IL 20 MAGGIO 2021 ESCE UN NUOVO PROGETTO TARGATO MASCARIMIRI: MUSIC FOR DANCING

Il 20 maggio 2021 esce un nuovo progetto targato Mascarimirì:
Elettro Mascarimirì – Music For Dancing,
dove la musica Salentina cambia il suo cammino.
Da musica per feste tradizionali si sposta in club ed eventi molto più innovativi, usando il Sound Systemcome linguaggio per ballare, all’insegna della circolarità che lega “lu Tamburreddhu Salentino” (tamburo a cornice Salentino), il Vinile e oggi il digitale.

Il progetto nato durante la pandemia 2020 dalla nostalgia di far ballare:
Claudio “Cavallo“ Giagnotti decise di creare la propria musica per suonare durante i suoi live &  dj set e feste da lui organizzate, per sprigionare lo spirito libero del ballo – creando cosi semplicemente MUSIC FOR DANCING – un album intero di brani capaci di far ballare su tutte le longitudini.

ELETTRO MASCARIMIRI è un frutto di una ricerca sonora di Claudio “Cavallo“ Giagnotti basata su dei ritmi mediterranei sapientemente uniti ai suoni moderni per creare un album dal respiro internazionale, con la capacità di far ballare il pubblico in ogni angolo del mondo.

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On May 20, 2021 a new Mascarimirì project comes out:
Elettro Mascarimirì – Music For Dancing,
where Salento music changes its path.
From music for traditional parties it moves to much more innovative clubs and events, using the Sound System as a language for dancing, in the spirit of the circularity that binds “lu Tamburreddhu Salentino” (Salentino frame drum), Vinyl and the CD of nowdays.

The project born during the 2020 pandemic from the nostalgy of making people dance:
Claudio “Cavallo” Giagnotti decided to create his own music to play during his
DJ & live sets and parties organized by him, to release the free spirit of dance – this simply creating MUSIC FOR DANCING – an entire album of songs capable of making people dance on all longitudes.

ELETTRO MASCARIMIRI is the result of a sound researchby Claudio “Cavallo” Giagnotti based on Mediterraneanrhythms wisely combined with modern sounds to create an album with an international flavor, with the ability to make the public dance in every corner of the world.

FRANCESCA PRESTIA, LA CANTASTORIE CATANZARESE NOMINATA CAVALIERE DELLA REPUBBLICA

Insignita del titolo di Cavaliere della Repubblica per i meriti artistici, filantropici, letterari e sociali, l’artista ha dedicato il suo cavalierato agli onesti dei tempi attuali che conducono la giusta battaglia per la buona sanità, in modo particolare per coloro che stanno cercando di salvaguardare la struttura cardiologica Sant’Anna Hospital come polo d’eccellenza.

FRANCESCA PRESTIA, LA CANTASTORIE CATANZARESE NOMINATA CAVALIERE DELLA REPUBBLICA

Francesca Prestia è l’unica donna che può pregiarsi esclusivamente della caratteristica della rarità del genio e del talento. Unica donna cantastorie in terra di Calabria ha il dono prezioso di trasformare in ballate le storie dei vinti, che soccombono alla ondata impetuosa del monetarismo globale, canta poesie in lingua grecanica e arbereshe.

I suo canti sono spesso accompagnati dal suono ritmato della chitarra battente, inni di poesia, libertà, lotta, pervicacia e resilienza. Canta con la voce degli ultimi, degli emarginati, sconfitti e con quella delle donne la cui femminilità è ignorata o addirittura negata. È per questo motivo, e per l’impegno musicale e sociale che la Prestia, che merita in vero l’appellativo di artista dalla A maiuscola, è stata insignita dal presidente della Repubblica Sergio Matterella del titolo onorifico di Cavaliere della Repubblica, con decreto presidenziale del 27.12.2020 pubblicato in G.U del 20.04.2021 serie 94 pag.63, per “le benemerenze acquisite verso la nazione nel campo delle lettere, delle arti, dell’economia e nell’impegno di pubbliche cariche e di attività svolte a fini sociali, filantropici e umanitari, nonché per i lunghi e segnalati servizi nelle carriere civili e militari”.

Nata a Catanzaro il 27 settembre del 1965  inizia la sua carriera musicale diplomandosi in flauto traverso, per poi specializzarsi in musicoterapia e infine chiudere brillantemente con una laurea al Dams indirizzo di studio intrapreso all’interno della facoltà di lettere e filosofia.
Nel 2014 ha impreziosito la Fiera internazionale del libro di Torino, presentando nell’area Regione Calabria assieme all’autore, il libro “Tragùdi ton tragudìo”, una traduzione in lingua grecanica del Cantico dei Cantici scritta da Salvino Nucera, ed esegue dal vivo in lingua calabro-greca i brani “oh ìgghio cheràmeno” e “I agàpi pirìa tu thiù”.
Sempre nello stesso anno è stata promotrice sul territorio calabrese dello spettacolo “Voci di Muse. Viaggio nella Magna Grecia”, una iniziativa musiculturale incentrata sulla storia e sulle tradizioni della Magna Grecia, della Calabria antica e moderna.
La fiera internazionale del libro le consegna un pass più che meritato per essere presente   nel giugno del 2015, a una delle più importanti kermesse musicali italiane, il Musicultura, in quella occasione è ospite nella serata finale di Macerata duettando con il famosissimo Roberto Vecchioni, interpretando proprio il “Cantico dei Cantici” sulla traduzione in grecanico stesa dal poeta Salvino Nucera musicato appositamente per la rassegna.

