 e concretizzata nel 2018, lo spirito e l’idea fondante dell’ensemble è mettersi a servizio del territorio del sud esaltandone la cultura, un collettivo che
lavora per la musica "made in Calabria" cercando di unire, coinvolgere e divulgare non solo la
cultura del meridione ma gli artisti e le loro idee. Delle sette tracce incise, infatti, quattro sono
proprie della tradizione calabrese, una di quella siciliana e due sono omaggi a grandi del panorama
italiano, Fabrizio De Andrè e Rino Gaetano. Molti dei brani sono introdotti da preludi originali di
Checco Pallone.

Nel disco, la cui uscita è stata posticipata di un anno a causa della pandemia e doveva essere presentato a maggio 2020 in un grande concerto all’Auditorium Parco della musica di Roma
(evento rinviato a fine 2021), si è deciso di dare spazio a due aspetti fondamentali: tradizione ed improvvisazione. Sono queste le direttrici di questo primo lavoro. Le tradizioni sono espresse in
ogni brano presente sui solchi del vinile. Ogni esecuzione rimanda a sapori ancestrali e sonorità della tradizione. L’improvvisazione, presente in maniera imponente all’interno delle tracce, è da
sempre parte fondamentale delle tradizioni, non solo calabrese, ma anche di quei mondi ospitati
all’interno del lavoro discografico, sonorità africane e arabe, jazz, rock, tarantelle, canti ad aria,
canti di lavoro, canti d’amore. Queste due direttrici confluiscono nell’idea principale che ha mosso
tutto il lavoro della Calabria Orchestra, cioè l’integrazione di musicisti e linguaggi musicali diversi.
Diretta dal M° Checco Pallone, la Calabria Orchestra, nata dalla collaborazione tra il Conservatorio
di Cosenza, il festival Radicamenti e Calabria Sona, è formata da 19 elementi fissi tutti selezionati
tra le migliori realtà musicali della nostra regione tra professionisti, suonatori identitari e folk,
giovani musicisti e ballerini, e strumenti jazz amalgamati a quelli della tradizione popolare, ritmi
mediterranei fusi con la tarantella, voci calde e appassionate affiancate a chitarre di ogni genere.
Ritmi travolgenti, suoni mediterranei e passione della musica calabrese. Ecco i musicisti che compongono la Calabria Orchestra, diretta dal M° Checco Pallone: Federica Greco (voce, bombo e
tamburello), Moussa Ndao (voce, djambe, taman e ngoni), Fabio Nicoletti (voce), Bruno Tassone
(voce), Angelo Pisani (fiati etnici), Alberto La Neve (sax), Piero Gallina (violino e lira calabrese),
Emanuele Filella (violino e lira calabrese), Paolo Presta (fisarmonica), Antonio Grosso (organetto e
fisarmonica), Massimo Garritano (chitarra elettrica), Valentina Balistreri (voce), Iacopo Schiavo
(chitarra classica e oud), Andrea Principato (chitarra flamenka), Carlo Cimino (basso), Enrico Gallo
(tamburelli e darabuka), Emy Vaccari (tamburello e danza) e Francesco Montebello (batteria e
percussioni).

Varie le esperienze che l’hanno vista già portare ad esibirsi anche con la presenza di molti ospiti (Morgan, Verdiana, Fabio Curto, Ciccio Nucera, Peppa Marriti Band, Cumelca, Anna Stratigò) in
alcune delle più belle location e festival calabresi: Grotta del Romito di Papasidero, Arena dello Stretto di Reggio Calabria, Radicamenti Mendicino Festival, Kaulonia Tarantella Festival).

La Calabria Orchestra nasce da un’idea di Checco Pallone e Giuseppe Marasco, con il supporto delFestival di Radicamenti del Comune di Mendicino, Conservatorio Stanislao Giacomantonio diCosenza. La direzione artistica è di Checco Pallone e la produzione esecutiva e management è diGiuseppe Marasco, realizzata nel gennaio 2020 in collaborazione con il Teatro dell’Acquario diCosenza, con il supporto tecnico e recording di Fabrizio De Rose (specchi opposti), mix emastering a cura di Cosimo Guglielmello.

Tracklist:
LEVA LEVA
OCCHI (preludio a…)
Occhi turchini
Strania (preludio a…)
Mi votu e mi rivotu
Amuri (preludio a…)
Amuri amuri
Wlatz ppe ttia (preludio a…)
Spuntunera
Dolcenera
Gianna Gianna