Novità disco

A partire da oggi è disponibile in pre-order “Venti”, primo lavoro discografico – in uscita in formato fisico, vinile e cd, a fine novembre – del duo di chitarra battente formato da Francesco Loccisano e Marcello De Carolis. Si tratta di un disco unico nel suo genere, una raccolta di
brani di  Francesco Loccisano rielaborati per duo di  chitarra battente che esprime tutte le potenzialità sonore ed evocative di uno strumento tradizionale, la chitarra a dieci corde.

“Un ‘The Best of’, il meglio dei miei tre ultimi album, “ Battente Italiana ” (2010), “ Mastrìa (2013) e “ Solstizio ” (2017) – racconta Loccisano – un repertorio scelto accuratamente con Marcello con cui abbiamo riarrangiato i brani per due chitarre battenti. Un nuovo progetto discografico che rappresenta per noi l’avanguardia della chitarra battente con cui si esplorano nuove frontiere di dialogo chitarristico  che partono dal nostro territorio per arrivare a tutto il mondo grazie all’ampia escursione
dinamica e ad una mescolanza di suono meridionale, poesia, composizione e contemporaneità.”Il titolo “Venti” fa riferimento ad un numero ricorrente, come spiega il duo: “una chitarra battente è dotata di 10 corde, quindi due chitarre battenti ne hanno 20. Siamo nel 2020. L'importanza dei venti
nella nostra penisola fa sì che il nostro territorio venga attraversato da una innumerevole quantità di  “venti’differenti.”L’etichetta discografica del disco è ItalySona (edizioni Marasco/FINGERPICKINGNET) in collaborazione
con Calabria Sona, un’altra coproduzione che valorizza, produce e promuove la musica che nasce in Calabria, come spiega il CEO Giuseppe Marasco: "ItalySona è l'etichetta discografica italiana dedicata

Calabria Orchestra- Registrazione del Primo Disco Live 18 Gennaio Teatro dell’Acquario (CS)

Sabato 18 Gennaio al teatro dell’Acquario di Cosenza Presentazione del Primo disco live ore 21.00

La Calabria Orchestra  un ensemble che esalta la cultura e la musica del sud, un collettivo che lavora per la musica “Made in Calabria” e rappresenta tutta la Regione, un progetto dove ci sono tanti “big” uniti in un’unica espressione corale. Diretta dal M° Checco Pallone troviamo professionisti, suonatori identitari e folk, giovani musicisti e ballerini. Strumenti jazz amalgamati a quelli della tradizione popolare, ritmi mediterranei fusi con la tarantella, voci calde e appassionate affiancate a chitarre di ogni genere. Ritmi travolgenti, suoni mediterranei, passione della musica calabrese.

 

Un collettivo di grandi professionisti che rappresenterà la Calabria e il sud tra tradizione e innovazione.

Per info  e prenotazione biglietti 0984/73125 – 350.0901327  info@calabriasona.com

 

 

 

SOSSIO BANDA “CEPPECCÀT”

A FESTEGGIARE I 10 ANNI DI CARRIERA ARRIVA IL CONCEPT ALBUM CHE GIOCA CON IL VIZIO E I SETTE PECCATI CAPITALI

 

La band pugliese fa perno sul valore artistico e musicale della propria tradizione
regionale per dar luogo ad un progetto discografico che disegna un excursus antropologico e sociale della figura umana. Il titolo emblematico, che in dialetto barese significa “Che peccato”, ha un doppio significato: “che
peccato” per l’uomo, “c’è peccato” dell’uomo.