In occasione del centenario commemorativo della Grande Guerra idea lo spettacolo “È un cannone. Non è un temporale” dove ripercorre, intrecciando magistralmente narrativa e musica, la tragedia dell’ “inutile strage” vista con gli occhi delle donne recitando pagine scelte di diari di mogli, madri, figlie, crocerossine, operaie, tramviere, facendo rivivere il dolore delle donne vissuto durante la tragedia della guerra.
L’anno 2017 si fa interprete musicale dei valori della resistenza, aprendo con l’intonazione dei canti partigiani popolari la Festa di Liberazione, promossa dall’ANPI di Reggio Calabria, si ripresenterà con maggior vigore  nel medesimo 25 aprile del 2018 invitata da Anpi e dalla Città metropolitana di Reggio Calabria.
Nel 2 Giugno del 2017, in occasione della festa della Repubblica è presente a Platì, dove con lo spettacolo “ I canti e i cunti” si fa promotrice dei valori della legalità e dell’impegno sociale in termini popolari. Nello stesso 2017 si esibisce con “Canti di lavoro e protesta” al Congresso Regionale CGIL-SPI e Funzione pubblica tenutosi a Vibo Valentia.

 Il 2018 la premia ulteriormente, riceve presso Motteggiana (Mn) il “premio speciale per la musica Giovanna Daffini”, per aver composto “Bella Giuditta” una ballata in memoria della contadina Giuditta Levato.
Nel 2019 rafforza il proprio impegno intellettuale e sociale partecipando al progetto “Violenza Trap” voluto e promosso dal Centro Calabrese di solidarietà, Mondo Rosa, UDI e Assoformac presso gli istituti scolastici superiori di Catanzaro.
Uno dei suoi ultimi lavori musicali è del 2019, con l’album “Donne del sud”, dove riprende i successi musicali di Otello Profazio, cd inciso da Edizioni Calabria SONA per Marasco Comunicazioni, presso il Centro polivalente di Catanzaro.

Insignita del titolo di Cavaliere della Repubblica per i meriti artistici, filantropici, letterari e sociali, l’artista ha dedicato il suo cavalierato agli onesti dei tempi attuali che conducono la giusta battaglia per la buona sanità, in modo particolare per coloro che stanno cercando di salvaguardare la struttura cardiologica Sant’Anna Hospital come polo d’eccellenza.

 

FOLKStock: tutto pronto per il “primo maggio” della folk e world music italiana.

Tutto pronto per FOLKSTOK l’appuntamento organizzato da IT-FOLK per il 30 Aprile, 1 e 2 Maggio 2021 con una tre
giorni dedicata alla Folk e World music italiana.



Il 30 Aprile e il 2 Maggio dalle 18 e l’1 Maggio dalle 20 oltre 60 artisti non hanno voluto mancare con il loro contributo simbolo di resistenza, di contaminazioni e di fermento creativo dei nostri territori. Con Enrico Capuano e Giuseppe Marasco ci saranno Sud Sound System, Stefano Saletti, Mascarimiri, i Beddi, Lennon Kelly, dall’Australia i Santa Taranta, Davide Campisi, Compagnia Facimu rota, REMA, Crifiu, Massimo Ferrante – Zezi, Eleonora Bordonaro,  Lautari, kerkim la giostra, Zenia, Parafonè, li ucci orkestra, civico 22, Trillanti, Truma, Kalascima, Claudio Prima  EME, Les trois lezard, Sorah Rionda, Antonio Castrignanò, Canzoniere Grecanico Salentino, Lavinia Mancusi, Trio Insolito, Gattamolesta, Riserva Moac, Sine Frontera, Antonio Nicola Bruno, Indaco Project feat Desirè Infascelli, Terrunica, Piero Brega, yo yo mundi, Tammurriatarock, Tupamaros, Corde Oblique, Fefo ( Almamegretta), BaKlava Klezmer soul, La Macina, Nuju, Mauro Bassano, Banda Rossa dell’Emilia Romagna, MUTE TERRE, compagnia aria corte Enten Hitti, Lorenzo del Pero, Andrea Brunini, Peppe Giannuzzi, Laerte Scotti, Alessandro Parente, Massimo Mollo,
Antonio Petronio, Maura Amata, Francesco FRY Moneti, Parto delle nuvole pesanti, sgominare l’impero, Folkabestia,
Bande Baran, Moreno il Biondo, Vincenzo Danise, Sandro Sottile, Calabria Orchestra, Nando Brusco e tanti altri….
Sarà presente l’1 Maggio anche il “testimonial” dell’evento, OTELLO PROFAZIO già Premio Tenco alla carriera 2016 è
sicuramente il più grande esponente della canzone folk e popolare d’Italia. Oltre 50 anni di carriera, un cantastorie
ipnotico, un mattatore del palcoscenico, attuale come non mai, ricercatore della tradizione ma anche cantautore a
tutti gli effetti. Per essersi distinto nell’ambito della musica, Profazio ha anche ricevuto il premio Internazionale
Medaglia d’Oro Maison des Artistes e il prestigioso premio PITRE’ a Palermo.
FOLKSTOCK, partito come evento inserito nella ricorrenza del PRIMO MAGGIO e simbolo di resilienza e di
sensibilizzazione sui diritti dei lavoratori dello spettacolo, diventa oggi occasione importante per ribadire la necessità
di sostegni per il mondo della cultura e dello spettacolo dal vivo e per tutti i suoi addetti, in particolare per le piccole
realtà legate alla musica dei nostri territori e alla nostra cultura identitaria. FOLKStock riprende volutamente il nome
di WOODSTOCK evento leggendario e, dopo oltre 50 anni, ancora simbolo di diritti, musica, avanguardia e resistenza
culturale e sociale.L’evento si svolgerà online sulla pagina facebook di “Musica Popolare Italiana” il grande portale che promuove l’Italia attraverso la sua musica tradizionale e su tutte le pagine collegate al circuito IT-FOLK.