“CEPPECCÀT” è un album molto variegato, frizzante, in
cui sonorità bandistiche e balcaniche, si contrappongono ad ambientazioni malinconiche, dettate dal suono nudo e crudo di un contrabbasso e tammurriate e tarante dal ritmo sfrenato e incalzante, dialogano con delicate melodie dal gusto francese. I vizi e mai le virtù, già presenti in alcuni scritti di Aristotele, ripresi e trattati dai monaci durante il primo Cristianesimo e catalogati, come oggi li conosciamo, da Tommaso d’Aquino nel Medioevo, ci hanno sempre raccontato chi è di volta in volta l’essere umano, creando un’opposizione forte della volontà dell’uomo alla volontà di Dio. Ceppeccàt analizza l’uomo moderno attraverso i suoi peccati, mettendone in luce tutte le contraddizioni che lo caratterizzano e le conseguenze talvolta disastrose, che scaturiscono allorquando le scelte economiche, politiche e sociali della razza umana sono dettate e pilotate dai
vizi. La Superbia nei confronti dell’ambiente e del mondo animale, che sta portando lentamente
all’autodistruzione; l’Invidia che serpeggia e mortifica qualsiasi iniziativa distruggendo i rapporti
umani; l’Accidia che ha a che fare direttamente con lo scorrere inesorabile del tempo il quale, stanco
di vedersi trascorrere inutilmente, diventa egli stesso accidioso; l’Ira che tante vittime ha provocato nella storia dell’umanità ma che allo stesso tempo ha dato la forza a milioni di individui di emanciparsi
e conquistare valori universali come la libertà, la democrazia e la dignità personale; la Lussuria che
sistematicamente si presenta e primeggia in un mondo guidato e governato da essa; l’Avarizia che
regala una vita misera fondata sul terrore del futuro, in cambio di una morte da ricchi; e infine la Gola,
fame di potere e denaro, ingordigia di pochi individui che si arricchiscono e speculano a discapito
della maggioranza. Il disco “Ceppeccàt”, liberamente ispirato dal libro “I vizi capitali e i nuovi vizi”, scritto dal prof.
Umberto Galimberti, da una parte traduce in musica spunti e le riflessioni proposte nel libro e
dall’altra attualizzare ancor di più sia sociologicamente che antropologicamente la figura dell’uomo
moderno, con tutte le sue contraddizioni e peculiarità. La caratteristica che contraddistingue da sempre il sound della Sossio Banda è l’utilizzo di strumenti appartenenti alla tradizione come tamburi a cornice, ciaramelle, bena, fisarmonica, chitarra e mandola, in una veste più moderna dal punto di vista armonico, melodico e ritmico.
Ampio spazio nel disco sarà dato alla sezione dei fiati (sax alto, tenore e baritono, tromba e flicorno,
trombone e clarinetto) tipici delle Bande pugliesi, conosciute e apprezzate in tutto il mondo e fiore
all’occhiello della regione; a loro sarà affidato il compito di produrre nuove melodie e armonie dal
sapore mediterraneo e balcanico e quindi inevitabilmente legate nel sound alla Puglia, storicamente e
culturalmente terra di sintesi e sviluppo delle stesse. Il collante di questo variegato organico sarà la
splendida voce di Loredana Savino, da sempre Lead Voice del gruppo.
«Alcuni brani sono in italiano che è la lingua ufficiale, lo scheletro su cui si sorregge la nostra identità
come nazione, altri in vernacolo espressione dell’anima, della bellezza e della diversità delle tante
comunità presenti in Italia».

SOSSIO BANDA
Pubblicazione album: novembre 2019
Etichetta: ITALYSONA
Progetto prodotto grazie al sostegno di Puglia Sound
BIO Formazione di sei musicisti professionisti guidata e fondata nel 2008 a Gravina in Puglia (Ba), dal
sassofonista e compositore Francesco Sossio Sacchetti. La loro musica nasce da sonorità dell’Alta Murgia
pugliese contaminate da molteplici ritmi e suggestioni, attraverso l’utilizzo di strumenti tradizionali e
contemporanei. Il repertorio comprende brani inediti e pezzi della tradizione pugliese rivisitati e riproposti con
sensibilità moderna, caratterizzati da un sound originale e innovativo.
In questi anni la Banda ha rappresentato la Puglia e l’Italia nei principali Festival di World Music nazionali e non
tra cui: Folkest, Sentieri Mediterranei, La notte della Taranta, Umbria Folk Festival, Festival Adriatico
Mediterraneo, Festival Sete Sòis Sete Luas (Spagna, Portogallo, Marocco e Francia), Alexandrina World Music
Festival (Egitto), Intercentique Festival of Lorien(Francia) e moltissimi atri ed ha ricevuto premi e riconoscimenti
molto prestigiosi, tra cui il Premio dell’ANCI (Associazione Nazionale Comuni Italiani) e il Premio per la World
Music Italiana “Andrea Parodi”.
Formazione musicale unanimemente apprezzata da critica e pubblico, la Sossio Banda è un gruppo di musica
mediterranea, antica e meticcia allo stesso tempo. Il Mediterraneo, il mare in mezzo alle terre, da sempre
separa i continenti e insieme unisce nel suo grembo le civiltà che sono nate sulle sue sponde. Nel Mediterraneo
i punti cardinali si sono incrociati e la frontiera è sempre stata la casa dei popoli rivieraschi. Ma le frontiere per
cosa sono fatte se non per essere varcate?
La Sossio Banda ritrova lo spirito di esplorazione della cultura musicale mediterranea, ereditato da questo
continuo guardare, scambiarsi, confrontarsi fra le diverse coste del mare. E celebrare la curiosità della scoperta,
sperimentando la condizione di Ulisse, che solo attraverso un lungo ritorno a casa arriverà a conoscere la
vastità del mondo: ma che non si accontenta di ritrovare la propria radice, e la porta lontano, guidato da
un’insopprimibile nostalgia per ciò che ancora non conosce.