Per info itfolk@libero.it

IN USCITA IL PRIMO BRANO DI ELETTRO MASCARIMIRI DANCE FREELY DALL’ALBUM MUSIC FOR DANCING

 

 

 

Dance Freely il  primo brano di Elettro Mascarimiri – Music for Dancing,
l’album in uscita prossimamente, prodotto da Claudio “Cavallo“ Giagnotti.ARRA Produzioni Mediterranee
per Italy Sona con il sostegno di Puglia Sounds Records programmazione 2020\2021
REGIONE PUGLIA – FCS 2014\2020 -Patto per la Puglia – Investiamo nel vostro futuro.

Il #videoclip prodotto da #ArraProduzioni e realizzato da by_kashu racconta un vorticoso mondo sonoro, un viaggio tra colori, luoghi e corpo in movimento. La frenesia del ballare liberamente, volare, liberarsi in un ritmo antico e tribale, tutto questo sul ritmo di un #elettro #PizzicaPizzica by #Mascarimiri. Chiudi gli occhi e pensa di essere ad un #party in un posto caldo, in un club #mediterraneo.Senti il fruscio della sala, percepisci le persone intorno a te, l’aria calda sulla pelle, il profumo della nottee la #musica, che abbraccia tutto questo.Inizia a muoverti, seguendo il #beat, fatti rapire. E #balla, sciogliti e ondeggia fino a svuotare la testa e liberare il corpo!

Ecco a cosa pensavano mentre nasceva il nostro nuovo #progetto
ELETTRO MASCARIMIRI – MUSIC FOR DANCING nei lunghi mesi di tutti #lockdown e distanziamenti, che abbiamo vissuto nell’ultimo anno. Senza poter suonare nè ballare, ma nonostante tutto
Claudio Cavallo ha voluto creare la musica per farvi #ballare, per quando lo si potrà fare di nuovo. #ElettroMascarimirì è un progetto nato dalla nostalgia della normalità e della libertà, che speriamo di poter assaggiare di nuovo al più presto!  

Close your eyes and immagine you are at a #party in a warm place, in a #mediterranean club. Hear the rustle of the room, feel the people around you, the warm air on your skin, the scent of the night and #music, which embraces all this! Start moving, following the #beat, go with the flow! And #dance, melt and sway until you empty your head and free your body!Here’s what they were thinking when our new ELETTRO MASCARIMIRI – MUSIC FOR DANCING
project was born, in the long months of all #lockdowns and distancing, which we have experienced in the last year. Without being able to play or dance, but despite everything Claudio Cavallo – the Mascarimiri leader – wanted to create the music to make you dance, for when it will be possible again. ElettroMascarimirì is a project born from the nostalgy of normality and freedom, which we hope to be able to taste again as soon as possible! For years we have been saying you BALLATI – DANCE, now we are telling you DANCE FREELY!

IL GIOVANE POLISTRUMENTISTA GABRIELE MACRI’ RENDE OMAGGIO A BRANDUARDI IN CHIAVE POPOLARE

Le note di un vecchio classico di Angelo Branduardi, con la lira al posto del violino, rivisitate all’insegna della tradizione musicale popolare calabrese. E’ l’originale scommessa a cui Gabriele Macrì, giovane polistrumentista originario di San Vito sullo Jonio (Cz), ha dato vita con il brano “Il violinista di Dooney – quando suona la mia lira” prodotto dall’etichetta CalabriaSona e che ha incassato anche il placet del celebre cantautore che aveva reso omaggio nel 1986 al poeta irlandese Yeats e alla musica celtica.

Il brano è in uscita oggi su tutte le piattaforme digitali a cui seguirà il videoclip che sarà diffuso in anteprima l’8 aprile su Calabria Sona Tv e il 9 aprile sul canale YouTube dello stesso circuito.Macrì, sin da bambino, ha calcato i palchi più importanti e, grazie alla sua passione, riesce a suonare qualsiasi strumento tradizionale. Oggi, a 22 anni, arriva l’esordio da solista dopo aver completato gli studi classici in accademia approfondito la tecnica della lira. E’ cresciuto suonando con grandi del calibro di Mimmo Cavallaro e Ciccio Nucera, è stato al fianco anche di Nour Eddine Fatty, noto musicista del Marocco e, dopo qualche anno trascorso a Milano, ha fatto ritorno in Calabria fronteggiando la chiusura forzata del covid con la creatività musicale. “Insieme a Pietro Procopio, al basso e chitarra, e a Maddalena Grosso, voce e chitarra battente – racconta – abbiamo registrato il brano in un giorno.

 

L’idea è stata quella di riarrangiare il brano di Branduardi con gli strumenti tradizionali calabresi e traducendo il testo in dialetto rispettandone il significato originale. E’ una ballata che ben si coniuga con la musica etnica popolare e del Mediterraneo, lo stesso Branduardi ci ha ringraziato, ci ha fatto i complimenti e ci ha detto che condividerà volentieri la canzone sui suoi canali social”. Questo è il primo tassello di un progetto più ampio ideato insieme a CalabriaSona e al suo CEO, Giuseppe Marasco: “C’è la volontà di lavorare su un più ampio repertorio omaggiando il cantautorato italiano – conclude Macrì – da rileggere in chiave etnica e popolare con le nostre peculiarità e sonorità inconfondibili. Anche se non possiamo ancora suonare dal vivo, non vogliamo stare fermi e le difficoltà del momento non devono essere un pretesto per fermare la passione”.

FORA TEMPU, ESCE L’ALBUM DEI LAUTARI D opo nove anni di silenzio ritorna il folk innovativo della band catanese “Fora Tempu”

La musica può fare a meno dell’orologio e del passaporto. Così succede che si parta dalla Sicilia,
si attraversi il Brasile e i luoghi più malfamati del mondo, per arrivare infine a raccontare l’uomo:
della sua ricerca della libertà, del disagio di vivere una vita scandita da tempi veloci, della
decadenza dell’umanità e della necessità di tornare a quello che era, aggrappandosi alla tradizione
quasi come fosse salvifica.