SOSSIO BANDA “L’AVARO”

È IL PRIMO SINGOLO ESTRATTO DALL’ALBUM CHE CELEBRA 10 ANNI DI CARRIERA DELLA BAND PUGLIESE

 

L’egoismo dei sentimenti nei confronti dei più deboli e del diverso, dettato dalla
paura e dalla propaganda di alcune fazioni politiche, prende forma nel vizio
capitale de l’Avarizia, protagonista assoluto di un brano dal sapore

mediterraneo.

L’Avaro è il singolo apripista di “Ceppeccàt”, il concept album de la SOSSIO BANDA il cui tema principale è il vizio legato ai sette peccati capitali.
Il titolo emblematico, che in dialetto barese significa “Che peccato”, ha un doppio significato: “che peccato” per l’uomo, “c’è peccato” dell’uomo. Si tratta di un album molto variegato, frizzante, in cui sonorità bandistiche e balcaniche, si contrappongono ad ambientazioni malinconiche, dettate dal suono nudo e crudo di un contrabbasso e tammurriate e tarante dal ritmo sfrenato e incalzante, dialogano con delicate melodie dal gusto francese.
Ceppeccàt analizza l’uomo moderno attraverso i suoi peccati, mettendone in luce tutte le
contraddizioni che lo caratterizzano e le conseguenze talvolta disastrose, che scaturiscono
allorquando le scelte economiche, politiche e sociali della razza umana sono dettate e pilotate dai
vizi. La caratteristica che contraddistingue da sempre il sound della Sossio Banda è l’utilizzo di strumenti
appartenenti alla tradizione come tamburi a cornice, ciaramelle, bena, fisarmonica, chitarra e
mandola, in una veste più moderna dal punto di vista armonico, melodico e ritmico. Ampio spazio nel
disco sarà dato alla sezione dei fiati (sax alto, tenore e baritono, tromba e flicorno, trombone e
clarinetto) tipici delle Bande pugliesi, conosciute e apprezzate in tutto il mondo e fiore all’occhiello
della regione; a loro sarà affidato il compito di produrre nuove melodie e armonie dal sapore
mediterraneo e balcanico e quindi inevitabilmente legate nel sound alla Puglia, storicamente e culturalmente terra di sintesi e sviluppo delle stesse. Il collante di questo variegato organico sarà la
splendida voce di Loredana Savino, da sempre Lead Voice del gruppo.