Tutto questo è FORA TEMPU (Italysona), il nuovo lavoro discografico dei Lautari, l’ottavo di questa
band catanese di culto. Un disco che arriva a nove anni di distanza dal precedente e che è stato
anticipato dal singolo e dal video del brano che dà il titolo all’album.
FORA TEMPU è un invito a prendersi i propri tempi in un’era in cui tutto si misura con l’efficienza e
il guadagno. “Ci piace pensare a quel che facciamo – dicono i membri del gruppo – come a un
lavoro artigianale che sta scomparendo, come, per esempio, quello dei liutai di una volta (a
Catania c’era una grande tradizione di liuteria) che per costruire una chitarra o un mandolino
impiegavano anni, ma che alla fine potevano davvero garantire che il lavoro era fatto bene”.
E per sottolineare la natura genuina della loro opera, alla fine del booklet scrivono: “In questo disco
non sono stati usati strumenti finti o di natura elettronica. Tutti gli strumenti sono stati maltrattati
tanto da farli suonare a dovere”
Formazione longeva e apprezzata da pubblico e critica, molto attiva sia in Italia che all’estero, i
Lautari da trentacinque anni si muovono nel solco della tradizione popolare e del suo
rinnovamento con un progetto che prevede non solo la ricerca e la rielaborazione di canti siciliani,
ma anche la composizione di brani inediti nel rispetto dei motivi e delle forme tradizionali.
Per anni al fianco di Carmen Consoli, il gruppo può vantare anche collaborazioni con artisti del
calibro di Goran Bregovic e, in campo teatrale, Gabriele Lavia, Franco Zeffirelli, Giorgio Albertazzi
e Peppe Barra.

FORA TEMPU contiene undici brani, con testi firmati per la maggior parte da Gionni Allegra e
Puccio Castrogiovanni e musiche composte dall’intera band, con due eccezioni: PEDDI NOVA che
vede la firma di Cesare Basile e VOLARE, brano di chiusura con il testo di Nino Bellia.
Il disco è prodotto da ItalySona (edizioni Marasco/MusicaLavica) in collaborazione con
MusicaLavica. “L’album dei Lautari è un altro progetto che valorizza la musica del sud – spiega il
CEO Giuseppe Marasco – ItalySona è l’etichetta discografica dedicata alla produzione, promozione
e valorizzazione della musica popolare e world “made in Italy”. Un progetto che vuole dare spazio
alle produzioni ‘etno’ ma con uno sguardo al futuro. Musica che nasce dalle radici ma aperta alle
contaminazioni”.
TRACCIA DOPO TRACCIA (Guida all’ascolto)
1) FORA TEMPU
La canzone che dà il titolo all’album. Il testo rivendica il diritto di prendersi il tempo necessario per
fare le cose in questi anni alquanto frenetici, di rinunciare al presenzialismo ad ogni costo, di
accettare i ritmi naturali della vita a discapito dell’efficienza che, ritengono i Lautari, è una virtù
molto sopravvalutata. Qualcuno dice che la canzone è vagamente autobiografica ed è in effetti è la
verità.
2) TRAZZERA DEI BRIGANTI
La strada o il quartiere che esiste o esisteva in ogni città o villaggio del mondo, quella in cui si va a
proprio rischio e pericolo, dove la gente che ci vive non ha una reputazione invidiabile. Il suk, la
fera, il bazar, il mercato di cose o persone, posti dove si possono scoprire storie che riguardano
ognuno di noi.
3) CORI CORUZZU
Il “Choro”, confidenzialmente chiamato chorinho, è una danza tradizionale brasiliana di cui uno dei
più famosi musicisti era Pixinguinha (pseudonimo di Alfredo da Rocha Viana Filho). I Lautari, che
pensano che la musica sia una di quelle cose che non hanno bisogno di passaporto per girare il
mondo, hanno preso quel ritmo e aggiunto un testo in siciliano. E si divertono molto a suonarlo.
4) PAISI DI TRI SODDI
Per capire il valore di un paese, una città, persino una nazione, bisogna sempre partire dai suoi
abitanti e dalle loro storie. Qui ce ne sono alcune piccole piccole che ci fanno pensare che il paese
di cui si parla valga soltanto tre soldi.
5) SU LI STIDDI
Canzone scritta in origine per voce femminile, rientra nella più classica tradizione del canto alle
bellezze dell’innamorato, che con la sua luce oscura addirittura stelle, sole e luna.
6) PEDDI NOVA
Brano composto appositamente da Cesare Basile, che lo ha cantato ed ha contribuito
all’arrangiamento. Il testo parla di disagio, rimpianti e bisogno di cambiamento.
7) MELQUIADES
Melquiades è un personaggio minore del capolavoro di Gabriel Garcia Marquez Cent’anni di
solitudine. Il brano racconta la sua storia di questo vagabondo, nomade, cittadino del mondo.
Simbolo di libertà, ma anche di discriminazione e diffidenza.
8) SALTI NEL TEMPO
Torna il tema del tempo, in questo caso dal punto di vista strettamente musicale. Il brano è infatti
caratterizzato da veri e propri salti di tempo. Il testo parla di “spartenza”, distacco, tristezza per
l’allontanamento.
9) ZA MONICA
«Zza Monica in cammisa isa isa» è il grido che i pescatori della mattanza del tonno di Favignana
usavano per darsi il ritmo nell’issare le reti. Qui è il pretesto per cantare la voglia di liberazione da
convenzioni e consuetudini soffocanti.
10) LI CRISTIANI
Brano scritto in tempi di sovranismo e razzismo, tempi che malgrado gli insegnamenti della storia
sembrano non tramontare mai. “Li cristiani” non si riferisce alla religione. Nel dialetto catanese

significa la gente, le persone in generale, che si dividono in quelle che abitano qui e negli altri,
quelli che non hanno diritti uguali a noi che siamo gli unici ad essere belli, saggi, buoni.
11) VOLARE
Brano scritto in occasione di una commemorazione di Angelo D’Arrigo, leggendario Icaro che
riusciva a volare insieme alle aquile. I fratelli Napoli, antica famiglia di pupari catanesi, hanno
costruito un pupo con le sue fattezze e realizzato uno spettacolo per lui. I Lautari hanno prodotto la
colonna sonora e composto questa canzone con il testo di Nino Bellia.