Radio date: 5 novembre 2019
Pubblicazione album: novembre 2019
Etichetta: ITALYSONA
Progetto prodotto grazie al sostegno di Puglia Sound
BIO .Formazione di sei musicisti professionisti guidata e fondata nel 2008 a Gravina in Puglia (Ba), dal
sassofonista e compositore Francesco Sossio Sacchetti. La loro musica nasce da sonorità dell’Alta Murgia
pugliese contaminate da molteplici ritmi e suggestioni, attraverso l’utilizzo di strumenti tradizionali e
contemporanei. Il repertorio comprende brani inediti e pezzi della tradizione pugliese rivisitati e riproposti con
sensibilità moderna, caratterizzati da un sound originale e innovativo.
In questi anni la Banda ha rappresentato la Puglia e l’Italia nei principali Festival di World Music nazionali e non
tra cui: Folkest, Sentieri Mediterranei, La notte della Taranta, Umbria Folk Festival, Festival Adriatico
Mediterraneo, Festival Sete Sòis Sete Luas (Spagna, Portogallo, Marocco e Francia), Alexandrina World Music
Festival (Egitto), Intercentique Festival of Lorien(Francia) e moltissimi atri ed ha ricevuto premi e riconoscimenti
molto prestigiosi, tra cui il Premio dell’ANCI (Associazione Nazionale Comuni Italiani) e il Premio per la World
Music Italiana “Andrea Parodi”.
Formazione musicale unanimemente apprezzata da critica e pubblico, la Sossio Banda è un gruppo di musica
mediterranea, antica e meticcia allo stesso tempo. Il Mediterraneo, il mare in mezzo alle terre, da sempre
separa i continenti e insieme unisce nel suo grembo le civiltà che sono nate sulle sue sponde. Nel Mediterraneo
i punti cardinali si sono incrociati e la frontiera è sempre stata la casa dei popoli rivieraschi. Ma le frontiere per
cosa sono fatte se non per essere varcate?
La Sossio Banda ritrova lo spirito di esplorazione della cultura musicale mediterranea, ereditato da questo
continuo guardare, scambiarsi, confrontarsi fra le diverse coste del mare. E celebrare la curiosità della scoperta,
sperimentando la condizione di Ulisse, che solo attraverso un lungo ritorno a casa arriverà a conoscere la
vastità del mondo: ma che non si accontenta di ritrovare la propria radice, e la porta lontano, guidato da
un’insopprimibile nostalgia per ciò che ancora non conosce.
La musica murgiana, il suono di terra e aria che ha fatto crescere la Sossio Banda, diventa il passaporto per un
viaggio diverso da tutti gli altri… attorno al Mediterraneo, puntando la prua oltre alle Colonne d’Ercole.
PREMI E RICONOSCIMENTI
2015
– Vincitori Primo Premio Etnie Musicali – Festival del Saltarello
– il brano “Schieve senza padrune” selezionato da TV Sorrisi e Canzoni per la compilation Pizzica la Taranta
2014
– Targhe Tenco 2014: Candidatura dell’album Sugne nella sezione Miglior album in dialetto
– Musicultura 2014: Premio Un certain regard
– Il brano Sugne selezionato da PugliaSounds per la compilation 2014 dedicata alla world music
– Il brano “Figghie mi” selezionato da TV Sorrisi e Canzoni per la compilation Pizzica la Taranta
2012
– Vincitori Premio Umbria Folk Festival
2010
– Premio Innovazione e Ricerca al Castel Raniero Folk Festival;
– Primi classificati al Premio Andriese di Musica giovane
2009
– Primi classificati al Premio Andrea Parodiper la World Music italiana e
– Vincitori Folkontest
2008
Vincitori Premio ANCI “Memorie e Musiche comuni”
DISCOGRAFIA

Esce il disco “Parole” di Biagio Accardi

“Nuovo lavoro discografico di Biagio Accardi “LE PAROLE” prodotto dall’ etichetta Calabria Sona e Suoneria Mediterranea

In questo lavoro l’artista s’interroga sul significato delle parole e la retorica di certi discorsi. Il disco, nel brano di apertura, formula l’ipotesi che fu il verbo, inteso come suono primordiale, a generare probabilmente l’Universo. Nei brani successivi si esprime sulle “parole” che generano conflitti e su quelle parole d’amore che cercano di spiegare questo misterioso sentimento. Ma il concetto portante dell’album rimane la parola come strumento magico in grado di cambiare la nostra vita”

Presentazione al SALONE DEL LIBRO DI TORINO per L’ALBERO DI MORE, l’album da solista di PAOLO SOFIA Il lavoro discografico ispirato al romanzo di Gioacchino Criaco “La maligredi”

Presentazione al SALONE  DEL LIBRO DI TORINO

per L’ALBERO DI MORE, l’album da solista di  PAOLO SOFIA 

Il lavoro discografico ispirato al romanzo di Gioacchino Criaco “La maligredi”

Un disco potente che racconta la Calabria della seconda metà del secolo: l’immigrazione, la fatica che spezza la schiena, i diritti, la rivoluzione. Ed ancora: la poesia, il ritmo che si rincorre, l’incastro dei suoni di strumenti provenienti da ogni parte d’Italia e del mondo

11 maggio ore 18,30 – Area incontri regione Calabria  – Lingotto  Fiere

Sarà presentato al Salone internazionale del libro di Torino “L’albero di more” (CalabriaSona) , il nuovo album da solista di Paolo Sofia, cantautore calabrese nonché frontman e anima creativa dei “QuartAumentata”. Del disco, che è ispirato al romanzo “La maligredi” di Gioacchino Criaco (edizioni Feltrinelli), si parlerà sabato 11 maggio alle 18,30,  nell’area incontri della Regione Calabria al Lingotto Fiere. Interverranno Giacchino Criaco, Paolo Sofia, Giuseppe Marasco (Calabria Sona) e i Sona Sud. 

“L’albero di more” racconta la disperazione e la passione di un Sud che vuole combattere per una vita migliore, ieri come oggi. La rivoluzione che ha i colori vividi dell’albero di more, l’immigrazione, la fatica che spezza la schiena; la poesia, il ritmo che si rincorre, l’incastro dei suoni di strumenti provenienti da ogni parte d’Italia e del mondo. La scommessa, quella di raccontare in musica una Calabria della seconda metà del secolo scorso, è vinta. Così come nel libro di Criaco, il disco di Paolo Sofia, cantautore sensibile e raffinato, ci racconta lo smarrimento di una generazione che vedeva i padri partire per terre lontane e le madri spezzarsi la schiena nella raccolta dei gelsomini. E non solo: in questo disco ci sono aspirazioni, sogni e delusioni di interi paesi a sud del mondo che volevano far sentire la loro voce. Cresce la consapevolezza dei diritti negati, pulsa la protesta operaia.

Il disco si avvale di importanti collaborazioni e di special guest come Fabrizio Ferracane, attore pluripremiato, tra i protagonisti di “Anime nere” di Francesco Munzi (film premiato con 9 David di Donatello); Francesco Loccisano, virtuoso della chitarra battente, talento riconosciuto in tutto il mondo, e Mimmo Cavallaro, rappresentante internazionale della musica etnica calabrese.

La direzione artistica del lavoro è di Mujura, musicista e produttore innovativo che ha voluto inserire in quest’opera una vasta tavolozza di suoni folk provenienti da varie zone d’Italia e del mondo. Così, al fianco di strumenti classici e pop, come batteria, chitarre classiche e elettriche, basso, chitarra slide, clarinetto, sax e timpani, troviamo: bouzouki, mandola, mandolino, lira calabrese, marranzano, launeddas (tipico strumento a fiato sardo), chitarra battente, didgeridoo (antico strumento australiano a fiato ad ancia labiale), tamburelli vari, duduk (strumento a fiato armeno), bansuri (flauto nepalese), riqq (tamburo tipico della musica araba), darbuka (tamburo turco), pipita (ciaramella calabrese), zampogna, flauti a paru (doppi) e cavaquinho (ukulele portoghese).

I testi dei brani sono di Paolo Sofia tranne “Basami”, che è firmato da Giovanni Ruffo. Mentre “Animi niri” ha visto la collaborazione dello stesso Gioacchino Criaco.

La voce femminile è quella di Valentina Balistreri, interprete di grande intensità, dal cognome importante legato alla tradizione del folk siciliano.

La produzione esecutiva è targata CalabriaSona.

L’ALBERO DI MORE traccia dopo traccia

  1. A lupa

Entra in maniera dirompente il tema della piazza e della festa, con i suoi personaggi e i suoi riti, mentre l’euforia tipica delle grandi sagre religiose si unisce all’impeto di ribellione e all’idea di rivoluzione.

  1. U Trenu

Il treno, simbolo dell’emigrazione e di un’esistenza ai margini. Amato e odiato allo stesso tempo, si porta via la gente dei piccoli paesi ma ne accompagna pure il ritorno. Un ritorno spesso temporaneo, ma sempre denso di nuove energie, come quelle foriere di speranza incarnate da Papula.

  1. L’albero di more

L’idea di ribellione e rivoluzione ha i colori vividi dell’albero di more e delle “rughe” dei paesini resi luminosi dalle speranze innocenti e ingenue dei ragazzini come Nicolino.

  1. Nicolino

L’innocenza degli anni dell’adolescenza, i sogni, le speranze, le rabbie che agitano il cuore: tutto è nella figura di Nicolino, emblema e simbolo degli anni densi di fiducia.

  1. Basami

Romantica ballata dedicata all’amore in tutte le sue declinazioni, a partire da quello tenero e assoluto tra madre e figlio.

  1. Animi niri

Irrompe il disinganno, portandosi dietro scoramento e oscuramento; il nero copre la vividezza dei colori, la ribellione devia nel malaffare, mentre sotto riecheggia il bisogno di luce.