Esce oggi giovedi 18 febbraio “MADRE TERRA” il nuovo singolo e videoclip di FABIO CURTO

Esce oggi, giovedì 18 febbraio, “MADRE TERRA” il nuovo singolo e videoclip di FABIO CURTO, vincitore assoluto di Musicultura 2020 e già vincitore di The Voice of Italy nel 2015.

Link al videoclip ufficiale di “Madre Terra”: https://www.youtube.com/watch?v=FE-traiZMEA

 “Madre Terra” apre il nuovo anno musicale del cantautore e polistrumentista, che con questo brano rilascia un’ulteriore tessera del mosaico che comporrà il prossimo lavoro di inediti.

In perfetta armonia con il singolo “Domenica”, che gli è valso la vittoria a Musicultura e i più recenti singoli “L’altopiano” e “La Terra dei miei Figli” feat. Cisco & Fry, con “Madre Terra” Fabio Curto continua a raccontare il rapporto con la natura e la necessità di accogliere e vivere tale relazione nel modo più pieno possibile, realizzando una ballata dall’eco avvolgente.

FABIO CURTO PARLA DEL BRANO “MADRE TERRA” E DELLA REALIZZAZIONE DEL VIDEOCLIP

Ho sempre provato sensazioni indescrivibili davanti ai tramonti, davanti a quegli orizzonti infuocati del sud, oltre le colline, là dove si ha l’impressione che ci sia un posto che aspetta noi da sempre. Nei campi seminati dove correvo da bambino e nei vigneti d’inverno dove mi fermavo per riempire i polmoni di erba e di frasche bruciate. Lì mi sentivo vivo, mentre qualcosa nel petto scalciava e iniziava a gonfiarsi come una vela pronta a fare il suo lavoro. Questa canzone è un augurio affinché quel bambino, presente in tutti noi con storie diverse da narrare, non vada mai perduto.

Il video è nato chiacchierando con Ana, con cui ho realizzato la regia, dopo l’ascolto del brano pre-prodotto. Pensavo a questo personaggio che potesse incarnare il legame indissolubile tra l’uomo e la natura e rappresentare l’inesauribile stupore davanti alle sue manifestazioni. Quando abbiamo scelto Andrea Smith come attrice abbiamo capito che sarebbe stato fantastico perché grazie alla sua versatilità compare come una sorta di medium pagana che ascolta le voci del vento della terra e dell’acqua: saggia, piena di vita e materna, ma non estranea alla malinconia e ai dispiaceri che la vita spesso ci porta.

 

Performer dal grande talento, Fabio Curto ha all’attivo un EP, un album di inediti, numerosi premi e moltissimi concerti in tutto il mondo, a testimonianza di un’urgente e costante attività live che lo ha portato negli anni ad esibirsi in festival internazionali quali il “Pizza Fest Toronto 2018” (Canada), l’“Italian National Ball 2018” (Australia), il Festival Internazionale delle Arti in Bielorussia, fino a piazze come il Teatro del Cremlino di Mosca.

Nuovo importante riconoscimento per le etichette Calabriasona e Italysona nel campo della musica tradizionale italiana

Continuano i riconoscimenti e le ottime recensioni per il lavoro svolto dalle etichette Calabria Sona e Italy Sona in tutta Italia. Realtà dal motore calabrese, ma con uno sguardo proiettato alla musica dell’intero Sud: dopo la vittoria del premio “Mare aperto” per la world music d’autore, ottenuto dal gruppo pugliese “Sossio Banda”, prodotto da Italy Sona, arriva una nuova nomination per il disco di Francesco Loccisano e Marcello De Carolis, dal titolo “Venti”, uscito il 20 dicembre scorso.

Il lavoro discografico è stato segnalato tra i 20 album del 2020 che meglio rispecchiano le linee guida del Premio Nazionale città di Loano per la Musica Tradizionale Italiana secondo la direzione artistica e che, quindi, parteciperà all’assegnazione del prestigioso riconoscimento come migliore produzione discografica decretato da una giuria di oltre 60 giornalisti musicali italiani.

Un nuovo traguardo per le etichette calabresi che, già lo scorso anno, avevano presenziato con ben tre produzioni tra i 20 album segnalati dal premio: due tutte calabresi – Paolo Sofia con l’album “L’albero di more” e Francesca Prestia e Otello Profazio con l’album “Anch’io Francesca Prestia canto Otello Profazio” – e una produzione italiana con la Sossio Banda e “Ceppeccat”. Una continuità che conferma il buon lavoro che tutto il team di Calabria Sona sta portando avanti, puntando sulla qualità e su progetti di grande respiro nella nuova folk-music d’autore calabrese e non solo.

La notizia arriva all’indomani dell’uscita del nuovo singolo e video clip estratto da “Venti”, dal titolo “La tarantella di Zio Nicola”. Un brano che unisce e racconta il Sud – Calabria, Basilicata e Campania – attraverso i suoni delle chitarre battenti del calabrese Francesco Loccisano (che ha rivisitato il brano con Eugenio Bennato) e del lucano Marcello De Carolis. Una nuova perla dopo il grande successo di “Danza Ionia”, che ha suscitato interesse e ammirazione anche da parte del mitico Red Ronnie che presto ospiterà il duo dal vivo nel suo appuntamento televisivo settimanale.