  1. L’Aspromonte

Tra luci e ombre campeggia il protagonista assoluto, l’Aspromonte, montagna imponente e inquietante, madre alla fine amorevole, fonte di vita e di benessere.

  1. Com’è bella la luna

Delicata e densa di lirismo, racconta il bisogno d’amore e la capacità di incontrarlo anche negli occhi di una giovane prostituta.

  1. Fuori c’è stata tempesa

Brano scritto e recitato da Gioacchino Criaco. Ghost track presente solo nel cd fisico.

Chi e’ PAOLO SOFIA

 Paolo Sofia è Il front-man e l’anima creativa della band “Quartaumentata”. Autore musicale e interprete dalla grande personalità, vanta esperienze artistiche internazionali di altissimo profilo, come “La storia di Slavoj Slavik” di Mario La Cava con l’attore Enzo De Liguoro, per la regia di Nicoletta Robello. Nel 2012 in “Mediterranean Voices” Marenostrum – New York, è sotto i riflettori dello spettacolo che porta la firma di Joe Church, compositore e direttore d’orchestra per famosi musical (SisterAct, The Lion King), per la regia di Kevin Albert.

Sofia è arrangiatore, autore e compositore ed ha ha all’attivo una cospicua produzione discografica. E’ con i Quartaumentata che Sofia esprime tutta la propria prolifica vena d’autore.

Basti ricordare “Sirene e naviganti”, l’ultimo CD, sposato dalla casa discografica “Sony Classica”.

Nel cd “Dai diamanti non nasce niente”, Sofia e i Quartaumentata (casa discografica Cd-club) omaggiano il grande Fabrizio De Andrè. “U mundu balla”, “Abballamu Cu Ventu” e “Navigando”, consacrano la band tra i gruppi più noti della scena world. Un’ascesa che, negli anni, raccoglie i frutti di una scelta precisa: porre l’accento sull’originalità dei testi e delle musiche mantenendo altissima la qualità dei propri lavori.

Sofia ha anche al suo attivo la colonna sonora del film “Tornare indietro”, del 2002, per la regia di Renzo Badolisani (Edizioni WarnerChappel) e nel 2012 ha firmato la colonna sonora del film “Aspromonte”.

Nel 2012 ha ideato I Tamburi del Sud (orchestra di percussioni).

Nel 2017 esce “Il navigante del 3000”, il primo progetto musicale da solista, undici tracce inedite con testi poetici e impegnati e con sonorità pop-rock dal sapore mediterraneo. L’album è co-prodotto con la “Tanto di Cappello Production”. L’amore, l’amicizia, il lavoro, le problematiche ambientali sono i temi principali di quello che è più che un disco: un vero e proprio viaggio sonoro attraverso lo spazio e il tempo.

L’ALBERO DI MORE – CREDITI

Testi e musica: Paolo Sofia

Paolo Sofia: voce

Produttore Artistico – Mujura

Produttore esecutivo – Giuseppe Marasco

Arrangiamenti Mujura/P.Sofia

Gabriele Albanese: marranzano, lira calabrese, pipite

Carmelo Colajanni: launeddas, flauti a paru, pipita, zampogna, clarinetto, duduk e bansuri, sax soprano

Gianluca Cusato: percussioni

Salvatore Gullace: chitarra e bouzuky, mandolino e mandola

Giovanni Jachipino: percussioni didgeridoo, tamburello e lira calabrese

Francesco Loccisano: chitarra battente

Mujura: basso, chitarre, percussioni, mandola

Vincenzo Oppedisano: chitarra elettrica

Federico Placanica: batteria

Peppe Platani: cavaquinho

Andrea Simonetta: chitarra battente

Mattia Spezzano: chitarra slide

Vincenzo Tropepe: chitarra elettrica

Fabrizio Ferracane: voce recitante

Giuseppe Vivace: voce effetto pubblico

Guest: Valentina Balistreri, Mimmo Cavallaro, Marco De Leo, Mujura

Cori: Gabriele Albanese, Simone Cannavò, Giovanni Japichino, Mujura, Sonia Totaro

“L’albero di more” è ispirato al romanzo “La maligredi” di Gioacchino Criaco

Registrato presso “ArangoSonicStudio “

Mix e Mastering Cosimo Guglielmello

Etichetta – Calabria Sona

Opera di copertina: Monica Ruffolo

Progetto grafico: Qiqa design

Ufficio Stampa: Daniela Esposito per “Strategie di comunicazione”.