Il Premio Nazionale Città di Loano per la Musica Tradizionale Italiana è uno dei più importanti riconoscimenti in Italia per la musica folk. Nasce nel 2005 con l’intento di promuovere e valorizzare la produzione contemporanea di musica tradizionale di radice nazionale. Il premio pone l’attenzione sulle proposte musicali che intrecciano la ricerca, il recupero e la valorizzazione della cultura musicale più antica e “tradizionale” con la nuova interpretazione della “musica popolare” – quella cioè che si è evoluta nell’incontro con altre culture, con nuove sensibilità, con nuovi strumenti e tecnologie. Il premio viene realizzato dalla Compagnia dei Curiosi con la collaborazione e il sostegno dell’Assessorato al Turismo, Cultura e Sport del Comune di Loano e con la direzione artistica di John Vignola. Il Premio Loano è diretto dal 2018 dal musicologo e giornalista Jacopo Tomatis.

IL RITORNO DEI LAUTARI DOPO NOVE ANNI

IL RITORNO DEI LAUTARI DOPO NOVE ANNI

FORA TEMPU è il nuovo singoloAnticipa l’omonimo l’album in distribuzione dal 19 febbraioIL VIDEO: https://youtu.be/nRMzjvUR1UE

A nove anni dal loro ultimo lavoro discografico, ritornano i LAUTARI, band catanese di culto, moltoattiva sia in Italia che all’estero. Da quasi trentacinque anni si muove nel solco della tradizionepopolare e del suo rinnovamento con un progetto che prevede non solo la ricerca e larielaborazione di canti siciliani, ma anche la composizione di brani inediti nel rispetto dei motivi edelle forme tradizionali.Per anni al fianco di Carmen Consoli, il gruppo può vantare anche collaborazioni con artisti delcalibro di Goran Bregovic e in campo teatrale, Gabriele Lavia, Franco Zeffirelli, Giorgio Albertazzi ePeppe Barra.Esce oggi, su tutti i digital store e le piattaforme di streaming, il loro nuovo singolo FORATEMPU che anticipa l’omonimo album che vedrà la luce il 19 febbraio per l’etichettaItalysona.Il brano è una sorta di presa di distanza dai ritmi di questi tempi in cui tutto si misura conl’efficienza e il guadagno. «Con questo brano – dicono i Lautari – e più in generale con questodisco, ma anche con tutta la nostra storia, rivendichiamo il diritto di prenderci il nostro tempo perfare le cose, di non essere ossessionati dal presenzialismo a tutti i costi, specialmente sui social,che sembrano ormai diventati un obbligo delle nostre esistenze. Ci piace pensare al nostro lavorocome a un lavoro artigianale che sta scomparendo, come, per esempio, i liutai di una volta (aCatania c’era una grande tradizione di liuteria) che per costruire una chitarra o un mandolinoimpiegavano anni ma che potevano garantire che alla fine il lavoro era fatto bene».Fora Tempu esce accompagnato da un divertente video che loro raccontano così:«L’idea di fare un balletto sull’ultimo riff ci frullava in testa da un po’ di tempo (ovviamentecitazione dal film Gli allegri vagabondi di Stanlio e Ollio). L’unica altra idea era di fare unacitazione dal video dei Queen Bohemian Rapsody in cui i volti degli artisti venivanoilluminati da una torcia. Poco per un video di quasi 5 minuti. Per fortuna, il giorno in cuisiamo andati a fare il sopralluogo tecnico al teatro Brancati di Catania, teatro che il direttore– il buon Orazio Torrisi – ci ha prestato per girare il video, abbiamo trovato sul palco lascenografia, non ancora smontata, dell’ultimo spettacolo che era stato in programmazioneprima del maledetto virus. In quella scena c’era un enorme armadio che immediatamente ciha suggerito la trama: siamo chiusi dentro l’armadio (metafora del lockdown), a un certopunto usciamo (liberazione) e ci mettiamo a ballare (felicità e sollievo). Mentre giravamo èvenuto a trovarci il nostro amico Marco Napoli con il suo pupo Peppenino (essendo dilegno non ha problemi di contagio e quindi è stato inserito nella storia), che fuoridall’armadio sente la musica e dopo qualche ricerca apre l’armadio liberandoci. La tramanon sarà degna di Guerra e pace, non avrà l’introspezione di Bergman (per quanto…dentro l’armadio!) ma pensiamo che il video sia venuto carino, e soprattutto a tempo (dilockdown)».CREDITIVideo:Da una (vaga) idea di: Gionni Allegra, Salvatore Assenza, Stefano Buda, Puccio Castrogiovanni,Marco Corbino, Salvo Farruggio, Salvo NotoCoreografie: Gionni Allegra, Salvo FarruggioRiprese e montaggio: Stefano BudaMix audio: Salvo NotoUn ringraziamento speciale a Orazio Torrisi per averci accolto presso il Teatro Brancati (CT) e ilprezioso aiuto in sala ad Antonio Licciardello.Con la partecipazione straordinaria di Peppenino e il suo mastro puparo Marco Napoli.Brano:Testo: Gionni AllegraMusica: LautariGionni Allegra (voce, contrabbasso )Puccio Castrogiovanni (fisarmonica )Marco Corbino (chitarre)Salvatore Assenza (clarinetto, sax soprano, sax tenore)Salvo Farruggio (batteria, vibraslap, tambourine)I LAUTARIPuccio Castrogiovanni (voce, mandolino, bouzouki, mandola, marranzani, fisarmonica)Gionni Allegra (voce, contrabbasso, chitarra)Marco Corbino (chitarre)Salvatore Assenza (clarinetto, sax, pive)Salvo Farruggio (batteria e percussioni)I Lautari sono tutti polistrumentisti e cantanti di lunga esperienza il cui approccio alla musica èessenzialmente acustico, con