Relazioni esterne: Maria Teresa D’Agostino

Ghost track: “Fuori c’è stata tempesta ” di Gioacchino Criaco – Voce Gioacchino Criaco; montaggio suoni ambientali: Francesco Pilieggi.

IL LIBRO – “La maligredi” di Gioacchino Criaco (Edizioni Feltrinelli)

Esiste una generazione di calabresi cresciuta fra cunti, miracoli di santi e dèi. A quei tempi il furto era vergogna, il sopruso arroganza e nelle rughe di Africo insegnavano a non frequentare i peggiori. E la mafia, che c’era stata, che c’era, vedeva restringersi rancorosa il proprio spazio. A quei tempi cresce Nicola, e con lui gli amici Filippo e Antonio, compagni di avventure. Ragazzini che vanno a scuola, o, meglio, che marinandola si avvicinano alla piccola criminalità. Ma l’arrivo improvviso di Papula, un ragazzo più grande, che lavora in Germania e torna in paese parlando di rivoluzione, solleva un vento nuovo per tutto l’Aspromonte e fa sognare gli uomini, le donne e i ragazzini. E allora a San Luca prende a pulsare la protesta operaia e Platì diviene la patria del cooperativismo contadino. È il Sessantotto aspromontano – in pochi lo conoscono, ma c’è stato. Fa nascere la speranza di fondare un mondo nuovo, di ottenere diritti: i poveri scoprono di aver bocca e idee; le donne trovano il coraggio di scioperare contro gli gnuri; i figli si rivoltano contro i padri, i fratelli contro i fratelli. E poi tutti, insieme, contro i compari. Lo stato, invece, si mette dalla parte del potere locale, dei malandrini, di coloro che, per mantenere i propri privilegi, sono pronti ad azzannare al collo i migliori. È così che nell’Aspromonte arriva la maligredi, ossia la brama del lupo quando entra in un recinto e, invece di mangiarsi la pecora che gli serve per sfamarsi, le scanna tutte. E, quando arriva, racconta Criaco, “la maligredi spacca i paesi, le famiglie, fa dei fratelli tanti Caini, è peggio del terremoto e le case che atterra non c’è mastro buono che sa ricostruirle”

Esce L’ALBERO DI MORE, l’album ispirato al romanzo di Gioacchino Criaco “La maligredi”

Esce L’ALBERO DI MORE di PAOLO SOFIA, l’album ispirato al romanzo di Gioacchino Criaco “La maligredi”.

 

 

 

 

Un disco potente che racconta la Calabria della seconda metà del secolo:poesia, ritmo e suoni di strumenti provenienti da ogni parte d’Italia e del mondo. La disperazione e la passione di un
Sud che vuole combattere per una vita migliore. La rivoluzione che ha i colori vividi dell’albero di more, l’immigrazione, la fatica che spezza la schiena; la poesia, il ritmo che si rincorre, l’incastro dei suoni di strumenti provenienti da ogni parte d’Italia e del mondo.  Tutto questo è “L’albero di more” (pubblicato da CalabriaSona),

il nuovo album da solista di Paolo Sofia, cantautore calabrese, nonché frontman e anima creativa dei”QuartAumentata”. Il disco, che è ispirato al romanzo                          “La maligredi” di Gioacchino Criaco (edizioni Feltrinelli), è già disponibile negli store digitali e dal 20 aprile anche in distribuzione fisica. La scommessa, quella di raccontare in musica una Calabria della seconda metà del secolo scorso, è vinta.

Così come nel libro di Criaco, il disco di Paolo Sofia, cantautore sensibile e raffinato, ci racconta lo smarrimento di una generazione che vedeva i padri partire per terre lontane e le madri spezzarsi la schiena nella raccolta dei gelsomini.  E non solo:              in questo disco ci sono aspirazioni, sogni e delusioni di interi paesi a sud del mondo che volevano far sentire la loro voce. Cresce la consapevolezza dei diritti negati, è tempo di combattere per ottenerli, pulsa la protesta operaia.

Il disco si avvale di importanti collaborazioni e di special guest come Fabrizio Ferracane, attore pluripremiato, tra i protagonisti di “Anime nere” di Francesco Munzi (film premiato con 9 David di Donatello); Francesco Loccisano, virtuoso della chitarra battente, talento riconosciuto in tutto il mondo e Mimmo Cavallaro, rappresentante internazionale della musica etnica calabrese. La direzione artistica del lavoro è di Mujura, musicista e produttore innovativo che ha voluto inserire in quest’opera una vasta tavolozza di suoni folk provenienti da varie zone d’Italia e del mondo. Così, al fianco di strumenti classici e pop, come batteria, chitarre classiche e elettriche, basso, chitarra slide, clarinetto, sax e timpani, troviamo: bouzouki, mandola, mandolino, lira calabrese, marranzano, launeddas  (tipico strumento a fiato sardo), chitarra battente, didgeridoo (antico strumento australiano a fiato ad ancia labiale), tamburelli vari, duduk (strumento a fiato armeno), bansuri (flauto nepalese), riqq (tamburo tipico della musica araba), darbuka (tamburo turco), pipita (ciaramella calabrese), zampogna, flauti a paru (doppi) e cavaquinho (ukulele portoghese).
I testi dei brani sono di Paolo Sofia tranne “Basami”, che è firmato da Giovanni Ruffo. Mentre “Animi niri” ha visto la collaborazione dello stesso Gioacchino Criaco.
La voce femminile è quella di Valentina Balistreri, interprete di grande intensità, dal cognome
importante legato alla tradizione del folk siciliano.La produzione esecutiva è targata CalabriaSona.

 

 

IL NUOVO CD DI FRANCESCA PRESTIA “DONNE DEL SUD – ANCH’IO CANTO OTELLO PROFAZIO”

IL NUOVO CD DI FRANCESCA PRESTIA “DONNE DEL SUD – ANCH’IO CANTO OTELLO PROFAZIO” Etichetta Calabria Sona –SARA’ PRESENTATO A CATANZARO VENERDI 31 MAGGIO. PARTECIPANO OTELLO PROFAZIO E L’ASSESSORE REGIONALE AL WELFARE E AL LAVORO ANGELA ROBBE E GIUSEPPE MARASCO DIRETTORE GENERALE DI CALABRIA SONA.  

 

“Donne del Sud – anch’io Francesca Prestia canto Otello Profazio”: è il titolo del nuovo progetto discografico della cantastorie calabrese in uscita per “Calabria Sona” che sarà presentato venerdì 31 maggio con inizio alle ore 18 nel Centro Polivalente di via Fontana Vecchia a Catanzaro. Alla  “speciale” presentazione – spettacolo musicale, che sarà condotta dalla giornalista e scrittrice Chiara Fera, interverranno oltre a Francesca Prestia e ad Otello Profazio, l’assessore al Welfare e al Lavoro della Regione Calabria Angela Robbe e Giuseppe Marasco direttore generale di “Calabria Sona”.

Il nuovo Cd di Francesca Prestia, “con incursioni estemporanee” (com’è scritto nella copertina) del principe dei cantastorie del Mediterraneo e già Premio Tenco che il prof. Giuseppe Tripodi (firma della graffiante nota espositiva del Cd) definisce “un grande affabulatore, ironico e autoironico, che non si stanca mai di essere se stesso e non sa cos’è  la dissimulazione”,  contiene  14  brani scritti e musicati da Otello Profazio, di cui due, “Lu me paisi” e “La regina senza re” (quest’ultimo racconta la vicenda di Franca Viola, la prima donna a rifiutare nel 1965  il matrimonio riparatore dopo essere stata violentata dal nipote di un boss) frutto della collaborazione di Profazio col grande poeta di Bagheria, il suo amico Ignazio Buttitta. Le 14 tracce sono interpretate dalla voce “calda e appassionata” (così l’ha definita la scrittrice Dacia Maraini) dell’unica cantastorie donna della Calabria che continua, dopo il premio speciale 2018  per “la miglior musica originale” (avuto per la ballata dedicata alla contadina di Calabricata Giuditta Levato assassinata dal latifondo nel ’46) del prestigioso concorso nazionale  dedicato a Giovanna Daffini (la cantante esponente di spicco del gruppo del Nuovo Canzoniere Italiano)   organizzato in provincia di Mantova, a ricevere apprezzamenti e ammirazione per il suo “cuntu e cantu” le donne del Mezzogiorno.

Dopo la presentazione ufficiale del 31 Maggio, il disco sarà disponibile su tutte le piattaforme digitali, su Amazon e nei punti vendita affiliati a “Calabria Sona” in tutta la Calabria.