un’attenzione particolare per il suono degli strumenti tradizionali:mandolino, mandola, mandoloncello, chitarra classica, chitarra acustica, contrabbasso,fisarmonica, organetto, piva, flauti e percussioni.Il valore musicale e culturale del loro progetto musicale gli ha consentito di collaborare in teatrocon artisti e registi di grande spessore come Pino Micol, Gabriele Lavia, Giorgio Albertazzi,Armando Pugliese, Peppe Barra, e gli ha permesso di partecipare a prestigiose rassegne, come ilClub Tenco e Arezzo Wave, che hanno riconosciuto il valore del loro percorso artistico.Nel 2004 iniziano a collaborare con la Due Parole – Narciso Records, etichetta catanese fondatada Carmen Consoli ed è anche da questo incontro che scaturisce “Anima antica”, un album cheriassume una parte importante del loro cammino musicale.Nel 2005 prendono parte alla manifestazione Italia-Africa che accoglie uno straordinario spettacoloofferto da un ricchissimo cast di artisti nazionali e internazionali, nel corso di una giornata-eventoche riempie Piazza del Popolo a Roma di uomini e donne di ogni etnia ed età.Nello stesso anno il gruppo partecipa ad altre manifestazioni, come la X edizione della RassegnaAstimusica, insieme ad Alfio Antico, il Mantova Musica Festival e il Festival Musicultura pressol’Ambasciata Italiana in Francia (Chambery).Musica, folclore e tradizione si ritrovano nello scenario del Kals Art di Palermo, in cui i Lautari siesibiscono, e in Turchia, ad Ankara, in una suggestiva contaminazione di culture ed etnie diverse.Nel 2006 partecipano alla realizzazione dell’album di Carmen Consoli “Eva Contro Eva”,aggiungendo ai suoni dell’album le peculiarità sonore, stilistiche e strumentistiche del loro gruppo,aperto alle influenze del panorama mediterraneo.In concomitanza con l’uscita dell’album, nel maggio 2006, partecipano al tour promozionale deldisco della Consoli, “Dal Simeto al Tamigi”, suonando insieme alla band della cantante eaffascinando pubblico e critica per l’originalità e la qualità delle esibizioni.Il 15 Luglio 2006 partecipano con successo al Womad (World Of Music Art and Dance), il Festivalmondiale itinerante ideato e fondato da Peter Gabriel. Il concerto si svolge nell’incantevole TeatroGreco di Taormina e l’evento consacra il valore artistico e musicale del gruppo nell’ambito dellaworld music oltre che della musica popolare siciliana.Il mese si chiude con una prestigiosa collaborazione al nuovo album di Goran Bregovic, Karmen(With a happy end), che contiene il brano Focu di raggia, scritto dai Lautari.Nel corso della stagione estiva i Lautari prendono parte ad alcune importanti rassegne musicaliitaliane ed estere, come il Giffoni Music Concept e il Festival Sete Sóis Sete Luas, che li vedeimpegnati in una serie di date in Spagna, Israele e Portogallo.Il 7 Settembre, in concomitanza con l’uscita dell’album “Arré”, parte da Catania il tourpromozionale, che prevede un ricco calendario di eventi.Nel mese di ottobre la band prende parte all’Auditorium di Roma ad un evento che s’inserisce nelpiù ampio progetto «La musica antica del nuovo millennio», la cui direzione artistica, affidata aCarmen Consoli, si propone di riunire in uno spettacolo a più voci le diverse esperienze dellatradizione siciliana.Il 2008 si presenta subito denso di appuntamenti musicali che vedono il gruppo coinvolto nelleattività della rassegna Etnafest, nella sezione “Etna-Music World”, sotto la direzione artistica diCarmen Consoli.I Lautari, per l’occasione, si esibiscono insieme all’Etna Orchestra che accompagna il 18 marzo lospettacolo “Sotto lo stesso cielo”, durante il quale tradizioni musicali dialettali differenti siincontrano nella stessa cornice.Il 2009 si apre con la partecipazione al X Festival della nuova canzone siciliana di Antenna Siciliacon il brano “C’era cu c’era”. In primavera il gruppo musicale porta sulle scene teatrali il nuovospettacolo “U tempu di ‘na manciata”.Nel 2012 ritornano con un nuovo album di undici tracce, “C’era cu c’era”, candidato alle targheTenco.Il 2015 li vede impegnati in un tour che tocca varie città italiane.Nel 2016 collaborano con la Compagnia Zappalà Danza, alla realizzazione dello spettacolo “I ambeautiful”, componendo ed eseguendo la musica dal vivo.Nel 2017 realizzano, insieme ai “Fratelli Napoli” lo spettacolo di pupi “Tutta un’altra Storia”Metamorfosi di Angelo D’Arrigo, che ha debuttato al Teatro Sangiorgi di Catania.Nell’estate 2017 sono tra i protagonisti del progetto “TRI” con Alfio Antico e Rita Botto che arrivaall’Umbria folk festival di Orvieto; da menzionare la partecipazione al “Taranta Sicily Fest” di Scicli,al Folk Fest di Frazzanò e il concerto svoltosi al Monastero dei Benedettini per i trent’anni di attivitàin occasione del quale i Lautari hanno rimasterizzato e stampato su Cd la loro prima produzionemusicale uscita in cassetta nel 1990, “Acqua e sali”. Sempre nel 2017 sono invitati dall’IstitutoItaliano di cultura di Osaka, in Giappone, dove tengono un concerto presso il Knowledge Theater.Nel 2018 tornano a viaggiare portando lo spettacolo “I am beautiful” in Argentina, al Teatro Coliseodi Buenoa Aires, nell’ambito del “10 Festival di Danza contemporanea”.

FRANCESCO LOCCISANO E MARCELLO DE CAROLIS oggi esce il videoclip di “La Tarantella Di Zio Nicola”

Un brano che unisce e racconta il Sud – Calabria, Basilicata e Campania –
attraverso i suoni delle chitarre battenti del calabrese Francesco Loccisano (cha ha
rivisitato il brano con Eugenio Bennato) e del lucano Marcello De Carolis.

A partire da oggi è online il videoclip di ‘La tarantella di Zio Nicola’ (GUARDA VIDEO), secondo estratto
da “Venti”, primo lavoro discografico del duo di chitarra battente formato da Francesco Loccisano e da
Marcello De Carolis: un brano tradizionale, rivisitato da F. Loccisano ed Eugenio Bennato in chiave solistica per chitarra battente, che rappresenta il simbolo di un’antica famiglia di liutai e di costruttori di
chitarre battenti, i De Bonis di Bisignano (Cs).
“La Tarantella di zio Nicola” racchiude e racconta il Sud, unisce Calabria, Basilicata e Campania attraverso i suoni e la musica delle chitarre battenti del calabrese Francesco Loccisano (che originariamente ha arrangiato il brano con Eugenio Bennato) e del lucano Marcello De Carolis, e anche attraverso le immagini. Il nuovo video (regia di Vito D’Andrea ), infatti, è stato girato in Basilicata nel comune di Guardia Perticara in provincia di Potenza, uno dei borghi più belli d’Italia e segue video di “Danza Ionia” ( guarda video ), primo brano estratto, girato in Calabria al Castello di San Fili a Stignano, luogo di forte interesse storico che si trova nei pressi delle sponde di Riace (RC), rinomato luogo di
ritrovamenti archeologici ma, ad oggi, agli onori della cronaca per essere una porta del Mediterraneo, crocevia di culture, accarezzato dai venti che portano respiro per una nuova umanità. 
“Venti”, già disponibile in formato fisico, vinile e cd (ascolta qui), è un disco di brani di  Francesco Loccisano rielaborati e riarrangiati accuratamente con Marcello De Carolis per duo di  chitarra battente :
“Un nuovo progetto discografico che rappresenta per noi l’avanguardia della chitarra battente con cui scoprire nuove frontiere di dialogo chitarristico  che partono dal nostro territorio per arrivare a tutto il
mondo grazie all’ampia escursione dinamica e ad una mescolanza di suono meridionale, poesia, composizione e contemporaneità.”
L’etichetta discografica del disco, composta da dieci brani, è ItalySona (edizioni Marasco/FINGERPICKINGNET) in collaborazione con Calabria Sona. L’album è stato registrato presso l’Arango Sonic Studio – Focà, Caulonia – Rc; la produzione artistica è di Stefano Simonetta – Mujura, artista eclettico, produttore di esperienza oltre che bassista e collaboratore di Eugenio Bennato ; la produzione esecutiva è di Giuseppe Marasco – Italysona. Il mix e mastering sono a cura degli stessi
Francesco Loccisano e Marcello De Carolis.

Brevi note biografiche. Francesco Loccisano e Marcello De Carolis raccontano come non esista un momento preciso in cui è iniziata la loro collaborazione, ma da subito si è creato uno scambio con un solo proposito, l’arte della chitarra battente: “all’inizio sembrava impossibile far dialogare due strumenti solisti, ma il suono ha
preso subito forma ed unicità nel momento in cui la creatività e l’espressione sono diventate complici.” Il duo ha in attivo la pubblicazione di “La chitarra battente – Metodo base” edito da fingerpicking.net. Di recente si sono esibiti in numerosi festival tra cui XXXVI Festival internazionale della chitarra di
Lagonegro (Pz), Alica Festival, Conservatorio di Musica F. Cilea di Reggio Calabria, VII Festival del
Mandolino di Avigliano (Pz).

FRANCESCO LOCCISANO: nel 2005 entra a far parte dei Taranta Power di Eugenio Bennato, collabora
con V. Capossela, Gianna Nannini e tanti altri. Nel 2010, pubblica il suo primo album da solista,
“Battente Italiana”, nel 2013 “Mastrìa” e nel 2017 “Solstizio”. Nel 2015 pubblica il primo metodo per
chitarra battente con l’etichetta fingerpicking.net. La collaborazione con il regista spagnolo Carlos Saura per il docu-film “La Jota”, consacra Loccisano come virtuoso della chitarra battente sul panorama
internazionale. Attualmente è il docente della cattedra di chitarra battente presso il conservatorio “PITchaikovsky” di Nocera Terinese (CZ).
Marcello De Carolis si diploma in chitarra classica al conservatorio G. da Venosa di Potenza nel 2012 con il massimo dei voti e lode. Frequenta numerosi corsi e masterclass tenute da diversi maestri tra cui:
Angelo Gilardino, Luca Fabrizio, Roland Dyens, Leo Brower, Aniello Desiderio. Intraprende lo studio della chitarra battente con il maestro Francesco Loccisano. Nel 2015 fonda, insieme al maestro Luca
Fabrizio, il duo “Cordaminazioni” in cui suona la Chitarra Classica e la Chitarra Battente e con il quale ha inciso il disco omonimo. Nel 2017 il maestro Angelo Gilardino dedica a lui e al maestro Luca Fabrizio la
composizione “Albero Solitario” per chitarra battente e chitarra classica e nel 2018 il “concerto di Matera” per chitarra battente e 10 strumenti. Entrambi i brani sono stati incisi da De Carolis e saranno
pubblicati a gennaio 2021 con l’etichetta Da Vinci Classics nel suo prossimo disco da solista “The Ecleting Beating – Contemporary music for chitarra battente”